Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Albano, il Comune ed il Comitato No Inc si costituiscono parte civile nel processo contro Cerroni

Il Comitato No Inceneritore di Albano Laziale  ha organizzato un  sit in questa mattina davanti ai cancelli della discarica di Roncigliano.  Nei mesi scorsi si sono verificati alcuni risvolti importanti nella vicenda rifiuti del Lazio, tra cui...

Il Comitato No Inceneritore di Albano Laziale ha organizzato un sit in questa mattina davanti ai cancelli della discarica di Roncigliano. Nei mesi scorsi si sono verificati alcuni risvolti importanti nella vicenda rifiuti del Lazio, tra cui l’arresto del patron delle discariche romane Manlio Cerroni che risale allo scorso 9 gennaio e l’eliminazione dal futuro Piano rifiuti della Regione Lazio del progetto per la costruzione dell’ Inceneritore più grande d’Europa nell’area della discarica di Roncigliano.

La discarica di Roncigliano, che appartiene a Manlio Cerroni, esiste dal 1979 e negli ultimi anni è stata oggetto di diverse polemiche, a causa del progetto per la costruzione dell’Inceneritore prima, e dell’inquinamento del territorio circostante poi. Le prime abitazioni sorgono a meno di 200 m dalla discarica stessa.

Dai dati pubblicati dall’ERAS sul programma epidemiologico della Regione Lazio, reperibili pubblicamente sul sito dello stesso, risulta infatti che nel raggio di 5 km dalla discarica (Ardea, Ariccia, Albano, Aprilia, Pomezia, Cecchina etc.) c’è un’alta incidenza tumorale e un tasso di mortalità più alto rispetto al resto della Regione.

Nell’anno 2013 la discarica accoglieva i rifiuti di Roma, oltre a quelli del territorio circostante, ma se i rifiuti romani hanno preso altre destinazioni, continuano ad arrivare i rifiuti provenienti da Ciampino, Civitavecchia, Monterotondo, Camerata Nuova ed altri comuni minori. Tutto questo accade in un territorio già saturo. E’stato dimostrato dallo stesso comitato No Inc attraverso le fotografie scattate tramite un drone, che il VII invaso, costruito in previsione di durata di 8 anni, dopo soli 2 anni di attività è già saturo per i 2/3. Questo significa che entro un anno la sua capienza supererà il limite.

I residenti denunciano l’ambiguità nella gestione dei rifiuti, soprattutto perché l’azienda di Cerroni è stata congelata dall’interdittiva antimafia, ma continua comunque ad operare. Altro motivo di polemica sono le dichiarazioni dell’ex commissario Sottile che ha ammesso che i rifiuti ad Albano venivano interrati nonostante l’esplicito divieto del decreto Clini-Sottile.

La raccolta differenziata nel territorio dei Castelli romani sembra ancora una chimera nonostante siano già stati versati i finanziamenti per attivarla. Le amministrazioni comunali lamentano la mancanza di acquirenti delle materie prime ricavate dalla separazione dei rifiuti.

Intanto il 5 giugno inizierà il processo a Manlio Cerroni, nel quale il Comitato No Inc e il Comune di Albano Laziale si costituiranno parte civile. L’obiettivo è quello di ottenere il risarcimento per i danni causati al territorio e la bonifica dello stesso, oltre alla chiusura della discarica di Roncigliano.

Di Aleksandra Milosevic

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