Castelli Romani, SEL e Libertà Nazionale ad un bivio: occorrono indicazioni chiare, comprensibili e condivise

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Con questa nota veniamo meno ad una prima dichiarazione post elettorale e post dimissioni subite da SEL. Dicemmo allora che avremmo atteso. Ma se il tempo passa e

mirko al congresso

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Con questa nota veniamo meno ad una prima dichiarazione post elettorale e post dimissioni subite da SEL. Dicemmo allora che avremmo atteso. Ma se il tempo passa e

nulla accade, almeno al livello della comunicazione politica, della visibilità delle riflessioni politiche, e, di fronte ad una stitica Direzione Nazionale che ha respinto senza entusiasmo le dimissioni presentate da Nichi Vendola, evidentemente diventa un “obbligo” da parte di chi non è iscritto a quel partito ma vuole essere alleato di quel partito per mille battaglie da condurre insieme, che ci si esprima pubblicamente per evitare eventuali errori. Diventa un “obbligo” anche per noi Comunisti Italiani, qui a Marino, che con SEL abbiamo condiviso da lunghi anni, da molti anni, una strategia unitaria a sinistra. Unità composta da affinità nazionali, tranne il giudizio sulla alleanza col PD (Renzi o non Renzi) dove noi abbiamo sempre espresso contrarietà. Unità composta da comportamenti sempre lineari e trasparenti. Come ad esempio, la volontà esplicitata (dopo il pessimo giudizio condiviso in comune, circa l’alleanza con “una parte del PD”, quello riferito ai renziani della prima ora) di mai più giocare con pezzi di partiti ma solo con i partiti espressione di ciò che sono: sia nel decidere collaborazione che nel decidere contrarietà. Purtroppo, a Marino, ma sembra anche a Frascati (considerando le motivazioni a firma Massimo Marciano circa il suo abbandono di SEL) il Pdci ha continuato a confrontarsi sul giudizio circa un partito, mentre SEL, si è infilata in una situazione politica e di alleanza di parti di partito (sempre i renziani della prima ora, più qualcun altro). Ora, ad elezioni svolte è lampante che ci sono state due (ma forse anche più) proposte differenti (ma sostanzialmente non contrapposte) da parte di Pdci e di SEL. Sel a livello elettorale ha avuto il successo di incassare il triplo dei voti dei Comunisti Italiani, ma non dice ancora in che modo convoglierà questa forza. Il Pdci, perdente elettoralmente, ha invece, incassato un successo record a livello politico ed organizzativo. Infatti, oggi, la proposta politica nazionale e locale del Pdci è condivisa e sostenuta da decine e decine di iscritti che ci hanno fatti diventare la Prima forza politica organizzata della Sinistra a Marino. Questo, riteniamo, obbliga noi, altri a sinistra e Sel a fare i conti con i comportamenti unitari che dobbiamo maturare, istaurare, praticare. Ma non aspettando che maturino spontaneamente lungo le rive del lago con fiori primaverili, quanto col dotarsi di una agenda politica. Agenda nazionale, castellana e locale. Per l’agenda nazionale non sarebbe male che SEL si pronunciasse, qui e ora, circa la scelta della deputata Ileana Piazzoni che, dopo aver diretto SEL, dopo aver calcato politicamente i Castelli in nome della propria alternatività al PD, ora ha compiuto una scelta che ha il segno contrario: quello di voler un nesso stretto col PD se non l’ingresso proprio in quel partito. Allo stesso modo, per l’agenda Castellana, ci aspettiamo, non solo per le amicizie personali che molti di noi coltivano anche con intreccio di chiarissimi sentimenti di lunga data, che la vicenda delle dimissioni – e, di fatto, la sparizione di SEL da Frascati – di Massimo Marciano sia pubblicamente affrontata, illustrata, spiegata e giudicata. Per non dire della agenda politica marinese. Abbiamo apprezzato parte dell’intervento al congresso comunista del 22 giugno da parte di SEL. Certamente non abbiamo colto, perché forse non era quella la sede, ma un’altra non la vediamo proposta, una riflessione, un aggiornamento, una verifica dell’analisi della situazione attuale marinese. Un aggiornamento sulla politica unitaria da mettere in campo a sinistra. Soprattutto con l’obiettivo di risolvere il dilemma del PD marinese. Alla sinistra spetta il compito, eventualmente nell’ambito di future politiche di alleanze, costringere il PD a scegliere: piccolo o grande; di centro o di centrosinistra; comunque che scelga di mostrarsi per quello che è. Corrispondere il suo mostrarsi a ciò che propone. Questo si fa con maggior forza, se la determinazione con la quale ci stiamo muovendo noi comunisti, trovano forte unità a sinistra: con Sel e con altri. Noi abbiamo posto domande politiche. Ora, parimenti, ognuno deve fornire risposte politiche. Se per prima giungeranno da Sel marinese sarà un ottimo segnale.

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Nota del segretario, Maurizio Aversa (dopo le dimissioni di Ileana Piazzoni e Massimo Marciano)

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