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Pendolaria

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Treni, la linea Roma - Ciampino - Castelli peggio della Circumflegrea. Ritardi e sporcizia all'ordine del giorno

Treni affollati, lenti, spesso in ritardo. Ed ancora treni soppressi, guasti improvvisi, carrozze sovraffollate senza contare i problemi di circolazione legati spesso al binario unico che causano ulteriori ritardi. È ciò che accade nel nostro...

Treni affollati, lenti, spesso in ritardo. Ed ancora treni soppressi, guasti improvvisi, carrozze sovraffollate senza contare i problemi di circolazione legati spesso al binario unico che causano ulteriori ritardi. È ciò che accade nel nostro Paese e in particolare nelle 10 linee

ferroviarie peggiori: Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani, la Circumflegrea, la Bergamo-Milano, la Siracusa-Ragusa-Gela, la Portogruaro-Venezia. Ed ancora la Catanzaro-Lido-Lamezia Terme, la Salerno-Potenza e la Campobasso-Isernia-Roma. A queste si aggiungono le linee cancellate, come è accaduto in Piemonte con 14 linee tagliate negli ultimi 3 anni o per il collegamento Cremona-Piacenza. Una scelta che ha portato a cambi obbligati ed in alcuni casi a tempi di percorrenza raddoppiati. È quanto segnala Legambiente che oggi lancia la Campagna Pendolaria 2014, presentando le peggiori linee ferroviarie selezionate sulla base di situazione oggettive e proteste da parte dei pendolari italiani, che ormai sono costretti a fare viaggi infernali per arrivare a destinazione. Una situazione, quella del trasporto ferroviario regionale che rispecchia quanto poco hanno fatto in questi anni Regioni e Governi e quanto le situazioni già critiche dei pendolari siano diventate insopportabili. Dal 2010 a oggi complessivamente si possono stimare in Italia tagli pari al 6,5% nel servizio ferroviario regionale, con differenze tra le diverse Regioni ma dentro un quadro in cui diventa ogni giorno più difficile salire su un treno. A rendere evidente la situazione sempre più complicata che vivono i pendolari sono i tagli realizzati nelle diverse parti del Paese, con la riduzione del numero di treni lungo le linee, a cui si è accompagnato in quasi tutte le Regioni italiane un aumento delle tariffe.

"Altro che Sblocca Italia - dichiara il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini - per i pendolari il servizio, in larga parte delle Regioni, è andato peggiorando e continuerà a vedere tagli per la riduzione e l'incertezza delle risorse. Per quei tre milioni di cittadini che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o gli studenti per raggiungere scuole e università, la situazione diventa sempre più difficile a causa di treni troppo spesso vecchi, lenti e in ritardo. Autentici drammi giornalieri si vivono sulle linee della Campania, del Veneto, del Piemonte o del Lazio. Di fronte a questa vera e propria emergenza nazionale, occorre un cambio di rotta della politica. È vergognoso - aggiunge Zanchini - che il Governo non intervenga e che gli stanziamenti erogati dalle Regioni per questo servizio siano talmente risibili da non arrivare in media nemmeno allo 0,35% dei bilanci. La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari punta a cambiare questo stato di cose, Governo e Regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro".

Infatti, come evidenzierà in dettaglio il Rapporto Pendolaria che Legambiente presenterà il 18 dicembre, rispetto al 2009 le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 25% e le Regioni, a cui sono state trasferite nel 2001 le competenze sui treni pendolari, in larga parte dei casi non hanno investito né in termini di risorse né di attenzioni per recuperare la situazione. Fra il 2011 e il 2014 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 21% in Abruzzo e al 19% in Campania e Sicilia. Mentre il record di aumento del costo dei biglietti dal 2011 ad oggi è stato in Piemonte con +47%, mentre è stato del 41% in Liguria, del 25% in Abruzzo e Umbria, a fronte di un servizio che non ha avuto alcun miglioramento.

La nota stampa del sindaco di Marino Fabio Silvagni

"Due delle tre linee ferroviarie stimate come le peggiori d'Italia attraversano la nostra città. Credo che Trenitalia debba delle spiegazioni ai cittadini del Comune di Marino ma per questo faccio appello anche agli altri colleghi sindaci di Albano, Frascati, Ciampino, Lanuvio e Velletri interessati da questi disservizi".

Con queste parole Fabio Silvagni, sindaco di Marino commenta i dati diffusi da Legambiente sullo stato delle linee ferroviarie che mettono ai primi posti nella classifica nazionale le tre linee che collegano Roma Termini con i Castelli Romani.

"Come ho già avuto modo di dire nella recente assemblea deisindaci della Asl Rm H - afferma Silvagni - è tempo che si cominci a fare rete in maniera davvero organica tra i comuni dei Castelli Romani nel nuovo ente che è la Città Metropolitana di Roma non solo sulla sanità, non solo sui trasporti ma penso anche al tema dei rifiuti, dell'ambiente, del sociale sui quali le risposte delle amministrazioni ai cittadini debbono essere forti, chiare e trasparenti. Credo sinceramente - va avanti il sindaco di Marino - che tutto ciò possa accadere con maggiore efficacia se le forze buone e oneste degli amministratori dei Castelli Romani si uniranno per affermare con decisione una unità di intenti che prima di tutto deve derivare dai valori, dalla cultura, dall'identità e dalla storia comuni del nostro territorio che non può e non vuole restare periferia dei servizi,dell'efficienza, della modernizzazione ma ne vuole essere il centro, tenendo nel contempo salve le tradizioni e ciò che c'è di bello. Dovrà essere dunque - conclude Silvagni - una unione di coscienze, di passione e di amore verso le nostre città e verso l'intero bacino dei Castelli Romani da cui potrà iniziare la rinascita sociale, economica, culturale a partire dai servizi di cui la cittadinanza di Marino e dei Castelli non meno di quella di Roma ha profondamente bisogno".

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