Ciampino, IGDO. Dal PD arrivano tutti i motivi del “no”

Il Partito Democratico pubblica una settimana dopo le motivazioni alla scelta di non partecipare all’asta

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Il Partito Democratico pubblica una settimana dopo le motivazioni alla scelta di non partecipare all’asta

Lo scorso martedì 12 aprile si è conclusa la procedura d’asta dell’IGDO, che ha visto impegnati movimenti e associazioni in una vera e propria battaglia per l’acquisizione pubblica del bene storico. A oggi il nome del compratore non è ancora ufficiale, ma certa è stata la decisione dell’Amministrazione Comunale a non partecipare alla trattativa, nonostante il diritto di prelazione posto dalla Soprintendenza qualora il Comune avesse voluto prendere parte pubblicamente all’asta. E ancora lo scorso lunedì è stata discussa l’assemblea degli iscritti del Partito Democratico locale, in cui il Sindaco Giovanni Terzulli e l’Assessore all’Urbanistica Marco Pazienza hanno fornito adeguate motivazioni al “no”, portato avanti con forza nonostante le pressioni politiche e i movimenti cittadini che si sono schierati in difesa dell’acquisizione pubblica del bene.

In queste ultime settimane infatti, i movimenti e le forze politiche di opposizione hanno cercato di fornire soluzioni per riportare l’Amministrazione sulla via del “si”, ma «sono rimaste lettera morta perchè frutto di mancata concretezza e attuabilità, oltre che di strumentalizzazione politica» - scrive il Partito Democratico sul suo blog. L’Assessore Pazienza ha delineato il nuovo ruolo dell’Amministrazione alla fine di questa vicenda, ovvero «vigilare sul fatto che, chiunque sia il vincitore della gara, non ci siano speculazioni edilizie né che venga fatto del residenziale. Vigilare che vengano fatti i servizi, che venga rispettato il Piano Regolatore e tutelare il bene nella sua complessità».

A seguire sono state fornite tutta una serie di dettagliate motivazioni sui perché del “no”. In primis, perché gli Enti Territoriali possono effettuare operazioni di acquisto di immobili solo a patto che ne siano comprovate l’indispensabilità (in ragione di un obbligo giuridico incombente) e l’indilazionalità (impossibilità di differire dall’acquisto se non a rischio di compromettere il raggiungimento degli obiettivi istituzionali o incorrere in sanzioni). Inoltre, il Comune di Ciampino non ha ancora approvato il bilancio di previsione 2016/2018 e, trovandosi in esercizio provvisorio, risulta impossibilitato a spendere mensilmente più di un dodicesimo delle somme previste dal bilancio deliberato. E durante l’esercizio provvisorio non si possono contrarre debiti, specialmente se questi non compaiono nel Testo Unico degli Enti Locali. L’acquisizione dell’IGDO non rientrava negli stanziamenti di spesa, pertanto non c’erano fondi disponibili. Neanche per la Cassa Depositi e Prestiti c’è stato nulla da fare, perché le devoluzioni dei mutui vanno esperite due volte l’anno e non finanziano opere, ma progetti esecutivi. Da parte dell’Amministrazione non è mai stato pensato un vero progetto di riqualifica per l’IGDO, e quei fondi sono invece destinati esclusivamente a una realizzazione, non a una possibile acquisizione. Questo, secondo il Partito Democratico, ha reso impossibile anche l’utilizzo dei Fondi Europei e, soprattutto, dei Finanziamenti Regionali, che prevedono nella maggior parte dei casi la realizzazione di progetti o programmi di recupero pubblici su beni di proprietà comunale. Inoltre, la Tassa di Scopo per i Cittadini (ISCOP), che fornisce la possibilità di istituire, per un massimo di 10 anni, un tributo destinato esclusivamente a finanziare fino al 30% del costo delle opere pubbliche, non è stata presa in considerazione perché «a cosa serve vessare ulteriormente i cittadini in questo pesante periodo di crisi economica, se da ciò possiamo ricavare al massimo il 30% del costo del restauro del complesso e non certo dell’acquisto, così come previsto dal Regolamento di Attuazione?», scrive ancora il PD.

In ogni caso, l’area dell’IGDO è tutelata dalle prescrizioni fornite dal Ministero per i Beni Architettonici e Paesaggistici, e il Partito Democratico dichiara che «sarà una grande opportunità per riqualificare il centro cittadino, e che nonostante la proprietà privata lo strumento del Piano Regolatore ci consentirà di essere protagonisti nelle scelte che verranno fatte, anche e soprattutto al fine di garantire gli spazi pubblici di cui la città necessita e che aspetta da ormai troppi anni. Qualsiasi cosa in più verrà proposta dal privato, e se tecnicamente corretta e condivisibile dalla maggioranza di governo verrà comunque sottoposta a un Referendum Popolare».

Ma nonostante queste rassicurazioni, nella cittadinanza il rimpianto di ciò che poteva essere e che negli anni non è stato fatto, rimane.

Sara Marazza

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