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Consiglio Regionale 3

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Colfelice,  nomine Saf Bianchi: candidature libere e trasparenti basate sulla competenza, presentate direttamente dai sindaci

-Dobbiamo capire che i rifiuti possono diventare una  ricchezza per i territori, una risorsa su cui creare lavoro e sviluppo. Perché non immaginare anche nella provincia di Frosinone l'avvio del ciclo di un'economia circolare? Un cambio netto di...

-Dobbiamo capire che i rifiuti possono diventare una ricchezza per i territori, una risorsa su cui creare lavoro e sviluppo. Perché non immaginare anche nella provincia di Frosinone l'avvio del ciclo di un'economia circolare? Un cambio netto di approccio che può passare già dalle prossime nomine in scadenza della Saf.

Un modello in cui non si creano scarti o rifiuti, ma tutto viene riutilizzato. I vantaggi per la salute e le tasche dei cittadini sono innegabili, e su questo anche la UE ha puntato fissando degli obiettivi molto ambiziosi, fissando al 70% il riciclo dei rifiuti entro il 2030.

Sono convita che siamo un territorio abbastanza maturo per raccogliere queste evoluzioni e farle nostre partendo dal basso, dai comuni e dai cittadini.

E proprio per un rinnovato protagonismo penso sia necessario dare ai 91 sindaci la possibilità di decidere veramente. Lancio una proposta: apriamo la possibilità di presentare candidature libere e trasparenti, una finestra di 10 giorni in cui soggetti di alto profilo come studiosi, esperti e manager possano presentare cv e piattaforme programmatiche in merito alla gestione. Così si potrebbe dare la possibilità ai sindaci di valutare persone dall'indubbia esperienza nel campo dei rifiuti e delle politiche ambientali, e proposte operative sulla gestione della Saf. Un Presidente così legittimato rafforzerebbe i territori stessi e testimonierebbe un forte atto di assunzione di responsabilità e coraggio da parte degli stessi sindaci perché sarebbero loro i decisori delle politiche sui rifiuti. Agendo così, smetterebbero di delegare sempre e solo alla politica la gestione dei territori. Potremmo avere una provincia più forte e con un protagonismo diverso nelle scelte regionali. Un esempio virtuoso di governance giocata democraticamente e al solo interesse pubblico che spazzerebbe via interessi e giochi di potere della consueta spartizione delle poltrone.- COSILAM, LA PROPOSTA DI RIORDINO DELL'ONOREVOLE BIANCHI RAFFORZA LA NECESSITÀ DI ELIMINARE IL LISTINO" "Lancio una provocazione. Se proprio serviva la riprova della necessità di abolire il listino nelle elezioni regionali che permette a chi, senza misurarsi con il consenso, comodamente può sedere in Consiglio, la proposta di legge di riforma dei consorzi industriali del Lazio che porta la firma dell'onorevole Daniela Bianchi ne è la conferma. Ancora una volta, sotto la comoda coperta della Spending review, si vuole fare passare una direttiva che è solo fumo negli occhi, perché non fa risparmiare nulla, è fantascientifica e non tiene conto di importanti provvedimenti legislativi sugli enti di area vasta. Al posto di eliminare o accorpare il Cosilam, che serve un territorio produttivamente strategico per la Regione Lazio perché territorio della Fiat, che da tempo ha previsto una importante opera di taglio ai costi di gestione, perché non si fa portavoce di una proposta di legge che abbassi a 2mila euro il compenso dei consiglieri regionali, che si limiti al rimborso spese per i consiglieri non eletti. Oppure, tenendo conto dell'importante riforma delle Province, quali enti di area vasta, si attivi per fare in modo che la Regione Lazio deleghi funzioni e risorse importanti a tali Istituzioni. Non solo, ancora attendiamo la legge che sopprime le Comunità montane ferma da un anno. Quello che l'onorevole definisce polemiche sterili e campanilistiche, la difesa del Consorzio industriale del Lazio meridionale, in