Lunedì, 14 Giugno 2021
Roma

Colleferro- Ceccano, Valle del Sacco è il momento di lavorare in silenzio dopo il passaggio tecnico ora servono risposte coraggiose

Che siamo in forte ritardo sulla bonifica e sul rilancio economico della Valle del Sacco lo sappiamo bene. Mancano ancora molte tappe per vedere superare definitivamente l’emergenza ambientale e gettare le basi per un nuovo sviluppo sostenibile.

Che siamo in forte ritardo sulla bonifica e sul rilancio economico della Valle del Sacco lo sappiamo bene. Mancano ancora molte tappe per vedere superare definitivamente l'emergenza ambientale e gettare le basi per un nuovo sviluppo sostenibile. Ma di questo dobbiamo tutti essere consapevoli. E quando dico tutti non parlo solo della politica, ma anche di chi ha avuto la possibilità, in virtù di ruoli ricoperti, di raccogliere proposte e di dare impulso ad azioni concrete eppure non lo ha fatto.-

Così Daniela Bianchi, consigliera Regionale del Pd che ieri ha partecipato all'incontro convocato dalla Regione Lazio con i rappresentanti degli Enti locali e dell'associazionismo per la predisposizione di una bozza di riperimetrazione del S.I.N. (Sito di interesse nazionale) 'Bacino del Fiume Sacco'

Quasi quotidianamente sentiamo trattare il tema da gente che non ha titolo per farlo, che non ne conosce i dettagli né tantomeno gli sviluppi. Affermazioni fuori luogo, speculazioni politiche e di immagine che rischiano di far diventare questa questione un rumore di fondo che genera assuefazione. Sento che tante persone si dilettano a fare appelli. Io ne faccio solo uno: se non avete nulla di concreto da dire sulla Valle del Sacco, allora tacete. Da troppi anni oltre mezzo milione di cittadini aspetta delle azioni concrete e definitive sulla Valle del Sacco. Parlo di bonifica e della messa in sicurezza di tutti i siti inquinanti e pericolosi, di un costante monitoraggio sulla salute delle persone e di nuove opportunità per le imprese legate all'agricoltura, al turismo, all'accoglienza e all'industria verde. Non nego che quella di ieri sia stata certamente una giornata decisiva per la Valle del Sacco, ma rimane comunque un passaggio tecnico tra la Regione, il Ministero e gli attori locali che servirà per definire l'area del Sin. Un punto di partenza che permetterà di gestire in maniera unitaria tutta la Valle, prima divisa tra la zona commissariale (area industriale di Colleferro e parte del corso del fiume Sacco) e quella del Sin (dai Comuni a sud di Roma a Falvaterra).- -Parliamo di un'area vastissima, dalle caratteristiche non omogenee - riprende la Consigliera - La questione va affrontata con una strategia globale. Se l'obiettivo è davvero risolvere la questione, dobbiamo iniziare a velocizzare le cose e a correre. Non abbiamo più tempo da perdere. Spero che di questo sia la Regione che il Ministero siano consapevoli. In questi due anni, in Regione, lo abbiamo dimostrato in altre questioni in cui necessitava un'iniezione forte di strategia e di coraggio per il rilancio, dobbiamo dimostrarlo anche qui.-
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