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Roma, la camera dei deputati ricorda il 60° anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi

Venerdì 14 novembre, alle ore 10, presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio, verrà commemorato il 60° anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi, una delle figure più importanti della storia moderna italiana: non a caso un famoso...

Venerdì 14 novembre, alle ore 10, presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio, verrà commemorato il 60° anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi, una delle figure più importanti della storia moderna italiana: non a caso un famoso detto sostiene che se Cavour e Garibaldi hanno fatto l'Italia, De Gasperi è colui che l'ha ricostruita.

Il Convegno, organizzato dalla Fondazione De Gasperi con l'Istituto Universitario Europeo avrà per tema: "ALCIDE DE GASPERI: LA SCELTA OCCIDENTALE E LA COSTRUZIONE EUROPEA". Apriranno i lavori la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, l'Alto Rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini, la Presidente onoraria della Fondazione De Gasperi, Maria Romana De Gasperi, il Presidente dell'Istituto Universitario Europeo, J.H.H. Weiler. L'appuntamento sarà trasmesso in diretta sulla webtv della Camera dei Deputati.

Alcide De Gasperi, 1881 - 1954, fu un mediatore ispirato per la democrazia e la libertà in Europa.

Dal 1945 al 1953, in qualità di Presidente del Consiglio in otto governi consecutivi e Ministro degli Affari Esteri italiano, preparò la strada per il futuro del proprio Paese negli anni del dopoguerra: era un uomo di alti ideali dotato di un forte senso dello Stato.

Durante la cosiddetta "era De Gasperi" l'Italia venne ricostruita adottando una Costituzione repubblicana, consolidando la democrazia interna e compiendo i primi passi verso il risanamento economico. De Gasperi fu un fautore entusiasta della cooperazione internazionale. Quale responsabile di gran parte della ricostruzione postbellica dell'Italia, era convinto che quest'ultima avesse bisogno di riprendere il proprio ruolo sulla scena internazionale.

A tal fine, si impegnò nella costituzione del Consiglio d'Europa e convinse l'Italia a prendere parte al Piano Marshall statunitense e ad unirsi alla NATO.

Insieme ad altri grandi statisti della sua epoca promosse attivamente l'unità europea. Le sue esperienze del fascismo e della guerra lo guidarono nella profonda convinzione che solo l'unione dell'Europa avrebbe potuto evitare un loro ritorno.

Innumerevoli volte promosse iniziative indirizzate alla fusione dell'Europa occidentale, creando stretti legami economici con altri Stati europei, in particolare Francia e Germania. Appoggiò, inoltre, il Piano Schuman per la fondazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) e contribuì a sviluppare l'idea della politica europea comune di difesa. Negli ultimi anni di vita è stato inoltre una delle forze ispiratrici della creazione della Comunità Economica Europea (CEE). Nonostante non abbia vissuto abbastanza per vederne l'attuazione (morì nell'agosto del 1954), il suo ruolo ricevette ampio riconoscimento quando nel 1957 vennero firmati i Trattati di Roma. Era motivato da una chiara visione di una Unione Europea che non avrebbe rimpiazzato i singoli Stati ma li avrebbe aiutati a completarsi vicendevolmente.

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