Cronaca

Roma, presi i due uomini che tentarono di sequestrare Silvio Fanella

Nella giornata odierna, i carabinieri del ROS e dei comandi provinciali di Roma e Potenza hanno eseguito un provvedimento di fermo, emesso dalla procura della repubblica di Roma, nei confronti di

Nella giornata odierna, i carabinieri del ROS e dei comandi provinciali di Roma e Potenza hanno eseguito un provvedimento di fermo, emesso dalla procura della repubblica di Roma, nei confronti di

due indagati, ritenuti responsabili del tentato sequestro, verificatosi il 29 agosto 2012, di Silvio Fanella, il broker ucciso all'interno della propria abitazione romana di via della camilluccia il 3 luglio scorso.

I provvedimenti scaturiscono dalle indagini delegate al ROS, nel mese di dicembre u.s., dalla direzione distrettuale antimafia capitolina, mirate ad approfondire gli elementi incidentalmente raccolti nel corso di un'attività sviluppata dal nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri di potenza e trasmesse per competenza territoriale alla procura di Roma. Nonostante il progetto delittuoso non venisse realizzato in quanto la vittima viaggiava a bordo di un veicolo diverso da quello previsto, le investigazioni del ROS consentivano di ricostruire le dinamiche dello stesso e acquisire gravi elementi indiziari a carico dei principali autori del reato, due dei quali, Roberto Macori e Aniello Barbetta, sono stati sottoposti a fermo. Altri soggetti sono in via di identificazione.

Il Macori, in particolare, emergeva come il promotore del progetto delittuoso e della gestione dei relativi aspetti organizzativi, coadiuvato dalla componente deputata all'esecuzione del delitto, con cui era entrato in contatto durante un periodo di detenzione presso la casa circondariale di frosinone.

Il movente del delitto risultava riconducibile alla disponibilità del Fanella di ingenti somme di denaro, in parte reclamate dal Macori e custodite dalla vittima in qualità di "cassiere" del gruppo mokbel.

Al riguardo, nell'ottobre 2013, a conclusione del processo di primo grado scaturito dall'indagine "broker" condotta dal ROS in direzione di un vasto riciclaggio internazionale realizzato attraverso le società telecom sparkle e fastweb, i predetti mokbel, fanella e macori venivano rispettivamente condannati ad anni 15, 9, 6 e sei mesi di reclusione.

Inoltre, nel pomeriggio del 3 luglio scorso, dopo l'uccisione del Fanella, su richiesta dei carabinieri del ROS, l'autorità giudiziaria romana delegava la perquisizione di alcuni immobili riconducibili al medesimo, tra cui un'abitazione nel comune di Pofi (Fr), all'interno della quale venivano rinvenute somme di denaro in valuta comunitaria e statunitense, ammontanti complessivamente a 422.000 euro, un ingentissimo quantitativo di pietre preziose in corso di stima, nonché alcuni orologi di pregio.

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