Colleferro, tre sindaci ribadiscono la chiusura di Colle Fagiolara nel 2019, ma la gaffe di Calamita è troppo grossa

di Giancarlo Flavi Dalle minacce della querela ai comunicati congiunti per non smentire nulla, anzi per confermare  quanto da noi anticipato dopo aver letto il BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lazio) n. 30 del 13/04/2017 DIREZIONE...

DISCARICA-COLLE-FAGIOLARA

di Giancarlo Flavi

Dalle minacce della querela ai comunicati congiunti per non smentire nulla, anzi per confermare quanto da noi anticipato dopo aver letto il BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lazio) n. 30 del 13/04/2017 DIREZIONE RISORSE DIFESA DEL SUOLO E RIFIUTI:

Bollettino Regione Lazio

Deteminazione 4 Aprile 2017 n. GO4202 Lazio Ambiente Spa- Rinnovo Autorizzazione Integrata rilasciata con Decreto Commissariali n. 33 del 5 Aprile 2007 presentata ai sensi dell’art. 29- ostie del D.Igs 152/2006 e S.M.i. per l’impianto di discarica dei rifiuti non pericolosi situato nel comune di Colleferro ( RM) in località Colle Fagiolara” .

Se non basta questo a dimostrare che le bugie dei sindaci hanno le gambe corte, e non le nostre, e che stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi, perché si sono trovati spiazzati dalla nostra notizia con la quale abbiamo fatto notare l'anomalia, rimarcata anche dalle associazioni RETUVASA e CRC i giorni seguenti il nostro articolo, che la regione ha dovuto prorogare l'AIA fino al 2022 quando invece, a detta dei tre sindaci questa normalmente dal 2012, data di rilascio, ha una durata decennale. Quindi è facile chiedersi e so lo chiedono tutti gli abitanti della zona, nonostante le loro rassicurazioni dei tre primi cittadini cosa c'è sotto veramente? La discarica si potrebbe chiudere anche domani con un atto del sindaco di Colleferro ma allora perchè Sanna non lo fa? Perchè, ovviamente, ve lo diciamo noi che da 40 scriviamo di queste problematiche su questo territorio, entrerebbe in un tunnel senza ritorno che porterebbe allo scontro diretto con la Regione Lazio e quindi con il loro "amato" Zingaretti che proprio pochi giorni fa ha annunciato la sua ricandidatura a Presidente della Regione e quindi capite bene che cosi facendo scemerebbe il consenso elettorale.

La verità è che tra questi "giovani" amministratori la confusione regna sovrana e vi spieghiamo anche il perchè: subito dopo il nostro articolo l'assessore all'ambiente di Colleferro Calamita, sul suo profilo facebook, è arrivato a minacciare querele contro di noi (sempre la solita storia....ma a chi vogliono mettere paura), poi che succedde fanno un comunicato i tre sindaci, quindi anche Sanna il sindaco di Calamita, e le minacce delle querele sono scomparse e si parla solo di una nostra scarsa preparazione di base. Sembra essere tornati a scuola quando i professori rimprendono gli alunni. Visto che di fatto la loro nota che pubblichiamo integralmente qui sotto non smentisce e rettifica proprio nulla siamo noi, speriamo che a questo appello si uniscano i consigliere comunali di opposizione e non solo, a chiedere le dimissioni del giovane assessore Giulio Calamita che ha dimostrato, anche questa volta, che non basta studiare il compitino per fare bene il politico ma ci vuole una diplomazia e dei modi di fare che forse, ma ribadiamo forse, avrà tra 10 o 15 anni di amministrazione attiva e costante tra la gente.

Altra cosa fondamenatale ma può essere che questi "giovani" amministratori ancora non capiscono come funziona la comunicazione istituzionale? Ad un articolo pubblicato da una testata si chiede la rettiffica se le cose scritte, secondo loro, non sono veritiere e non si fa il comunicato a tutti. Ovviamente, se si sceglie la strada del comunicato, in questo, non si deve parlare dell'articolo in questione ma si debbono esporre le loro tesi senza prendersela con i giornalisti.

Fateci chiudere con una battuta...almeno per scrivere questo comunicato congiunto hanno dovuto "fare pace" Sanna ed Alfieri e non è cosa da poco. Vedete che la stampa non asservita a nessuno serve sempre?

Di seguito la nota dei sindaci di Colleferro Pierluigi Sanna, di Genazzano Fabio Ascenzi e di Paliano Domenico Alfieri: “Gli amministratori locali, già costretti ad amministrare situazioni complesse tra infinite difficoltà, si trovino fare i conti con alterazioni della realtà quasi totali. L’ultimo caso è quello del rinnovo dell’autorizzazione di esercizio della discarica.

Questi argomenti, spesso complessi, hanno bisogno di una buona preparazione di base per essere esposti in modo serio, corretto e credibile. Nell’articolo, oltre ad una serie di fantasiose ricostruzioni dei fatti che hanno caratterizzato gli amministratori tirati in ballo, non viene spiegato in alcun modo il senso dell’atto regionale in questione. Nel distorcere il senso dell’atto viene scritto che la discarica non chiuderà nel 2019 ma nel 2022. Raccontare così le cose è molto semplice, al punto che sembra un concetto realizzato a regola d’arte per passare il messaggio che gli amministratori del territorio non sono in grado di fare il loro lavoro. Peccato che le bugie abbiano le gambe corte.

Occorre spiegare che l’anno di scadenza dell’autorizzazione della discarica e quello della sua chiusura per il conferimento di rifiuti sono due cose ben diverse. ( Che significa allora Rinnovo scritto nel bollettino quindi già legge? ndr) Come abbiamo detto più volte e come è scritto nella legge di stabilità Regionale del 2017, art. 85, la chiusura della discarica è prevista per il 2019.

La notizia della chiusura al 2022 è un invenzione frutto dell’incapacità di leggere gli atti ufficiali. Infatti se si conoscesse la legge si saprebbe che queste autorizzazioni hanno durata decennale. L’ultima autorizzazione della discarica era scaduta nel 2012. Il gestore all’epoca aveva attivato tutte le procedure di rinnovo ed erano state anche condotte ben due conferenze dei servizi in data 31/1/2012 e 13/3/2012. Facendo un semplice conto matematico si capisce che l’autorizzazione è fino al 2022 perché dal 2012 l’autorizzazione ha durata decennale. Molto semplice da capire evidentemente difficile da spiegare.

Gli effetti dell’autorizzazione sono ovviamente ininfluenti sulla data di chiusura della discarica che è il 2019. Basta essere minimamente informati o, più facilmente, leggere l’atto per capire che l’autorizzazione in questione non regola solamente la gestione del sito fino al 2019, ma anche la fase di post-mortem che durerà almeno 20 anni dopo la conclusione dell’utilizzo del sito. Tali attività verranno autorizzate nell’ambito della medesima autorizzazione. Deve essere chiaro che il fatto che ci sarà un post-mortem della durata di 20 anni significherà avere anche la relativa autorizzazione di pari durata e che in quel momento la discarica risulterà chiusa. Tutto questo è scritto nell’atto in modo molto chiaro, ovviamente alcuni capiscono quello che vogliono e lo espongono in modo fuorviante per sollevare il solito inutile polverone.

Lo ribadiamo ancora:

  • la discarica chiude nel 2019;
  • per adesso i lavori sono regolamentati fino al 2022 ( 2 anni di gestione e 3 di post-mortem);
  • giocare con le paure dei nostri concittadini in questo modo è inaccettabile”.

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