Roma, il monumento ai caduti in Russia nel degrado più completo

E’ questa una foto emblematica del degrado morale sociale e fisico al quale è sottoposto il nostro povero Paese. Non lo chiamo Patria perché in certi casi c’è da vergognarsene, in particolare oggi, una volta Festa Nazionale.

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E’ questa una foto emblematica del degrado morale sociale e fisico al quale è sottoposto il nostro povero Paese. Non lo chiamo Patria perché in certi casi c’è da vergognarsene, in particolare oggi, una volta Festa Nazionale.

La scena che vedete si svolge in via Cassia 737, sul ciglio strada dove si trova il Monumento Nazionale ai Caduti e Dispersi in Russia, nell’omonimo Giardino ad Essi dedicato. Quell’individuo ha dormito accanto alla Stele con i suoi stracci, si è svegliato e ha fatto i suoi comodi. Di mattina, davanti a tutti, passanti e automobilisti.

Questa è l’Italia, e per questa Italia celebriamo Unità, Vittoria, Rimembranze, con sfilate, bande, costumi storici? L’ultima volta, proprio dove si trova quell’individuo, è stata celebrata la Messa al Campo, contornata dai Lancieri di Montebello, dai Reduci di Russia, dalla Fanfara dei Bersaglieri…

Non sarà meglio organizzarci la sagra della porchetta?

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