realtà rappresentano le esigenze e le necessità di chi sta sui territori, quelle esigenze e quei territori che l'onorevole nemmeno conosce e che vorrebbe cancellare con un tratto di penna comodamente seduta sulla poltrona. Noi rivendichiamo la nostra autonomia e la capacità di esistenza di un ente che non fa solo infrastrutture, ma politica industriale, in stretto contatto con l'Università del territorio. Ci tengo a sottolineare la mia posizione non è una polemica personale contro l'onorevole Bianchi, ma contro un modo di fare che vuole calare le decisioni dall'alto e non ascoltare le esigenze e la voce dei territori" Antonio Di Nota - vicesindaco Colle San Magno ACQUA: PRIMO VIA LIBERA A NORMA "SALVA-AGRICOLTORI" La commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Enrico Panunzi, ha dato parere favorevole a una modifica alla legge sulla tutela dell'acqua pubblica. Si tratta di una norma transitoria che, in pratica, permette di continuare a rilasciare concessioni per il prelievo di acqua, seguendo le vecchie norme, in attesa della definizione dei bacini idrografici e dei relativi bilanci idrici. La legge, infatti, prevedeva un blocco assoluto delle nuove concessioni e una revisione annuale di quelle già in essere. Una norma che, di fatto, creava una situazione insostenibile per numerosi agricoltori del Lazio, che rischiavano di non avere a disposizione l'acqua necessaria all'irrigazione dei campi. "Tra l'altro - ha sottolineato Panunzi - la concessione idrica deve essere allegata ai progetti presentati per accedere ai finanziamenti del Piano di sviluppo rurale". Adesso la modifica dovrà essere approvata dal Consiglio regionale. L'impegno, condiviso da tutti i capigruppo, è quello di arrivare al voto definitivo prima della pausa estiva. PROPOSTA DI LEGGE UTILE AL SUPERAMENTO DEI LIMITI PER LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE "Con la proposta di legge discussa e licenziata oggi in Commissione Ambiente inerente "modifiche alla legge regionale tutela, governo e gestione pubblica delle acque" il cui primo proponente è il Consigliere Panunzi, si superano alcuni limiti alla gestione delle risorse idriche, derivanti da prescrizioni imposte dalla Legge che si vuole modificare, come quella di non poter rilasciare nuove concessioni in assenza del bilancio idrico partecipato; con questa proposta di legge le Province potranno rilasciare autorizzazioni/concessioni al prelievo di piccole derivazioni di acque pubbliche, nelle more della predisposizione del bilancio idrico". Lo dichiara in una nota il consigliere regionale Mauro Buschini. "La proposta di legge - continua Buschini - se verrà approvata, consentirà ai Consorzi di bonifica di prelevare l'acqua per l'irrigazione dei campi, agli imprenditori agricoli di partecipare ai bandi del Piano di Sviluppo Rurale che impongono l'autosufficienza idrica, alle imprese idroelettriche di effettuare prelievi di acque superficiali". ACQUA, SIMEONE (FI) E FORTE (PD): "GRANDE SODDISFAZIONE PER LA PROPOSTA DI LEGGE A GARANZIA DI CITTADINI E IMPRESE" I consiglieri regionali Giuseppe Simeone (Forza Italia) e Enrico Forte (PD) esprimono "soddisfazione per l'importante traguardo raggiunto oggi, con un grande lavoro in commissione e consiglio, nell'interesse delle imprese e dei cittadini. Oggi la commissione ha licenziato la proposta di legge regionale bipartisan concernente le modifiche alla legge regionale del 4 aprile 2014, sulla tutela, governo e gestione pubblica delle acque. La proposta sarà discussa in consiglio la prossima settimana. Con la sua approvazione avremo colmato un vero e proprio buco che avrebbe paralizzato interi settori produttivi superando una serie di limiti imposti nella gestione delle risorse idriche. La proposta di legge è formata da due articoli, il primo prevede di superare questa impasse stabilendo che nelle more della predisposizione del bilancio idrico le concessioni continuano ad essere rilasciate