Martedì, 15 Giugno 2021
Roma

Colonna, fermato uomo di Zagarolo che aveva sparato ad un piede di un ragazzo

I Carabinieri della Stazione di Colonna hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 51enne di Zagarolo, già noto alle forze dell’ordine, che lo scorso giovedì, a seguito di un litigio scoppiato in un bar di Valle Martella, ha impugnato una...

I Carabinieri della Stazione di Colonna hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 51enne di Zagarolo, già noto alle forze dell'ordine, che lo scorso giovedì, a seguito di un litigio scoppiato in un bar di Valle Martella, ha impugnato una pistola e ha sparato tre colpi all'indirizzo di un 22enne, anch'egli con precedenti, ferendolo, fortunatamente, in modo non grave.

L'immediata attività di indagine dei Carabinieri ha permesso di ricostruire i momenti precedenti l'aggressione: i due, si erano incrociati casualmente nel bar ed avevano iniziato a discutere animatamente per vecchi attriti, al punto che per evitare conseguenze ulteriori alcuni degli avventori presenti li avevano fisicamente divisi.

Il 51enne si è allontanato con la propria auto, è tornato a casa, ha cambiato abbigliamento e, a bordo di un altro veicolo, è tornato nei pressi del bar.

Senza scendere dall'abitacolo, è riuscito ad attirare l'attenzione del suo contendente con il pretesto di voler chiarire la situazione una volta per tutte.

Il 22enne, curioso di capire cosa avesse ancora da dirgli, si è avvicinato all'auto ed è a quel punto che il 51enne gli ha puntato contro una pistola con cui ha esploso, in rapida successione, 3 colpi.

Solo fortunatamente i proiettili hanno ferito il ragazzo alle mani, poste istintivamente a protezione del corpo. Illese le altre persone presenti sul posto.

Subito dopo l'agguato, il 51enne si è velocemente dileguato a bordo del veicolo, facendo perdere le proprie tracce. I Carabinieri intervenuti subito dopo il fatto hanno visionato le telecamere di sorveglianza installate nella zona e ascoltato i numerosi testimoni, grazie ai quali è stato fin da subito possibile dare un nome e un volto all'autore. Dopo giorni di incessanti ricerche, il pregiudicato 51enne è stato rintracciato nella tarda serata di ieri.

Accusato di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, ora si trova nel carcere Regina Coeli.

FURTI D'AUTO SU COMMISSIONE - CARABINIERI ARRESTANO 5 PERSONE APPARTENENTI AD UN'ORGANIZZAZIONE CHE GESTIVA NEL QUARTIERE DI ROMA PRIMA PORTA- LABARO I FURTI DI AUTOVETTURE E IL SUCCESSIVO RICICLAGGIO.

Questa mattina, a conclusione di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, i Carabinieri della Compagnia Roma Cassia hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone, di cui una è stata tradotta in carcere e i restanti quattro agli arresti domiciliari, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di autovetture ed al riciclaggio.

L'attività investigativa, durata 3 mesi, ha permesso di:

- individuare un gruppo di soggetti, titolari e operai di ditte di autodemolizioni e ricambi operanti nella zona di Roma Prima Porta - Labaro, i quali, utilizzando i propri carri attrezzi, asportavano le autovetture parcheggiate in strada, del tipo e modello per le quali avevano ricevuto precisa richiesta e successivamente provvedevano, una volta trasportate presso le officine ubicate all'interno delle ditte di demolizione, al loro smontaggio;

- infliggere un ulteriore colpo al fenomeno del riciclaggio delle autovetture rubate e della rivendita, una volta smontate, dei pezzi di ricambi sul mercato nazionale ed estero.

L'attività d'indagine era stata avviata nel maggio del 2014, a riscontro di un aumento di denunce di furto di autovetture presentate presso la Stazione Carabinieri di Roma Prima Porta. Da un'analisi dei dati comunicati in sede di denuncia dai proprietari emergeva che le autovetture, prima di essere asportate, erano rimaste parcheggiate nello stesso luogo per almeno qualche giorno. Ciò lasciava intuire come ad operare fosse un gruppo criminale in grado di esercitare un'ottima attività di controllo del territorio. Pertanto, a fronte degli elementi acquisiti venivano predisposti appositi servizi di osservazione che consentivano di accertare la responsabilità degli indagati, i quali utilizzando un carro attrezzi provvedevano a recuperare le autovetture lungo le vie di Prima Porta e Labaro.

L'analisi complessiva degli elementi raccolti, anche attraverso attività tecniche, nonché mediante servizi di osservazione svolti con l'ausilio di sistemi GPS, ha consentito di acquisire elementi utili per comprendere le dinamiche del gruppo criminale e delineare così l'esistenza di una vera e propria organizzazione finalizzata al furto delle autovetture attraverso l'impiego di carri soccorso di proprietà di ditte operanti nel settore delle autodemolizioni e alla successiva vendita come ricambi dei pezzi delle auto rubate sia sul mercato nazionale che internazionale. All'interno della struttura dell'organizzazione, gerarchicamente ordinata, ciascun componente svolgeva dei compiti ben determinati:

- il "Capo", titolare delle società di autodemolizioni e ricambi, si occupava dell'organizzazione e della direzione dell'associazione, ricevendo gli ordinativi da parte dei clienti e diramando le disposizioni circa i veicoli da asportare;

- i "Selezionatori" si dedicavano allo svolgimento dei sopralluoghi propedeutici all'individuazione dei veicoli da asportare;

- i "Cacciatori" delle autovetture precedentemente individuate, a bordo dei carri soccorso, provvedevano alla materiale esecuzione del furto e al successivo trasporto presso le officina ubicate nei siti di autodemolizioni;

- i "Tagliatori" si occupavano delle smontaggio delle autovetture e del recupero delle parti meccaniche da immettere sul mercato dei pezzi di ricambio.

Durante le indagini i Carabinieri della Compagnia di Roma Cassia hanno arrestato in flagranza di reato 2 soggetti, deferito 4 persone in stato di libertà e sequestrato i carri soccorso utilizzati per commettere i furti.

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