Grottaferrata, domenica la Conferenza “Il ghetto di Roma e gli ebrei italiani nella resistenza”

Oggi, Martedì 27 Gennaio, si celebra il Giorno della Memoria della Shoah. Domenica 1 Febbraio, con inizio alle ore 17 presso il Teatro Comunale Sacro Cuore (adiacente Istituto Scolastico Falcone) in Via Garibaldi a Grottaferrata, vi sarà la...

Grottaferrata, domenica la Conferenza “Il ghetto di Roma e gli ebrei italiani nella resistenza”

Oggi, Martedì 27 Gennaio, si celebra il Giorno della Memoria della Shoah. Domenica 1 Febbraio, con inizio alle ore 17 presso il Teatro Comunale Sacro Cuore (adiacente Istituto Scolastico Falcone) in Via Garibaldi a Grottaferrata, vi sarà la Conferenza "Il Ghetto di Roma e gli ebrei italiani nella resistenza” organizzata dall'Associazione Culturale Il Cantiere delle Idee in collaborazione con Progetto Memoria e Punto a Capo Onlus e con il Patrocinio del Comune di Grottaferrata.

Interverranno il Sindaco di Grottaferrata Giampiero FONTANA, la storica Anna FOA, autrice del libro “Portico d’Ottavia, 13” e Alberto DI CONSIGLIO, autore del libro “Il Ribelle del Ghetto”.

Nell'appuntamento di quest'anno verrà ricordato quanto accadde il 16 ottobre 1943 a Roma, con l’arresto e la deportazione di 1024 ebrei (in totale, nei successivi mesi di occupazione, si raggiunse il numero di 2091 deportati). Inoltre sarà affrontato un tema poco conosciuto: gli ebrei italiani nella resistenza.

L’intento degli organizzatori è infatti quello di fare in modo che nel Giorno della Memoria, oltre a soffermarsi su quanto è accaduto nella nostra civile Europa, si possa anche riflettere su quanto avviene ai giorni nostri per tutti coloro che vengono perseguitati a causa della loro “diversità”. La conferenza di domenica prossima fa parte del ciclo di iniziative "I colori della vergogna", curato dall'Associazione Culturale Il Cantiere delle Idee, nato a partire dal 2006. Il titolo si rifà alla consuetudine dei nazisti di distinguere le varie categorie di prigionieri con un sistema di distintivi di diverso colore da portare sugli abiti. Ogni deportato aveva un triangolo colorato sulla propria uniforme. Gli ebrei portavano la stella gialla; i politici un triangolo rosso; i delinquenti comuni erano contrassegnati dal triangolo verde; gli omosessuali da quello rosa; gli "anti-sociali" e le lesbiche da quello nero; gli zingari da quello marrone; i testimoni di Geova da quello viola; gli immigrati da quello blu.

Ma l'intolleranza razzista si esercitò anche verso i deboli: i malati di mente, gli incurabili, i disabili. Per queste persone venne varato il "Progetto T4", meglio noto come "Progetto Eutanasia" che condusse alla morte circa 70.000 cittadini tedeschi.

Nel 2006, anno nel quale si è organizzata la prima iniziativa, oltre al tema centrale della Shoah, è stato ricordato lo sterminio degli “zingari” (Rom, Sinti);

Nel 2007, oltre a ricordare la Shoah, è stato affrontato quanto avvenne ai militari italiani deportati nei campi di concentramento nazisti.

Nel 2008 ci fu la riflessione sulle responsabilità individuali che hanno reso possibile lo sterminio di milioni di persone.

Hannah Arendt, filosofa tedesca , nel libro “La banalità del male” afferma che “Per commettere i crimini più atroci non occorrono grandi personalità assassine, basta un popolo che sta alla finestra, guarda e non vede.”

Si è posta l’attenzione, attraverso testimonianze e documenti, proprio su chi ha soltanto “guardato” e sui tanti che, avendo anche “visto”, si sono adoperati per contrastare la logica dello sterminio.

Nel 2009 il Cantiere delle Idee ha ospitato Alberto Sed, testimone diretto della Shoah e si è ricordato quanto accadde in Germania con il “Progetto T4”.

Nel 2010 è intervenuto Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti alla Shoah ed è stata presa in esame la categoria dei triangoli rosa, gli omosessuali.

Nel 2011 fu ospite Shlomo Venezia, deportato nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e autore del libro "Sonderkommando Auschwitz". E’ intervenuta inoltre Elvira Frankel, nata nel campo Ferramonti di Tarsia.

Nel 2012 sono stati ricordati Giovanni Palatucci e don Gaetano Tantalo, riconosciuti da Yad Vashem fra “I Giusti tra le nazioni”.

Sono intervenuti Natan Orvieto e Renata Conforty, testimoni della Shoah, oltre al dott. Ennio di Francesco, dirigente della Polizia di Stato ora in pensione e autore del libro “Un Commissario Scomodo”.

Nel 2013 il tema affrontato fu “Donne nella Shoah” con la discussione sugli IMI (militari deportati dopo l’otto settembre). Hanno partecipato: Erminia Licitri, Dino Comandini, Roberto Riccardi e Angelo Gregori.

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