Carceri, Marroni: «Napolitano ha indicato al parlamento la via maestra per affrontare il drammatico problema del sovraffollamento carcerario».

«Ritengo che, pur nel pieno rispetto delle prerogative delle Camere, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia chiaramente indicato, ai due rami del Parlamento,

«Ritengo che, pur nel pieno rispetto delle prerogative delle Camere, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia chiaramente indicato, ai due rami del Parlamento, la via maestra per affrontare e risolvere la drammatica questione del sovraffollamento delle carceri italiane». E’ questo il commento del Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni al messaggio inviato alle Camera dal Presidente della Repubblica sull’emergenza carceraria.

«Napolitano - ha aggiunto Marroni – ha sempre dimostrato di conoscere la drammatica situazione che si vive, quotidianamente, negli istituti di pena italiani. Una situazione che, di fatto, rende estremamente difficile l’applicazione del principio costituzionale di pena volta al recupero sociale del detenuto. Evidentemente, gli insoddisfacenti risultati ottenuti dai provvedimenti tampone varati dai governi negli ultimi anni e la condanna inflitta all’Italia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, hanno indotto il Presidente a rompere gli indugi per sollecitare il Parlamento ad affrontare quella che è una vera e propria vergogna italiana».

Nel dettaglio delle misure indicate nel messaggio alle Camere, il Garante si è detto favorevole all’adozione, nell’immediato, di ogni misura straordinaria, come possono essere l’amnistia e l’indulto, volta a ridurre significativamente la popolazione carceraria.

«Ma più di altro - ha concluso Marroni – ho apprezzato il fatto che il Presidente abbia fatto riferimento alla depenalizzazione dei reati, il vero cuore del problema. Se il quadro legislativo di fondo resta, infatti, inalterato anche misure importanti come l’amnistia e l’indulto avranno solo effetti temporanei. Tempo qualche mese e le carceri torneranno ad affollarsi, come accaduto con l’indulto del 2006. L’unica soluzione è la decarcerizzazione del sistema, con un ampio ricorso a misure alternative al carcere, che in Italia sono applicate sei volte di meno rispetto

alla media europea, e con la pena carceraria prevista solo come extrema ratio per i casi più gravi.

Questa era la strada tracciata nella bozza di riforma del codice penale predisposta, due legislature or sono, dalla Commissione presieduta da Giuliano Pisapia e rimasta in qualche cassetto. Oggi il Parlamento faccia attenzione a non perdere anche questa occasione».

VISINI: SITUAZIONE CARCERI LAZIO GRAVISSIMA, PARLAMENTO INTERVENGA

“E' veramente significativo che il Presidente Napolitano abbia scelto la tragedia del sovraffollamento carcerario per il suo primo messaggio formale alle Camere. Il dramma che i detenuti vivono all’interno degli istituti di pena è qualcosa di umiliante per il nostro Paese, come ha scritto il Capo dello Stato richiamando l’attenzione del Parlamento con la massima autorevolezza. Oggi nelle carceri la Costituzione è carta straccia e la dignità delle persone non è assicurata”. Lo dichiara in una nota l’assessore regionale alle Politiche sociali, Rita Visini.

“Ho visitato personalmente alcuni dei 14 istituti della nostra regione – continua Visini - dove al 30 settembre si trovavano 7157 detenuti in strutture con una capienza complessiva di 4799 posti. La percentuale di sovraffollamento è del 49%, mentre nel resto d’Italia è del 36%. La Regione Lazio sta lavorando per migliorare la quantità e la qualità degli interventi di recupero e reinserimento, che sono l’unico vero strumento di contrasto alla recidiva, ma non basta. Senza provvedimenti che intervengano per ridurre la popolazione carceraria e per riqualificare le strutture, molte delle quali fatiscenti, il lavoro di rieducazione non può dare i suoi frutti. Spero che le Camere sappiano rispondere con celerità ed efficacia al richiamo di Napolitano”.

SIMEONE: “Carceri, condivido il messaggio di Napolitano. Basta

polemiche su Berlusconi”

Intervento del consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone, sulla

riforma della giustizia e del sistema carcerario italiano invocato dal

Presidente della Repubblica

“Non posso che condividere le parole del Presidente Napolitano sulla

necessità di mettere a punto una riforma della giustizia che parta

anche da una revisione strutturale del sistema carcerario. Il

Presidente ha sottolineato, come ho fatto molto spesso in passato, la

connessione tra una giustizia lenta e il conseguente affollamento

delle carceri che non sono più in grado di mantenere i livelli minimi

di dignità umana. E’ nostro dovere come istituzioni mettere un punto

alla "condizione umiliante in cui l'Italia viene a porsi dinanzi alla

comunità internazionale per violazione dei princìpi sul trattamento

umano dei detenuti". L’imperativo è intervenire sulla lentezza dei

processi che hanno ripercussioni gravi sulla qualità della vita delle

persone, sulla nostra economia, sulle prospettive di futuro del nostro

Paese. Mi spiace però constatare ancora una volta che ci sia qualcuno

che riconduce un’analisi attenta e rispondente ad una emergenza non

più sostenibile alla situazione di Silvio Berlusconi. E’ limitante e

poco lungimirante questo atteggiamento tipico di chi preferisce la

dietrologia ad una azione condivisa ed efficace per dare dignità alle

persone, partendo dalla rapidità dei procedimenti giudiziari per

arrivare sino alla garanzia della dignità umana di chi, oggi, è

costretto a vivere in condizioni inaccettabili. Mi auguro che il

messaggio del Presidente non siano ulteriormente travisate, ma colte

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nella pienezza del loro obiettivo che non intacca la certezza e la

severità della pena”.

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