Colleferro, il comitato residenti rivolge un appello ai Vescovi del territorio a sostegno della lotta degli abitanti della valle del Sacco.

La drammatica situazione ambientale e sanitaria della Valle del Sacco, devastata da vecchie e nuove fonti di inquinamento, si intreccia con le forti tensioni sociali che scuotono dal basso le realtà locali. L’attesa di anni e anni di interventi...

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La drammatica situazione ambientale e sanitaria della Valle del Sacco, devastata da vecchie e nuove fonti di inquinamento, si intreccia con le forti tensioni sociali che scuotono dal basso le realtà locali.

L’attesa di anni e anni di interventi per contrastare l’inquinamento ambientale, la crescita della disoccupazione, l’assenza di prospettive per i giovani, l’esclusione sociale e le disuguaglianze sono la palude nella quale ci ha lasciato una parte delle Istituzioni pubbliche.

Abbiamo raccolto le nostre energie e unito gli sforzi per promuovere una grande mobilitazione popolare sul tema dell’ambiente e della salute, con particolare riferimento agli odiati inceneritori di Colleferro, avendo un duplice obiettivo.

Impiantati nel centro storico della città, tra l’abitato e una scuola materno-infantile, i 2 inceneritori hanno ottenuto una proroga autorizzativa al funzionamento da parte della regione Lazio per altri 5 anni senza essere preventivamente sottoposti, come prevede la legge, a verifica di idoneità alla produzione.

Ci siamo opposti con un ricorso al TAR Lazio a sostegno dell’azione intrapresa dal Comune di Colleferro.

Abbiamo, poi, rivolto un appello agli Amministratori, alle Istituzioni, ai partiti, ai movimenti, alle associazioni, ai comitati e ai cittadini per “bloccare” il programma di rilancio e ammodernamento dei due impianti attraverso il revamping o riqualificazione industriale.

Contro questa eventualità, che se concretizzata continuerà a colpire la nostra salute e farà ammalare la nostra gente come evidenziato dallo studio epidemiologico ERAS, SENTIERI ed altri scendiamo in piazza sabato 9 aprile 2016, ore 14.30.

Siamo intenzionati a promuovere, A TUTTI I LIVELLI, il dialogo e il confronto sul futuro dei nostri Territori e sulla cura della natura, coscienti e consapevoli che al “rifiuto” dei potenti si è accompagnato spesso il disinteresse di molti.

Come insegna la Storia il percorso, sempre difficile e lungo, è quello di rinnovare i legami di solidarietà e di condivisione, creando nuove forme di alleanza, in un contesto sociale-politico compromesso in molti casi dall’operato dei partiti, con l’intento di sterilizzare le alternative che sono ampiamente praticate.

Le aggregazioni territoriali grandi e piccole di cittadini sono portatori di istanze autonome e di una visione generale comune, indipendente da interessi di parte, che mette al centro l’uomo e l’ambiente entro i limiti di una crescita sostenibile e non il profitto.

Sul tema della salvaguardia dell’ambiente e della salute possiamo contare sul contributo di scienziati, filosofi, organizzazioni sociali e politiche, aggregazioni di cittadini e movimenti.

A questa riflessione comune non può certo dirsi escluso il mondo cattolico, le comunità cristiane e le altre religioni che, dopo l’ENCICLICA LAUDATO SI’ DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE (dicembre 2015), si interrogano sulle azioni degli uomini, sul loro destino e su quello della Terra.

La premessa del confronto dialettico tra forze diverse, che hanno un obiettivo comune, deve essere quella di evitare di affrontare solo i sintomi dei mali ambientali che ci affliggono quando invece occorre risalire alle cause.

E’ difficile opporsi ad interessi economici locali, nazionali e internazionali che ignorano il rispetto dell’uomo e dell’ambiente ma il gioco vale la candela e per avversarli ricorriamo legittimamente ad ogni strumento di pressione.

Su queste dolorose preoccupazioni chiediamo aiuto anche alla Chiesa, sempre in prima linea nella difesa della dignità e dei diritti della persona, per sostenere non solo la battaglia degli abitanti della valle del Sacco, ma di donne e uomini del territorio e di tutte le creature della terra.

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Il Vescovo di Velletri e Segni, Vincenzo Apicella, sostiene l’impegno della società civile e ha invitato tutti con un Suo appello a partecipare alla manifestazione RifiutiamoLI! Basta inceneritori!

Siamo fiduciosi che il Suo invito sarà sia raccolto dalle altre Diocesi del territorio.

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