nel rispetto della normativa in materia, in deroga a quanto previsto dalla legge vigente. Il secondo articolo rimanda l'entrata in vigore della presente legge alla sua pubblicazione sul Burl. L'avvitamento di norme che contraddistingue questa legge avrebbe fatto pagare un prezzo altissimo ai cittadini, a migliaia di aziende, ai consorzi di bonifica, alle imprese idroelettriche, alle aziende agricole che non avrebbero potuto lavorare né partecipare ai bandi per i finanziamenti del PSR che impone l'autosufficienza idrica e la presentazione della documentazione inerente. La norma, infatti, prescriveva che "non possono essere rilasciate nuove concessioni e quelle esistenti devono essere sottoposte a revisione annuale" e che "nessuna nuova concessione per sfruttamento, imbottigliamento e utilizzazione di sorgenti, fonti, acque minerali o corpi idrici idonei all'uso potabile può essere rilasciata" previa definizione del cosiddetto bilancio idrico che, per la sua redazione, richiede procedure e tempi molto lunghi. Il risultato è che in questa fase transitoria le aziende sarebbero state paralizzate perché le Province, enti preposti al rilascio delle autorizzazioni, stante la normativa vigente non potevano rilasciare autorizzazioni/concessioni al prelievo di piccole derivazioni di acque pubbliche in assenza del bilancio idrico. Documento per il quale la stessa Regione Lazio si è data 6 mesi di tempo necessari a definirne modalità di redazione e che richiede almeno due anni per la sua definizione. Questo intervento condiviso garantisce una risposta alle istanze dei territori e delle imprese evitando devastanti ripercussioni sul piano economico che la mancanza di un rapido e risolutivo intervento avrebbero comportato". SANITA': REGIONE LAZIO, MEDICINA DIFENSIVA PESA SUI CONTI PER 1,3 MLD DI EURO La medicina difensiva che produce prestazioni inappropriate e vertenze pesa sui conti del Lazio per circa un miliardo e 300 milioni, mentre a livello nazionale costa, secondo le stime più aggiornate, 13 miliardi quasi un punto di Pil. La denuncia è emersa oggi nel corso dell'incontro che il presidente Nicola Zingaretti ha avuto con una folta rappresentanza dei primari chirurghi del Lazio. La prima da dieci anni a questa parte ed organizzata con la collaborazione della Societa italiana chirurgia. "E' un emergenza che deve entrare nell'agenda politica nazionale e che deve essere affrontata subito - ha detto il presidente Nicola Zingaretti - perché mina certezze e serenità dei medici italiani in particolare di quelli che ogni giorno lavorano nelle sale operatorie degli ospedali". Dagli interventi dei primari la drammaticità della situazione è emersa con grande chiarezza. I brokers assicurativi aumentano sempre più i costi delle polizze sia di quelle individuali che di quelle aziendali, quest'ultime in particolare hanno raggiunto nel Lazio picchi insostenibili che vanno dai 3 ai 5 milioni di euro l'anno, mentre una polizza individuale viaggia su una cifra equivalente a tre mesi di stipendio. Il risultato è che oggi nel Lazio 8 aziende si difendono in autotutela, cioè rispondono direttamente dei costi delle vertenze, altre 8 hanno polizze assicurative con franchigie elevate, altre 4 con franchigie basse. "Un sistema confuso che costa caro in termini economici e pesa come una macigno e sempre di più sull'efficienza del sistema - ha concluso il presidente Nicola Zingaretti - in queste condizioni mi rendo conto che è difficile lavorare e mi rendo anche conto del perché molti dei giovani chirurghi che noi formiamo vanno poi a lavorare all'estero. Il tema va posto all'ordine del giorno dell'agenda politica italiana. Noi ci incarichiamo di fare la nostra parte coinvolgendo su questo problema le altre regioni e formulando una proposta operativa capace di riportare il fenomeno sotto controllo e tranquillità nel lavoro dei chirurghi del Lazio e di tutto il paese".
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