Roma, sempre più odissea nei trasposti laziali

L’Odissea senza fine  continua. Non si è ancora spenta l’eco  della disavventura  raccontata da una studentessa di Anagni per raggiungere la Capitale che un’altra storia grottesca ce la ripropone  questa volta  un utente  di Frosinone che dopo...

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L’Odissea senza fine continua. Non si è ancora spenta l’eco della disavventura raccontata da una studentessa di Anagni per raggiungere la Capitale che un’altra storia grottesca ce la ripropone questa volta un utente di Frosinone che dopo aver provato l’ebbrezza dell’alta velocità da Milano-Roma in tre ore, altrettante ce ne sono volute per raggiungere Frosinone da Roma e sapete perché? E’ presto detto dallo stesso malcapitato viaggiatore: “Qualche giorno fa tornando da Milano, dove ero stato a far visita a mia figlia, con il treno che sarebbe dovuto arrivare a Roma Termini alle ore 16.14 e mi avrebbe permesso di prendere il corrispondente delle ore 17.07 con arrivo a Frosinone alle ore 18.07, a causa di un ritardo di circa 30 minuti per interruzioni nella linea ferroviaria arrivo a Roma Termini sempre in tempo per prendere il treno delle ore 17.07 per Frosinone. Con mia sorpresa e disappunto, però, ero costretto a rinunciarvi, in quanto non facevo in tempo ad acquistare il biglietto per Frosinone, dato che dalla Stazione Termini, in modo inspiegabile e insensato erano sparite le macchinette automatiche per i biglietti che fino a qualche mese prima erano presenti nelle vicinanze dei binari, così come in tutte le stazioni ferroviarie da Milano in poi, dato che qualche mente eccelsa delle ferrovie aveva pensato bene di spostarle, ma solo a Roma, fuori dagli accessi della zona partenza/binari. Provenendo da altra stazione, avevo due possibilità: o prendere il treno successivo senza biglietto, pagando una grossa multa o uscire fuori dalla stazione per fare il biglietto, andando incontro, in tal modo, alla perdita del treno delle ore 17.07 per prendere il successivo delle ore 17.42 con arrivo alla stazione di Frosinone alle ore 18.53. E così ho fatto perdendo un’altra ora per arrivare a destinazione. Questo episodio è sintomo di superficialità, di stupidità e di vergogna da parte della dirigenza della Stazione Termini e delle ferrovie. Naturalmente ciò non esonera da responsabilità anche la classe politica in quanto non ci si può far belli con treni all’occhiello che con 3 ore percorrono in tragitto Milano – Roma e poi ce ne vogliono altrettante per percorrere Roma – Frosinone. Allora suggerirei ai pendolari di far sentire la loro voce con una protesta singolare, cioè di mostrare il biglietto al controllore con un ritardo pari a quello che sta subendo il treno sul quale si viaggia. Il treno viaggia con 20 minuti di ritardo? Il controllore aspetta altrettanto tempo per vedere il biglietto. Il viaggiatore che si comporta così, non è passibile di alcun provvedimento in quanto si trova in possesso di regolare titolo di viaggio e non si rifiuta di mostrarlo al momento della richiesta del controllore, solo che lo fa in ritardo. f.to Costantino Ferrara. L’iniziativa di Ferrara non è malvagia diciamo noi, ma per far cambiare pelle alle società dei trasporti COTRAL, Ferrovie, Atac forse è necessario l’intervento di qualche esorcista?

Giorgio Alessandro Pacetti ex Presidente della Consulta dei Comitati Pendolari del Lazio

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