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Palazzina togliatti a fuoco

Palazzina togliatti a fuoco

Roma, esplosione in via Galati; il racconto di un padre con i figli sul balcone subito dopo il botto

E’ stata rintracciata nella nuova abitazione enlla serata di martedì,  S.G. l’83enne di origine sarda, che la scorsa notte  avrebbe provocato l’esplosione di un appartamento in via Galati 42 (zona Palmiro Togliatti) a Roma a seguito della quale ha...

E' stata rintracciata nella nuova abitazione enlla serata di martedì, S.G. l'83enne di origine sarda, che la scorsa notte avrebbe provocato l'esplosione di un appartamento in via Galati 42 (zona Palmiro Togliatti) a Roma a seguito della quale ha perso la vita un 50enne italiano per le esalazioni e per il fumo entrato nel suo appartamento.

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato S. Basilio, hanno sottoposto la donna a fermo come disposto dall'Autorità Giudiziaria in quanto indiziata del delitto di strage e omicidio. La donna ha prima opposto resistenza all'arresto e poi ha dichiarato agli esponenti delle forze dell'ordine di non essersi pentita per quanto fatto.

Intanto, con il passare delle ore si arricchisce di particolari la storia del tremendo botto che ha provocato un morto e ben 21 feriti ed ha scosso un intero quartiere.

Di seguito il racconto di un padre che è arrivato sotto casa dell'ex compagna e ha trovato i figli sul balcone mentre bel piano sottostante divampava l'incendio dopo l'esplosione.

"Ore 3:45 squilla il telefono, dall'altra parte mio figlio M. che piangendo mi dice, papà corri il palazzo sta bruciando! 5 minuti è sono sotto casa sua, fortunatamente ci sono già forze dell'ordine, ambulanze e pompieri in soccorso. Sono li sotto che non posso fare altro che dire ai pompieri, li al terzo piano ci sono due bambini sul balcone, è notte, piove e li sento urlare papà! papà! e ti senti così piccolo difronte una cosa del genere che puoi solo urlare, sono qui, state calmi, stanno venendo a prendervi. Provi a passare ma non si può, poi finalmente i pompieri li salvano, lascio l'ambulanza a chi ne ha più bisogno e li porto al pronto soccorso, dopo una nottata e mattinata di controlli, finalmente a casa da nonna sani e salvi. Lo spavento più grande della mia vita".

DF

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