Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Roma

Colle San Magno, centrale unica di committenza per i Piccoli Comuni, obbligo dal 1 gennaio per “dimenticanza” del governo

Nella confusione che ha accompagnato l’approvazione del decreto “ominibus” di fine anno, il governo Letta ha dimenticato di inserire nel provvedimento la proroga al 30 giugno 2014, come stabilito in precedenza,

Nella confusione che ha accompagnato l'approvazione del decreto "ominibus" di fine anno, il governo Letta ha dimenticato di inserire nel provvedimento la proroga al 30 giugno 2014, come stabilito in precedenza, dell'obbligo per i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti di istituire la centrale unica di committenza per l'acquisto di beni, servizi e forniture per importi superiori a 40.000 euro, utilizzando le unione di comuni ove presenti, con apposite convenzioni ove mancanti o ricorrendo al Consip e Mepa. Tale dimenticanza ha significato che dal 1 gennaio la Centrale unica di committenza è obbligo di legge per i Piccoli Comuni, a fronte del fatto che quasi tutte queste realtà, sull'onda della notizia della proroga, non hanno provveduto a costituire tale sistema operativo e non possono svolgere le gare e gli affidamenti per importi superiori a 40mila euro, se non ricorrendo a strumenti di acquisto elettronici, paralizzando di fatto l'economia locale.

Per tale motivo il sindaco del Comune di Colle San Magno Antonio Di Nota, pur avendo provveduto a costituire la centrale di committenza nell'ambito dell'Unione Cinquecittà, ha preso carta e penna e ha scritto al Ministro degli affari regionali e autonomie, Graziano del Rio e per conoscenza al Presidente dell'Anci Piero Fassino e al Prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli affinchè venga posto rimedio al disagio.

"Egregio signor ministro - scrive Di Nota - nel testo del decreto legge "Salva Roma", poi ritirato dal governo, si prevedeva una proroga al 30 giugno 2014 dell'obbligo della centrale unica di committenza per i Comuni con meno di 5.000 abitanti. Tuttavia di tale proroga non si trova menzione, evidentemente per mero errore formale, nei cosiddetti decreti milleproroghe di fine anno e dal 1 gennaio la Centrale è obbligatoria, laddove molte realtà, sull'onda della notizia del differimento, non hanno provveduto a costituire la centrale unica di committenza e adesso non potranno attivare procedure di affidamento lavori, servizi e forniture per importi che superino i 40.000 euro se non attraverso il ricorso agli strumenti elettronici di acquisto (CONSIP e MEPA). Il tutto, come Lei certamente capirà, con pesanti riflessi sull'economie dei territori.

"La invito - conclude Di Nota - a porre rimedio a tale inconveniente e a tenere conto maggiormente, nell'ambito dell'attività normativa, delle esigenze e delle difficoltà delle autonomie locali, tessuto imprescindibile dell'attuale assetto ordinamentale della Repubblica orientato al principio di importazione comunitaria della sussidiarietà".

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