Roma, gruppo pd xv municipio: "si farà consiglio straordinario"

Se in principio sembrava che gli altri partiti di opposizione del nostro Municipio non ritenessero necessario un Consiglio straordinario sul tema del nuovo campo Rom in XV - deciso con determina da Roma Capitale -, prendiamo atto che oggi anche...

Se in principio sembrava che gli altri partiti di opposizione del nostro Municipio non ritenessero necessario un Consiglio straordinario sul tema del nuovo campo Rom in XV - deciso con determina da Roma Capitale -, prendiamo atto che oggi anche gli altri cinque Consiglieri hanno sottoscritto in autonomia una richiesta in tal senso.

Constatiamo il ritardo nell'arrivare a presentare una proposta dello stesso tenore di quella già avanzata dal gruppo Pd, tuttavia siamo lieti dell'esito e del raggiungimento delle firme necessarie: non ci interessa chi chiede la seduta straordinaria, ma che essa ci sia.

A norma di regolamento, entro dieci giorni si dovrà quindi procedere alla convocazione del Consiglio, che noi del Pd consideriamo un appuntamento importante per il territorio e la politica romana: una seduta straordinaria che preveda la presenza dell'assessore alle politiche sociali di Roma Capitale e nella quale si chiarisca la posizione del M5S sui campi Rom. Chiederemo in quella sede il rispetto della Strategia europea di inclusione e superamento dei campi, sottoscritta da Roma Capitale durante la scorsa consiliatura, e rifiuteremo con forza l'idea che nella nostra città non debbano esistere alternative ai campi.

Chiediamo quindi alla maggioranza pentastellata e al Presidente del Consiglio di recuperare questi giorni di ritardo e di convocare l'assemblea municipale quanto prima". Così in una nota Daniele Torquati, capogruppo Pd in Municipio XV

CASTEL DI GUIDO, BONAFONI (MDP): “BENE AUDIZIONE, ORA CONSULTAZIONI PER L’UNITARIETÀ DEL PROGETTO”

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“Un incontro pubblico, largo e aperto innanzitutto alle associazioni e ai comitati impegnati nel rilancio della tenuta di Castel di Guido, da tenersi prima della pubblicazione del bando prevista entro il 30 aprile prossimo.

E’ sicuramente una buona notizia quella arrivata oggi nel corso dell’audizione con i rappresentanti di Campagna Romana Bene Comune in Commissione Agricoltura alla Pisana, da cui è emersa la volontà di avviare una fase preliminare di consultazione, necessaria per dirimere ogni ipotesi di spacchettamento della tenuta. Si tratta infatti di un passaggio fondamentale e molto atteso, per ribadire che la fruibilità e la valorizzazione dell’area è garantita proprio dall’unitarietà dei beni e delle potenzialità presenti in una delle zone più belle della nostra Regione. Una notizia che va di pari passo con la certezza, ribadita dall’assessore all’Agricoltura, Carlo Hausmann, di aver scongiurato ogni ipotesi di vendita della tenuta che resterà un bene comune a disposizione dei cittadini. In questa fase di rilancio, riteniamo che anche il Comune di Roma debba fare la sua parte. Per questo facciamo nostri i dubbi espressi in audizione dal presidente del Comitato Castel di Guido rispetto alla reale disponibilità economica del Comune di investire nel progetto e sollecitiamo un chiarimento in merito da parte dell’amministrazione capitolina”. E’ quanto afferma la consigliera regionale di Art. 1 – Movimento democratico e progressista, Marta Bonafoni. SANITA’, SIMEONE (FI): “ABBATTIMENTO LISTE DI ATTESA, ZINGARETTI ABBIA CORAGGIO ED ATTUI NEL LAZIO IL MODELLO DELL’EMILIA ROMAGNA” “Riduzione delle liste di attesa, “si può fare”. Anche il ministro Lorenzin ha ammesso che una via di uscita dal disastro liste di attesa esiste. Ha ammesso che far bene si può. Ed ha preso ad esempio il modello attuato dalle regioni Emilia Romagna e Veneto. Un modello semplice ma efficace alla base dell’ordine del giorno, presentato come Forza Italia durante il consiglio monotematico sulla sanità a novembre 2016, con cui si impegnava il presidente Zingaretti “al fine di garantire un’implementazione dell’offerta, l’abbattimento delle liste di attesa riportando le tempistiche entro i parametri previsti dalla normativa vigente, nonché di contenere i costi a carico della Regione, derivanti dal costante aumento della mobilità passiva extra regionale, a mettere in atto tutte le azioni necessarie, sul piano economico ed organizzativo, al fine di consentire alle Asl del Lazio la possibilità di acquistare dal privato accreditato prestazioni a tariffa calmierata consentendo agli utenti di accedere alle prestazioni specialistiche, e di alta diagnostica, pagando una tariffa pari a quella del ticket della prestazione stessa”. Ordine del giorno stravolto e ridotto ad una enunciazione di principio a causa della ritrosia da parte della maggioranza che governa questa Regione che ha preferito approvare un documento generale che risolvere concretamente le criticità che attanagliano la sanità del Lazio. Resta comunque ferma e valida la nostra proposta contenuta nella versione originale dell’ordine del giorno. Una proposta avanzata dopo aver studiato i risultati raggiunti dal progetto avviato dalla Regione Emilia Romagna nel 2015. Un progetto che proponevamo di estendere anche a tutte le Asl del Lazio ampliando l’offerta delle prestazioni sanitarie attraverso l’apertura 7 giorni su 7 delle strutture sanitarie, pubbliche e private, dando la possibilità alle Asl di acquistare dal privato accreditato prestazioni a tariffa calmierata consentendo agli utenti di accedere alle prestazioni specialistiche, e di alta diagnostica, pagando una tariffa pari a quella del ticket della prestazione stessa. Si tratta di un progetto che ha mostrato in breve tempo risultati eccezionali. Oggi in oltre il 90% dei casi, in Emilia-Romagna, gli esami vengono garantiti ai pazienti entro 30 o 60 giorni dal momento della prenotazione, come previsto dalla legge e dal buon senso. Le file infinite per una tac o un controllo ginecologico sono state cancellate. Il purgatorio prima di una risonanza o di un test della vista è diventato un ricordo. I cittadini emiliani e veneti si sentono tutelati e non devono più sostenere costi esorbitanti, legati al ricorso alle prestazioni private, per vedere riconosciuto quello che è loro sacrosanto diritto. Il tutto a fronte della realtà del Lazio in cui, di media, l’attesa per prestazioni di alta diagnostica sfiora o supera l’anno. Oggi quello che manca a Zingaretti continua ad essere il coraggio di scegliere e di prendere spunto da chi non solo fa, ma fa anche bene, nell’esclusivo interesse dei cittadini che è chiamato a rappresentare. Gli manca l’umiltà politica ed amministrativa di ammettere che sinora nessuno dei risultati prospettati è stato raggiunto. Lo stesso coraggio, e la medesima umiltà politica, che gli chiediamo di utilizzare sin da ora, mettendo da parte l’ennesimo piano di riduzione delle liste di attesa che sarà la fotocopia stanca ed inutile dei copioni che ci ha presentato, dal 2013 ad oggi, senza riscuotere alcun successo. Gli abbiamo fornito la risposta su un piatto d’argento. A Zingaretti spetta l’onore di attuarla”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

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