Colonna, rifiuti; la fuga da Lazio Ambiente

Lo scorso 12 settembre grazie all'affidamento in house, approvato dal Consiglio comunale a fine luglio, e dopo l'inizio dei lavori di realizzazione del centro di raccolta, Valmontone segna una svolta importante nel campo dell'igiene urbana. Dopo...

Lo scorso 12 settembre grazie all'affidamento in house, approvato dal Consiglio comunale a fine luglio, e dopo l'inizio dei lavori di realizzazione del centro di raccolta, Valmontone segna una svolta importante nel campo dell'igiene urbana. Dopo aver pagato per anni 4 milioni di euro l'anno per un servizio di raccolta quasi mai all'altezza della situazione, da questa mattina il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti verrà gestito da una nuova ditta, la Ambiente e Territorio Spa di Ciampino, che consentirà a Valmontone di essere, finalmente, pulita come merita.

Dopo Valmontone anche a Colonna un cambio appalto con esuberi. L’ennesimo cambio appalto fra Lazio Ambiente e Ambiente & Territorio ha prodotto l’ennesimo risultato di una macchina di produzione di esuberi ad opera delle due aziende di igiene ambientale a capitale interamente pubblico, con la complicità dei comuni che si prestano a questo gioco al ribasso ottenendo in cambio trenta denari di sconto sul prezzo del servizio.

Le RSU della Lazio Ambiente aveva manifestano la propria preoccupazione per la situazione finanziaria della società e per le possibili ricadute negative sul servizio, sui lavoratori e sul patrimonio pubblico, e in questa occasione, associandosi alla FP CGIL ha sottoscritto una dichiarazione a verbale di denuncia della pericolosa operazione. Nel frattempo la Regione Lazio, dopo aver presentato un piano industriale, giudicato dalle OO.SS. assoltamene insufficiente, hanno operato una consultazione con i comuni del territorio di cui non si conoscono ufficialmente i risultati ed il cui effetto concreto è stato aggiungere altri due esuberi in seno a Lazio Ambientee. Il continuo rinvio della soluzione positiva delle difficoltà, con la conseguente incertezza, ha ormai generato un clima di sfiducia verso l’Assessorato all’Ambiente della Regione che ha disatteso un’altra volta gli impegni al confronto assunti nelle riunioni ufficiali.

La FP CGIL chiede alle forze politiche ed istituzionali del territorio di assumere una posizione nei confronti della Regione Lazio, del suo Presidente e dell’Assessore competente, affinché dia risposta alla richiesta di garanzie al territorio, sul fronte della sicurezza e dell’ottimizzazione del servizio, ai cittadini, per quanto attiene l’economicità e il calmieramento delle tariffe, anche attraverso la trasformazione della immondizia da problema in risorsa collettiva, all’ambiente con la messa in opera di iniziative, peraltro largamente già sperimentate, di gestione del ciclo dei rifiuti, e ai lavoratori e alle loro famiglie, attraverso la continuità occupazionale, su cui l’Assessore Buschini aveva già dato ampie assicurazioni e che viene di nuovo minacciata, e la garanzia di livelli adeguati di sicurezza sul lavoro e di vivibilità sul piano ambientale.

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