Roma, stazione termini al setaccio. 25 arresti e 100 denunciati in 20 giorni

L’intensificazione dei controlli nella zona della stazione Termini da parte degli uomini della Polizia di Stato, messa in atto secondo le precise indicazioni del Questore di Roma Nicolò D’Angelo, ha consentito di effettuare, negli ultimi 20 giorni...

L’intensificazione dei controlli nella zona della stazione Termini da parte degli uomini della Polizia di Stato, messa in atto secondo le precise indicazioni del Questore di Roma Nicolò D’Angelo, ha consentito di effettuare, negli ultimi 20 giorni di febbraio, ben 25 arresti e circa 100 denunce nei confronti di persone responsabili di reati di vario genere.

L’ultima operazione in ordine di tempo, portata a termine dagli agenti del Commissariato Viminale, diretto dal dott. Antonio Pignataro, ha permesso di smantellare una organizzazione criminale che operava nell’area dello scalo ferroviario Termini rifornendo di stupefacenti i tossicodipendenti della zona, che aveva la sua base operativa presso un “Bar - birreria kebab” sito nel quartiere di Tor Pignattara, gestito da due cittadini del Bangladesh.

Nel corso dei servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i poliziotti avevano infatti avuto modo di notare che i tossicodipendenti frequentatori abituali della stazione Termini, erano spesso avvicinati da alcuni cittadini del Bangladesh.

I poliziotti, intuito che tutto ciò fosse finalizzato allo spaccio degli stupefacenti, hanno effettuato vari controlli verificando che i tossicodipendenti, dopo il contatto avuto con i cittadini bengalesi, erano spesso in possesso di modiche quantità di eroina, da ritenersi quindi per uso personale.

La complessa attività investigativa e i pedinamenti effettuati dal personale del Commissariato Viminale ha consentito di verificare che i consumatori di eroina, partendo dalla stazione Termini, erano soliti recarsi, specie nelle ore pomeridiane, presso un bar di Tor Pignattara, esercizio ove gli stessi erano notati entrare ed uscire più volte ma senza effettuare consumazioni.

Tutto ciò faceva ritenere plausibile che l’esercizio commerciale fosse in realtà una base operativa per la vendita degli stupefacenti.

Pertanto, nella giornata di ieri, gli agenti hanno fatto irruzione nel locale ove, a seguito di una perquisizione effettuata, è stata rinvenuta, celata all’interno della macchina per la macinazione del caffè, eroina dello stesso tipo di quella trovata indosso ai giovane assuntori.

Ultimati gli accertamenti, due cittadini del Bangladesh sono finiti in manette, mentre l’attività commerciale è stata chiusa.

Le indagini non sono comunque terminate. Si cercherà infatti di individuare eventuali altri complici degli arrestati.

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