Roma, preso il rapinatore delle vecchiette al Tuscolano. In carcere un 30enne tunisino

Era diventato l’incubo delle donne di una certa età residenti nel quartiere Tuscolano. Il malvivente attendeva le vittime fuori dal mercato rionale, scegliendo prevalentemente quelle sole, molto anziane e preferibilmente con qualche problema...

 

Era diventato l’incubo delle donne di una certa età residenti nel quartiere Tuscolano. Il malvivente attendeva le vittime fuori dal mercato rionale, scegliendo prevalentemente quelle sole, molto anziane e preferibilmente con qualche problema fisico. Era così che B.M.O.B.K. tunisino di 30 anni, con vari precedenti di Polizia, con efferata violenza, ha messo a “segno” diverse rapine nei confronti di donne totalmente inermi. L’uomo, descritto dalle vittime come un giovane nord-africano, le seguiva e, una volta all’interno dell’androne del palazzo, si scagliava contro di loro con violenza inaudita colpendole senza alcuno scrupolo, con pugni al volto fino a scaraventarle a terra. Grazie ad alcuni impianti di videosorveglianza, gli agenti della Polizia di Stato in servizio al Commissariato Tuscolano hanno potuto accertare che l’autore dell’inaudita violenza era sempre lo stesso. Numerose sono state le denunce presentate al Commissariato - diretto dalla dott.ssa Irene Di Emidio - già dal novembre scorso; molti i filmati acquisiti e visionati dagli agenti, che hanno così intrapreso una attività investigativa finalizzata al rintraccio del responsabile. Numerosi gli appostamenti effettuati sia nelle vicinanze del mercato suindicato, che nei pressi di altri supermercati. Fino al pomeriggio di giovedì scorso, quando in viale Spartaco all’altezza del mercato, l’uomo è stato individuato dai poliziotti proprio mentre era intento a seguire l’ennesima vittima. Riconosciuto sia dagli agenti che, più tardi, da alcune donne rapinate, è stato accompagnato negli uffici del Commissariato dove è stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria. Durante la perquisizione presso la sua abitazione, in Villalba di Guidonia, sono stati rinvenuti tutti gli indumenti indossati nelle diverse rapine. Per lui si sono pertanto aperte le porte del carcere di Regina Coeli. Le indagini, comunque, proseguono, e verranno attentamente analizzate altre rapine commesse con modalità analoghe. Gli investigatori ritengono infatti verosimile che le vittime possano essere in numero maggiore rispetto a quanto finora emerso. A Monte Mario presi due giovani che rapinavano anziani Gli agenti della Polizia di Stato li stavano seguendo da qualche tempo. Al Commissariato Primavalle, infatti, erano giunte diverse denunce di persone, perlopiù anziane, rapinate dei loro averi dopo essere state picchiate con particolare efferatezza, spesso in strade isolate nelle zone di Monte Mario - Torrevecchia. Immediate erano scattate le indagini degli uomini diretti dal dr. Carlo Musti, che hanno messo in atto un’elaborata e complessa attività d’indagine per individuare i malviventi. Alla fine i poliziotti sono riusciti a rintracciarli nelle adiacenze di uno stabile occupato ubicato nei pressi del campo nomadi di via Sebastiano Vinci. Sono due giovani, uno di 19 anni e l’altro di 15, che gli investigatori del Commissariato ritengono essere gli autori delle efferate rapine. Quando sono stati bloccati C.E. e C.F. entrambi romeni, avevano preparato le loro valigie ed erano, come dagli stessi affermato, in procinto di lasciare Roma per tornare nel loro paese. Nel corso dell’immediato controllo effettuato sono stati rinvenuti diversi monili d’oro. Una volta accompagnati in ufficio, i due giovani sono stati riconosciuti senza alcun dubbio come autori di tre rapine. Nel corso di una di queste la vittima aveva riportato delle lesioni giudicate guaribili in 30 giorni, con conseguente ricovero in ospedale. La refurtiva rinvenuta è stata riconosciuta come propria da un’altra delle vittime. Al termine, pertanto, i due giovani, che annoverano entrambi precedenti di polizia per rapina, sono stati sottoposti alla misura del fermo di indiziato di delitto e, il maggiorenne accompagnato presso la Casa Circondariale di Regina Coeli, mentre il minore è stato affidato ad un Centro di Prima Accoglienza. Sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire se episodi analoghi avvenuti nelle stesse zone siano riconducibili ai predetti.

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