Colleferro, Santucci "getta" la spugna; al PIP una situazione economica-amministrativa disatrosa

Fernando Santucci presidente della Società Consortile Mista “ Consorzio P.I.P. Colleferro di Valle sette due" ha rassegnato le dimissioni dopo aver provato a raddrizzare  una situazione economica –amministrativa disastrosa.

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Fernando Santucci presidente della Società Consortile Mista “ Consorzio P.I.P. Colleferro di Valle sette due" ha rassegnato le dimissioni dopo aver provato a raddrizzare una situazione economica –amministrativa disastrosa.

Così i 48 soci, che dovrebbero sborsare in media dai 1500 ai 2800 euro annuali (metà con diritto di superfice e gli altri con diritto di proprietà) hanno accumulato un debito di circa 200.000 euro a fronte dei 150.000 che si dovrebbero riscuotere dagli stessi soci. Qui sarebbe dovuto entrare in funzione l’Eliporto che non è mai partito. Il parcheggio è sempre occupato da aziende che non c’entrano nulla con il Consorzio. Il parco giochi dei bambini non dovrebbe stare in quel posto, come non dovrebbe starci il Centro di Trasferenza.

Il Consorzio si trova in una situazione drastica tanto da far affermare al sindaco nella conferenza stampa di venerdì mattina: “Il consorzio è in grave situazione, ma credo che ci siano i margini per curare il malato. Ci hanno definito l’amministrazione dei morti ma in questo caso il malato non è terminale. In questo momento veniamo accusati di aumentare le tasse, ma le abbiamo abbassate ai commercianti ed agli artigiani. Purtroppo la situazione non è rosea, anche perché ci sono soci che non pagano dal lontano 2007. Il Porta a Porta partirà proprio da quella zona, dove sono state messe delle fotocamere per multare chi abbandona i rifiuti ingombranti" .

A rincarare la dose il Presidente Santucci il quale ha presentato un foglio alla stampa ed ha illustrato una situazione allucinante sia economicamente che amministrativamente parlando lasciata dalla precedente Giunta presieduta da Gianni Chiadroni (nominato dall’ex Sindaco Cacciotti che ha percepito come emolumenti per la gestione del Consorzio 28.000 euro per il 2012, circa 22.000 per il 2013 e 43.000 per il 2014 ed è stato invitato dagli avvocati a restituire i soldi perché non si trova nessuno delibera per il compenso), mentre fino ad oggi il nuovo Cda del Consorzio era composto da Fernando Santucci, Igino Buccitti, il primo presidente ed il secondo vice (nominati dal Comune) insieme a Giorgio Cornacchi, Veronica Verelli e Toni Nola (quest’ultimi privati, presenti anche nel precedente Cda di Chiadroni).

“Questi i debiti suddivisi in quattro categorie: a) Debiti scaduti di notevole entità e mai pagati. b) debiti con scadenza a giorni. c) Debiti con scadenza tra qualche mese. d) debiti da definire di cui comunque se ne conosce l’esistenza. Per quanto riguarda le anomalie amministrative sono state riscontate in 8 punti: mancano i bilanci i bilanci preventivi del del 2014-15-16. Mancano i bilanci consuntivi 2014-2015 non approvati ma approvati da noi. La precedente gestione non ha mai fatto un verbale di registrazione sui libri contabili e non ha istituzionalizzato la PEC e non ha creato un mail. Il consorzio non ha un numero di telefono. Non ha un sito internet e non ha una sede stabile e ufficiale e tantomeno un libro protocollo”. Santucci, ha poi invitato l’amministrazione comunale a risolvere la crisi amministrativa che attanaglia il consorzio per meglio far funzionare i Piani artigianali. La prestazione di Santucci è stata del tutto gratuita per tutto questo tempo. L’incarico gli è stato affidato ad agosto ed è diventato operativo da ottobre.

Quella illustrata oggi è certamente una situazione difficile ma non disastrosa, per la quale ci vorrebbe che la gestisse una persona che pensi in grande, ma soprattutto ci deve essere la consapevolezza che i tempi sono cambiati: il Consorzio fa parte della vecchia generazione, adesso ci cuole una rete d’impresa che possa immettere gli stessi soci in un percorso di internazionalizzazione per uscire fuori dallo stallo. Ecco perché ci vuole un manager di rete, innovativo e sganciato dai giochi politici se si vuole far decollare questo P.I.P.

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Giancarlo Flavi

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