Roma, Jgend Rettet intitola la sua prima missione di salvataggio al Ministro degli interni tedesco “Thomas de Maizière”

Con la nave IUVENTA, l’anno scorso l'organizzazione umanitaria Jugend Rettet ha potuto salvare più di 6.500 persone dal naufragio nel Mar Mediterraneo.

Salvataggio migrabnti

Con la nave IUVENTA, l’anno scorso l'organizzazione umanitaria Jugend Rettet ha potuto salvare più di 6.500 persone dal naufragio nel Mar Mediterraneo. La ONG tedesca inizia il suo impegno del 2017 con la prima missione dedicata a “De Maizière”, per denunciare la mancata presa di responsabilità da parte dei politici europei per quanto riguarda la conservazione dei valori di solidarietà e la protezione dei profughi.

L'associazione “IUVENTA/JUGEND RETTET” è partita nella notte di Venerdì, con la sua missione annuale di salvataggio di migranti nel Mediterraneo ed ha raggiunto questa mattina la SAR Zone, ovvero il campo di azione situato in acque internazionali davanti alla costa libica.

Il fatto che la maggior parte dei salvataggi viene eseguito da organizzazioni private è abbastanza criticato all'interno dell'associazione. “Praticamente noi stiamo facendo il lavoro dei governi. Non possiamo continuare a osservare come la responsabilità viene scaricata al di fuori delle mura della fortezza Europa. Questo peso ricade sulle nostre spalle così noi volontari investiamo tempo e lavoro per fare quello che in realtà è logico, quando persone annegano davanti alla propria porta di casa: le salviamo”, spiega Lena Waldhoff, vice presidente dell'associazione.

A dispetto degli altissimi numeri di morti nel Mediterraneo, anche nel 2017 l'UE non ha ancora sviluppato un programma di salvataggio dal naufragio. Al contrario, sia la fuga che le organizzazioni umanitarie,

vengono pubblicamente criticate fino al punto della criminalizzazione. “Il prossimo progetto europeo è fermate e riportate in Libia le persone in fuga. Un paese in cui de facto non esiste uno stato politico

funzionante. Le condizioni nei campi ci vengono decritti dai rifugiati come disumane e atroci. La fortezza Europa sta creando danni immensi”, conclude Titus Molkenbur, Head of Mission Coordination

dell'associazione. Quindi, con l'imposizione del nome “de Maizière”, nelle prossime settimane la ONG tedesca, fondata da dei ragazzi poco più che ventenni, ricorderà, oltre il loro impegno umanitario in mare, la mancata presa di responsabilità da parte dei politici europei

Ricordiamo che per le missioni di salvataggio in mare, l'associazione dipende esclusivamente da donazioni private:

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