Giovedì, 21 Ottobre 2021
Roma

Colleferro, in aumento le aperture di negozi cinesi. Preoccupazione tra i commercianti

E’ in corso da una decina d’anni nella città di Colleferro e d'intorni l’interessante fenomeno nel panorama commerciale di continue aperture di attività gestite da cinesi. Una vera presa a piede libero di piccole attività commerciali orientali...

E' in corso da una decina d'anni nella città di Colleferro e d'intorni l'interessante fenomeno nel panorama commerciale di continue aperture di attività gestite da cinesi. Una vera presa a piede libero di piccole attività commerciali orientali, questi negozi cinesi stanno completamente rivoluzionando il commercio italiano.

Sono sempre più numerosi, vendono merce a prezzi 'stracciati', attirando in modo ingannevole la clientela che si lascia interessare dagli apparenti 'prezzi bassi; corrispondenti ad una ovvia convenienza' ma questo purtoppo non corrisponde alla realtà oltre al fatto che stanno mettendo a dura prova il lavoro delle attività cittadine. A tal proposito, durante questa estate Colleferro è stata ancora una volta teatro dell'apertura di un altro grande magazzino cinese. Il locale in questione, sito in via Fontana dell'Oste a poche decine di metri dal rinomato grande magazzino di detersivi ed articoli per la casa Maury's ed Acqua e Sapone, poco più avanti sulla stessa strada, è un enorme stabile a due piani in procinto di aprire al pubblico anche il secondo piano. Ammontano così a circa una decina i negozi gestiti da commercianti del Gigante asiatico a Colleferro. Lavorano in tranquillità, non si concedono gli orari di chiusura soliti degli altri negozi cittadini, ogni domenica e compresi i giorni festivi lasciano le loro porte aperte creando un più che discreto rapporto di concorrenza ai commercianti di Colleferro. I soldi per aprire la loro attività sono il risultato di risparmi lavorativi di parenti in Cina oppure guadagni provenienti da precedenti attività familiari. Ma cosa pensano i negozianti italiani di questo fenomeno esplosivo? "Sono diventati troppi. Noi commercianti italiani non abbiamo nulla in contrario al libero mercato ma questa è un'invasione. Per non parlare della qualità troppo spesso scadente dei prodotti cinesi: sono creati con materiali corrosivi e nocivi per la pelle, vengono comprati solo per i loro prezzi 'concorrentissimi'. La miglior cosa sarebbe quella di privilegiare sempre e comunque il 'made in Italy', dando la possibilità alle piccole e medie attività italiane di restare aperti. Il compratore desidera un onesto rapporto qualità-prezzo, coloro che rispettano questo principio basilare avranno di sicuro una possibilità in più rispetto a chi, pur di guadagnare, impenna i prezzi della merce che vende. Si scavano una fossa da soli senza saperlo coloro che non rispettano ciò, dando un enorme vantaggio al loro attualmente nemico più grande: i negozi cinesi. Clarissa Guerrieri
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