Ciampino, IGDO all'asta. Pioggia di critiche sull'Amministrazione

Forze politiche e cittadini chiedono l’acquisizione pubblica e l’utilizzo dei fondi europei per riqualificare la struttura

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Forze politiche e cittadini chiedono l’acquisizione pubblica e l’utilizzo dei fondi europei per riqualificare la struttura

Da quando è stata lanciata la notizia della messa all’asta dell’IGDO, le opposizioni si stanno scagliando una dopo l’altra contro l’operato dell’Amministrazione. L’Istituto Gesù Divino Operaio rappresenta per tutti, cittadini e forze politiche, un vero e proprio pezzo di storia, in grado di ancorare la città moderna a quella del passato. Si tratta di un edificio di 94 anni, sorto nel 1922, di quasi 17 mila metri quadrati che si erge al centro di Ciampino, tra via Due Giugno e via Col di Lana. La SICIET, società di edilizia e telecomunicazioni attualmente proprietaria dell’immobile, lo ha messo all’asta per una cifra che parte da 1, 5 milioni di euro. Irrisoria, se pensiamo che il complesso è stato valutato solo qualche anno fa circa 7 milioni.

A questo punto tutti si sono chiesti che cosa avesse intenzione di fare l’Amministrazione, che avrebbe ora l’occasione di acquistare il bene storico, al quale il Ministero dei Beni Culturali ha posto un vincolo nel 2006 per tutelarne l’integrità. La risposta è arrivata dall’Assessore all’Urbanistica Marco Pazienza, il quale ha dichiarato che «il Comune di Ciampino non può prendere parte all’asta, perché non ci sono i tempi per valutare la disponibilità di liquidità, che oggi non è nelle casse comunali e che comunque, è bene sottolinearlo, non è solo quella di 1,5 milioni di euro».

L’IGDO infatti, che da edificio ecclesiastico è diventato, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, una scuola di addestramento al volo della Regia Aeronautica, poi un comando tedesco e, in seguito ai bombardamenti, un rifugio per persone sfollare o meno abbienti, giace ormai da decenni in uno stato di competo abbandono. Secondo il Movimento 5 Stelle «guardandolo, fa venire alla mente la cruda realtà delle politiche delle diverse giunte ciampinesi che non hanno saputo, sebbene abbiano avuto decenni per farlo, ridare ai cittadini ciò che di più importante ci sia per una comunità: l’identità e la memoria storica che gli appartiene».

Le opposizioni insorgono. La richiesta generale, sostenuta anche dal Deputato di SEL Filiberto Zaratti, è che il Comune acquisisca il bene. «Il forte valore storico-culturale che il complesso dell’IGDO rappresenta per la memoria collettiva della Città di Ciampino – dichiara Zaratti – pone la necessità da parte del Comune di concorrere alla procedura di vendita. Il valore oltremodo vantaggioso di 1,5 milioni di euro posto alla base della procedura competitiva rappresenta un’indubbia occasione affinché quel bene sia acquisito al patrimonio pubblico. Scriverò al Presidente della Regione Lazio Zingaretti, perché valuti l’opportunità e i modi per sostenere il Comune di Ciampino in questa operazione e nella successiva quanto onerosa opera di riqualificazione del complesso immobiliare dell’IGDO». A questo proposito SEL ha presentato una mozione in Consiglio Comunale «consapevoli che serve uno sforzo dell’Amministrazione in tempi stretti», dichiara Guglielmo Abbondati, che aggiunge «alla successiva quanto onerosa opera di riqualificazione del complesso si potrà provvedere reperendo fondi extra comunali, regionali, statali, Europei, o tramite una valorizzazione fondiaria del bene, anche mediante una proficua quanto equilibrata opera di partenariato pubblico/privato». D’accordo anche il Partito Socialista, che dichiara «la nostra preoccupazione, vista la particolare inclinazione di questa Amministrazione a favorire progetti di Speculazione Edilizia, è che l'IGDO diventi l'affare del secolo per qualche privato. Non dobbiamo permetterlo».

E non sono da meno le associazioni. Città in Comune, che durante la scorsa campagna elettorale ha realizzato un video (disponibile cliccando qui) per lanciare un progetto di riqualifica del bene, dichiara che «l’IGDO deve tornare a essere pubblico, proprietà dei cittadini di Ciampino. Questa è l’unica opzione per riscattare il centro della città, mantenerne viva la memoria collettiva e iniziare a immaginare insieme come vorremmo che sia la nostra città nel prossimo futuro. Cosa si sta vendendo? Il rudere, con vincolo di centro storico nel Piano Paesistico Regionale o il progetto descritto nella perizia allegata all'asta, dove ci sono diverse cubature e molto residenziale, mascherato da residenza universitaria senza università? Per un soggetto pubblico esistono molteplici strumenti per trovare fondi per la riqualificazione, come i fondi europei. Quello che sembra è che, al contrario, si proceda con la liquidazione del centro della città attraverso una operazione che nasce già poco trasparente, chiusa nelle stanze del Comune. Il Sindaco ci dica chiaramente cosa vuole farne». Dello stesso parere è l’Associazione Officine Civiche, che dalla sua pagina Facebook lancia una petizione su change.org (disponibile qui) affinché l’IGDO diventi un bene pubblico.

Sara Marazza

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