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Cassino, al centro del progetto ALFA: da dicembre fine cassaintegrazione e nuove assunzioni. Bianchi: bene cosi

Oltre 1000 assunzioni dirette e 3000 tra stabilizzazioni e indotto di FCA sono un bel messaggio per un’Italia che riparte. E tra questa Italia c’è anche Cassino che diventerà il polo produttivo di riferimento dell’Alfa Romeo con la fine della...

Oltre 1000 assunzioni dirette e 3000 tra stabilizzazioni e indotto di FCA sono un bel messaggio per un’Italia che riparte. E tra questa Italia c’è anche Cassino che diventerà il polo produttivo di riferimento dell’Alfa Romeo con la fine della cassaintegrazione entro dicembre e nuove assunzioni. Un risultato raggiunto grazie al contributo di tutti: lavoratori, che non hanno mai abbandonato la speranza, sindacati, che hanno collaborato attivamente con l’azienda, e Istituzioni, con il Governo e la Regione che non hanno fatto mai mancare il loro sostegno. -

Così Daniela Bianchi, consigliera regionale del gruppo "PD" del Lazio commenta il vertice tra i sindacati e Alfredo Altavilla, responsabile per la Regione Emea di Fca

E’ la dimostrazione che il tempo degli interventi di piccolo cabotaggio, utili a accontentare sempre i soliti senza una minima idea di sviluppo è finito. Questi segnali di ripresa ci dicono che oggi la politica deve avere l’obiettivo di creare le condizioni per la crescita con una visione di lungo periodo. Ed è quello che stiamo facendo da 3 anni a questa parte in Regione con l’Accordo di Programma, il piano di reindustrializzazione del Lazio e altre politiche di sistema.-

-La sfida però non è ancora chiusa - prosegue la Consigliera - dobbiamo consolidare questo risultato. C'è bisogno di un territorio più competitivo, non solo per la FCA ma anche per le altre aziende. Le polemiche di questi mesi sui consorzi industriali non aiutano: prima di pensare a chi eleggere e a come spartire poltrone e incarichi, dovremmo ragionare a come trasformare questi enti per renderli davvero utili alle imprese e al territorio.

La proposta di legge sui Consorzi e sulle Apea (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate) che ho depositato in Regione punta proprio a questo: tagliare burocrazia e costi inutili per dare respiro a politiche di sviluppo sostenibile. Reti di infrastrutture, gestione sostenibile delle risorse e dell’energia, investimenti sul capitale umano. Sono queste le priorità a cui dovremmo pensare. E’ l’unica strada che possiamo percorrere per diventare un territorio fertile anche per altre grandi realtà industriali.-

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