Cecchina, i Carabinieri disarticolano organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione

Dalle prime ore dell’alba i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo e di Cecchina diretti dal Capitano Emanuele Tamorri hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Velletri su

 

Dalle prime ore dell’alba i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo e di Cecchina diretti dal Capitano Emanuele Tamorri hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal Dott. Francesco Prete nei confronti di 5 persone (4 cinesi – due uomini e due donne- in carcere e 1 italiana ai domiciliari in Toscana) ritenute responsabili a vario titolo del reato di induzione e sfruttamento della prostituzione. Le indagini - coordinate dai Sostituti Procuratori Dott. Luigi Paoletti e Dott.ssa Giuseppina Corinaldesi e condotte dai Carabinieri della Stazione di Cecchina sono state avviate nel settembre 2014 quando i militari, tramite notizie carpite da siti di annunci on-line, sono venuti a conoscenza che all'interno di un Centro Massaggi sito a Cecchina di Albano Laziale veniva effettuata attività di meretricio. I successivi servizi di osservazione e pedinamento unitamente alle attività di carattere tecnico hanno permesso di fare piena luce e conseguentemente disarticolare l'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione. In particolare le attività d'indagine, che sono andate avanti per circa 9 mesi, hanno consentito di accertare che le massaggiatrici, tutte orientali di età compresa fra 20 e 35 anni, a richiesta, erano solite concludere il massaggio con prestazioni di carattere sessuale per cui i clienti dovevano pagare un compenso aggiuntivo al prezzo del massaggio che variava dai 50 ai 100 euro. L'attività illecita all'interno del centro massaggi, che è stato sottoposto a sequestro, era gestita da una famiglia di cinesi e da una 36 enne romana che, con la qualifica di estetista, serviva quale "prestanome". Il collaudato sistema di sfruttamento della prostituzione scoperto dai Carabinieri vedeva quali vittime giovani donne cinesi e quali clienti numerosi uomini del posto, di qualunque età. I fermati sono presso la stazione dei Carabinieri di Castel Gandolfo.

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