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Vega rampa di lancio

Vega rampa di lancio

Colleferro, tutto pronto per il lancio 2015 del VEGA. In orbita il nuovo shuttle che rientrerà sulla terra

E’ arrivato il “go” per domani 10 febbraio al lancio di Vega, il primo del 2015. Il lanciatore spaziale europeo,  nato dalla tecnologia e dalla produzione italiana di Avio stabilimento di Colleferro ed ASI, Agenzia Spaziale Italiana,  al 65 % in...

E' arrivato il "go" per domani 10 febbraio al lancio di Vega, il primo del 2015. Il lanciatore spaziale europeo, nato dalla tecnologia e dalla produzione italiana di Avio stabilimento di Colleferro ed ASI, Agenzia Spaziale Italiana, al 65 % in ambito ESA, European Space Agency,

questa volta porterà nello spazio un veicolo speciale, che rientrerà da solo sulla Terra, planando a velocità ridotta. Si chiama IXV, che sta per "Intermediate eXperimental Vehicle", Veicolo Sperimentale Intermedio, e sarà il primo test di veicolo europeo a rientro atmosferico gestito dall'ESA con un notevole supporto dell'Italia che ne detiene la leadership attraverso l'ASI, Agenzia Spaziale Italiana, e partecipa come principale finanziatore, contribuendo a circa il 40% dell'attività di progetto.

La partenza avverrà ancora una volta dal Centro spaziale di Kourou, nella Guyana Francese. Da lì domani a bordo del lanciatore europeo Vega, il veicolo sperimentale IXV intraprenderà la sua missione, fino a raggiungere un'altezza di 320 km dalla Terra. Poi, una volta inserito nella sua traiettoria suborbitale, salirà fino ad una altitudine di 412 km per poi iniziare il rientro verso la Terra. Le prove sperimentali saranno alcune manovre di volo che l'IXV effettuerà e permetteranno di ridurre la velocità gradualmente in avvicinamento alla Terra: da velocità ipersonica a supersonica fino all'apertura dei paracadute che già a circa 30 km di altitudine consentiranno al veicolo un dolce atterraggio. La missione si concluderà entro un'ora e quaranta minuti circa dal lancio con il rientro nell'Oceano Pacifico. Per il corretto ammaraggio, il veicolo spaziale è corredato di un sistema, il "Descent System", che darà prova di mettere in funzione tre paracadute per decelerare e stabilizzare la velocità a livello supersonico, subsonico e principale e garantirne il corretto assetto. Al momento dello "splash down" l'IXV avrà una velocità prevista di 6 metri al secondo e resterà sulla superficie marina, messo in sicurezza da quattro galleggianti, finché sarà recuperato da una nave appositamente attrezzata.

"È la prima volta nella storia - ha dichiarato il Presidente dell'ASI, Prof Roberto Battiston - che un velivolo europeo effettua un rientro controllato e manovrato nell'atmosfera terrestre: IXV rappresenta un passo fondamentale per il futuro del trasporto spaziale e una conquista, sia per l'Italia sia per l'ESA. Con la missione IXV si avvia lo sviluppo di futuri veicoli di rientro riutilizzabili, destinati al volo orbitale e suborbitale, che vede l'Italia al primo posto in Europa, grazie ai contributi del sistema della ricerca, con il CIRA a Capua, e dell'industria nazionale, con Thales Alenia Space Italia a Torino, città nella quale dal centro di controllo di Altec si seguirà l'andamento della missione".

La missione del veicolo IXV permetterà di raccogliere dati scientifici, testare le nuove tecnologie di rientro e validarne gli approcci progettuali. I dati raccolti saranno fondamentali per la realizzazione dei futuri sistemi di rientro. Ormai riutilizzabili, i veicoli spaziali europei saranno destinati a svolgere diverse attività nello spazio, quali il recupero di detriti o il trasporto di rifornimenti e astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Come primo contraente e "system design authority" della missione di IXV, Thales Alenia Space Italia ha guidato e coordinato le attività di progettazione e realizzazione sia dal punto di vista tecnico sia di programma di missione per tutta una compagine di circa 40 aziende in tutta Europa, portando il progetto IXV fino al compimento della sperimentazione in volo.

L'ASI ha supportato il programma attraverso attività di assistenza tecnica, di sperimentazione in volo, della aerodinamica e aerotermodinamica e delle ulteriori operazioni di volo con il coinvolgimento del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), che ha inoltre guidato il "drop and recovery system test" testato per il rientro nel Mar Mediterraneo con il paracadute principale, i sistemi di galleggiamento e la sequenza del recupero.

Inoltre è stata messa a disposizione del progetto IXV la rete ASInet dell'ASI e il Centro di controllo ALTEC di Torino, che seguirà il veicolo IXV per tutta la durata della sua missione, anche coordinando le attività del segmento di terra, cioè il controllo dalle stazioni di Libreville nel Gabon e dal Centro Spaziale dell'ASI a Malindi in Kenya, oltre alla stazione navale che si occuperà del recupero del veicolo nell'Oceano Pacifico.

Silvana Stazzone

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