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Lazio ambiente sede manifestazione

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Colleferro, sindacati di Lazio Ambiente sul piede di guerra; dopo un anno e mezzo, nessuna risposta. Piano industriale fermo e condizioni di lavoro in continuo peggioramento

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Lazio Ambiente, società operante nel settore della gestione dei rifiuti, è stata costituita dalla Regione Lazio nel 2011 acquisendo gli assets dell'ex Consorzio Gala, ed ha iniziato la propria attività a partire dal 1°...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Lazio Ambiente, società operante nel settore della gestione dei rifiuti, è stata costituita dalla Regione Lazio nel 2011 acquisendo gli assets dell'ex Consorzio Gala, ed ha iniziato la propria attività a partire dal 1° agosto 2013.

A più di un anno dalla nascita di questa società, le RSU e le RSA di Lazio Ambiente S.pA, ripropongono a mezzo stampa quei quesiti più volte posti all'Amministratore Unico Vincenzo Conte ed ai quali non si sono mai avute risposte, ma che a fronte di una previsione di perdita per l'anno 2014 di circa 7-8 milioni di euro si rendono necessarie e soprattutto dovute. Perché ancora non c'è traccia di quel piano industriale, che doveva essere redatto dalla famosa società E&V S.p.A., sbandierato come propedeutico c imprescindibile per segnare la "rotta" di questa azienda e che doveva essere sottoposto alle OO.SS.? Perché invece di effettuare assunzioni di personale apicale - con bandi discutibili- e che hanno avuto il solo scopo di impoverire le professionalità già presenti in azienda senza portare valore aggiunto né ulteriore specifica professionalità all'azienda stessa, non si è proceduto a verificare le competenze e le capacità del personale già in forza e di quello rientrato dalla Cigs (pari a circa 35 unità), al fine di contenere i costi del personale che invece sono "schizzati" dopo questa operazione di oltre il 50%? L'avvio dell'azione dell'amministratore, si è infatti concretizzata fin da subito con l'intervento sull'organigramma sul quale, a fronte del principio del "dividi ed impera", lo stesso ha operato scelte organizzative basate esclusivamente sulla sua passata esperienza nell'ambito dell'arma dei Carabinieri, senza considerare le profonde differenze (dall'arma stessa) che caratterizzano una società di capitali, ancorché pubblica, che opera nel mondo dei servizi di igiene urbana. Ci si domanda inoltre: perché si fa ricorso a continui ordini di servizio (stile caserma militare), e poi non si interviene in modo serio su problematiche più ampie e complesse riguardanti la gestione e l'organizzazione aziendale lasciando che i veri problemi siano risolti per pura responsabilità personale dai poveri malcapitati e volenterosi lavoratori? Perché dare prova di "forza" e "potere" operando vari spostamenti e scambi di mansione (con conseguente emarginazione professionale e demansionamenti) avvenuti indipendentemente dalla professionalità e inquadramento contrattuale, senza peraltro averne benefici? Perché si è atteso oltre un anno per bandire le gare di noleggio degli automezzi per la raccolta del rifiuti quando era sotto gli occhi di tutti lo stato fatiscente in cui versava il parco mezzi? Perché non è stato fatto alcun investimento per quanto riguarda la struttura dell'esercizio (raccolta e spazzamento) come la miglioria di spogliatoi, attrezzature e mezzi?

Perché per evitare il dramma (la situazione della discarica di Colle Faglolara) non si è corsi ai ripari in maniera previdenziale adottando tutti quei provvedimenti e tutte quelle misuro tecniche che da tempo erano note? Perché, in riferimento alla profonda crisi finanziaria e alla discarica sopra menzionata, si è stipulato un contratto di smaltimento COR con la società RIOA Ambiente che tutto è tranne che vantaggioso e che costringe, al fine di continu i costi, ad abbreviare i tempi necessari agli interventi di manutenzione sempre più frequenti dovuti a fermale accidentali che "travolgono" gli impianti di termovalorizzazione? Perché i fornitori tendono sempre di più a non avere rapporti con I' azienda e per di più a ricorrere ad Ingiunzioni di pagamento? Perché nel termovalorizzatori non vengono effettuate quelle manutenzioni ordinarle necessarie a tutelare la vita degli impianti e degli stessi lavoratori che vi operano? Perché ogni qualvolta che si verifica un'interruzione di produzione degli Impianti si cercano sempre le "streghe da mettere al rogo" e non ci si assume mai la responsabilità, ammettendo che se non si garantiscono quelle minime attenzioni manutentivi i fermi impianti aumenteranno sempre di più fino ad arrivare alla morte naturale degli stessi? Perché non si è stati in grado di organizzare l'entrata di una nuova ditta di manutenzione per l'impianto dì termovalorizzazione per renderla da subito operativa con il risultato che rimpianto accidentalmente si è fermato e ancora non è ripartito? Quanti soldi abbiamo buttato? Infatti nel corso dell'ultimo anno la gestione scellerata dei fornitori da parte dell'azienda, che scaturisce dalla poca conoscenza della materia trattata, ha messo costantemente a rischio la continuità della lavorazione a causa della mancanza di materie prime e di quei pezzi di ricambio che In molti casi sono progettati e costruiti su misura per I nostri impianti. Perché la parola revompìng - attività indispensabile all'efficiente funzionamento degli Impianti, e più volte sottolineata dalle OO.SS. - viene recepita come un'offesa da parte dell' amministrazione dell'azienda? Perché siamo costretti a rivolgerci alla Stampa nella speranza di avere quelle risposte a quei quesiti che da un bel po' sono stati rivolti all'amministrazione dell'azienda? Perché, nonostante i proclami dell'Amministratore di un anno e mezzo fa sulle sue capacità di riscossione, ancora non si riesce ad incassare puntualmente dai Comuni e dai conferitori di COR? Perchè la Regione Lazio, unica proprietaria della società Lazio Ambiente, non Interviene in nessun modo per dare risposte concrete alla situazione ormai allarmante e più volte denunciata sulla gestione operata dall'amministrazione in carica? Forse perché è comodo far passare il tempo, per poi giustificarsi dicendo: "io non ho responsabilità in tutto ciò"?

Beh non è così, ormai siamo abbastanza smaniati e consapevoli quanto questa situazione faccia comodo un po' a tutti, ma non dimentichiamoci clic sì sta giocando con il futuro di circa 500 famiglie pronte a dare battaglia per difendere il proprio posto di lavoro. ....e la cosa peggiore è che non sono percepibili scenari di miglioramento in quanto non ci sono prospettive concrete di intervento da parte della proprietà fino a che permarrà questa gestione.

Rappresentanza Sindacale Unitaria. Rappresentanza Sindacale Aziendale CGIL-OSI-UIL-UGl di Lazio Ambiente S.p.A.

(in foto la sede di Lazioambiente a Colleferro durante la manifestazione del 29 novembre)

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