Roma, la denuncia di un gelataio al Pigneto; sono ostaggio degli spacciatori

E' un artigiano del gelato il commerciante sentito da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università Niccolò Cusano, il piccolo imprenditore che ha voluto denunciare per l'ennesima volta come il quartiere...

Via Pesaro

E' un artigiano del gelato il commerciante sentito da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università Niccolò Cusano, il piccolo imprenditore che ha voluto denunciare per l'ennesima volta come il quartiere Pigneto di Roma sia ormai sempre più ostaggio degli spacciatori e dei tossicodipendenti.

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Si chiama Filippo, fuori dalla sua gelateria ha attaccato un cartello in cui scrive di essere sotto attacco mafioso: "Io lavoro tante ore al giorno in quartiere difficilissimo, da quattro anni ostaggio degli spacciatori che operano davanti alla mia gelateria in qualsiasi ora del giorno e della notte. Spadroneggiano, danno vita a risse, discutono, litigano, gli ho detto di andare via e per questo hanno tagliato una pianta di vite che avevo davanti alla mia gelateria da più di vent'anni. Questa gente spaccia su queste strade da anni, mi dicono che devo cambiare casa e che non devono rompere. Ieri davanti alla mia gelateria c'erano tre ragazzi che si stavano bucando, ho provato a dirgli di lasciar perdere, ma è difficilissimo andare avanti così. A venti metri dalla gelateria, abbiamo trovato due che si bucavano, altre quattro o cinque persone che si stavano facendo di crack. Se provo a chiamare la polizia per segnalare che ci sono schiamazzi fortissimi e risse tra spacciatori, mi dicono di chiamare i vigili urbani. Come faccio ad andare avanti così? Per sfregio stanotte mi hanno tagliato la vite che avevo piantato 20 anni fa e che era l'orgoglio di via Pesaro. E' stato un attacco mafioso. Loro si comportano da mafiosi. Hanno voluto fare una ritorsione vigliacca contro le mie proteste. Proprio come agiscono i mafiosi. Qui c'è un'organizzazione criminale che utilizza ragazzi spacciatori come se fossero soldatini e che vengono cambiati ogni sei mesi. Stiamo facendo una grossa pressione con il Prefetto, io sono disperato, non voglio lasciare questa gelateria, ci lavorava il mio bisnonno, sono loro a doversene andare, non noi. La verità è questa è una zona a spaccio controllato, secondo me le autorità vogliono tenere gli spacciatori qui per non farli andare da altra parte. In quattro anni ho perso l'80% del fatturato".

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