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Roma, Reti di Impresa: la sfida italiana per una nuova crescita

Fare una rete d’impresa equivale a fare un aumento di Capitale ha affermato Salvatore Pisconti di UniCredit Spa  in occasione del seminario, presieduto da Giorgio Mulè ( Direttore Panorama) , nella splendida cornice del Tempio di Adriano - Piazza...

Fare una rete d'impresa equivale a fare un aumento di Capitale ha affermato Salvatore Pisconti di UniCredit Spa in occasione del seminario, presieduto da Giorgio Mulè ( Direttore Panorama) , nella splendida cornice del Tempio di Adriano - Piazza di Pietra, dove si è tenuto, un importante Convegno sul Tema delle Reti d'Impresa patrocinato dalla Camera di Commercio di Roma rappresentato dal vice presidente Lorenzo Taglivanti che ha dato la stura.

Al seminario hanno partecipato importanti personalità del mondo politico, economico, finanziario ed assicurativo. Ferruccio Dardanello ( Unioncamere), Marco Gubitosi ( Studio Legance), Pier Francesco Milana ( Manager di rete responsabile Formazione Officina delle Reti), Livio Mignano ( Sace Spa) Salvatore Pisconte ( UniCredit Spa), e Stefano Fantacone ( Presidente Sviluppo Lazio)

L'apertura dell'interessantissimo convegno, ha visto anche la partecipazione di Davide D'arcangelo ( Segretario Generale Officina delle Reti), Antonio Ricciardi ( Presidente Officina delle Reti: reti d'Impresa: che ha portato una testimonianza di un lavoro in atto: quando e perché le reti Funzionano come nel caso di Nero e Giardini che ha fatto fare rete a tutti i subfornitori. e l'Assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio Guido Fabiani, che ha parlato degli esiti del bando Insieme X Vincere ( omettendo di dire però che i 50 milioni previsti per oltre la metà sono finite alle grandi imprese il resto alle piccole imprese) è poi intervenuto il Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze Enrico Morando il quale, a conclusione dei lavori, ha illustrato le prospettive delle Reti di Impresa quale nuovo strumento di politica industriale. In particolare, ha posto l'accento sulla necessità di rinnovare il modello contrattuale italiano, spostando la centralità della contrattazione da quella nazionale a quella regionale, distrettuale e di filiera, fino a raggiungere il territorio aziendale. Inoltre, ha proseguito il Vice Ministro Morando, tra i fattori che spingono verso la crescita la ricerca è al primo posto: pertanto, ove l'Istituto delle Reti di Imprese, attraverso un'aggregazione progettuale di lungo periodo, riuscirà ad imporre progetti comuni di ricerca, anche attraverso la collaborazione con le Università ed i Centri Pubblici di Ricerca, saranno gettate le fondamenta per duraturi fattori e processi di sviluppo. Quindi l' aumento in termini dimensionali delle PMI rappresenta il problema di politica economica nazionale che il Contratto di Rete può contribuire a risolvere, in quanto proprio dalla crescita aggregativa delle aziende di minori dimensioni dipendono:

- la stabilità dell'occupazione nel sistema industriale;

- la possibilità della grande impresa di sviluppare strategie di esternalizzazione in grado di rendere più flessibile la loro organzzazione;

- le offerte di performance del settore bancario;

- l'ulteriore sviluppo dell'industria manifatturiera;

- una migliore possibilità di internazionalizzazione e di penetrazione nell'export.

A cinque anni di distanza dall'introduzione nel nostro ordinamento giuridico del Contratto di rete, l'Istituto delle Reti di Impresa rappresenta una realtà importante, in continua evoluzione ed espansione: dai recenti dati pubblicati da Infocamere, al 1° novenbre 2014, è emerso che i Contratti di Rete stipulati in Italia sono stati ben 1.836: di essi 1.646 hanno riguardato la costituzione delle c.d. "Reti Contratto", mentre solo in 190 casi (il 10,35%) è stata richiesta la soggettività giuridica, costituendo le c.d. "Reti Soggetto". In totale sono state coinvolte 9.238 imprese.

Le Aziende scelgono di fare rete per avviare collaborazioni tecnologiche e commerciali ottenendo una più ampia "massa critica", per acquisire maggiore forza contrattuale migliorando notevolmente i "rating" di rete bancari, per rispondere in modo vincente alle problematiche scaturenti da un cambiamento epocale del sistema economico e produttivo mondiale.

E' stato sottolineato come in una prospettiva di crescita le azioni di "policy" debbano indirizzarsi:

- ad evitare di attivare forme di collaborazione in rete con la finalità specifica di attribuire alle imprese partecipanti vantaggi fiscali o forme di incentivi pubblici;

- ad incentivare non solo le reti di produzione, ma anche quelle con finalità commerciali e di internazionalizzazione, nonchè le reti di apprendimento che mettono in comune il know-how per sperimentare le innovazioni di prodotto e di processo;

- a sostenere reti che, travalicando confini territoriali e settoriali ben definiti, assumano un carattere trasversale, mettendo insieme soggetti con competenze diverse.

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