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Europa, On. Francesco De Angelis (pd): necessaria certezza normativa per favorire iniziative concrete e punti sull’economia digitale

"Pur apprezzando la dedizione con cui la Commissione europea si sta dando alla causa dell’Agenda Digitale, esiste un problema di certezza e coerenza normativa della legislazione europea che il Regolamento sul Single Digital Market

"Pur apprezzando la dedizione con cui la Commissione europea si sta dando alla causa dell'Agenda Digitale, esiste un problema di certezza e coerenza normativa della legislazione europea che il Regolamento sul Single Digital Market non aiuta a dipanare, tutt'altro". A dichiararlo è Francesco De Angelis, deputato europeo del Pd, intervenendo in aula a Strasburgo nella discussione sulla Relazione Trautmann.

"Considerando la crisi economica, il contesto sociale e il potenziale di tale settore in termini di crescita e creazione di posti di lavoro - continua De Angelis - la strategia dell´Unione europea per essere valida ed efficace deve assolutamente poggiarsi su un livello minimo di certezza normativa".

"Soltanto con un rilancio coerente e deciso di temi fondamentali quali la neutralità della rete, lo spettro-radio e l´abolizione del roaming - ha precisato l´eurodeputato - si riuscirà a garantire ai cittadini servizi migliori a prezzi più ragionevoli".

"I cittadini europei hanno oggi più che mai bisogno di percepire la concretezza del disegno europeo. Una concretezza - conclude De Angelis - che si sostanzia attraverso l'assunzione di iniziative tangibili quali, ad esempio, l'abolizione delle ingiustificate tariffe di roaming".

CONSIGLIO EUROPEO: DE ANGELIS (PD), EUROPA PUNTI DECISA SULL'ECONOMIA DIGITALE

"Il Consiglio europeo che si apre è di cruciale importanza per il futuro dell'Unione europea". Ha dichiarato Francesco De Angelis, deputato europeo del Pd, intervenendo in aula a Strasburgo nel corso del dibattito per la preparazione del Consiglio europeo del 24 e 25 ottobre.

"Non è un caso - ha precisato De Angelis - che il primo punto all'ordine del giorno sia il completamento del mercato unico digitale: ovvero del settore economico che da solo contribuisce alla metà del tasso di crescita della produttività europea. Per ogni due posti di lavoro persi con la crisi, cinque nuovi posti di lavoro sono creati dalla diffusione dell'economia digitale".

L'eurodeputato ha affermato "il confronto sul futuro del mercato digitale si concentri su quattro punti prioritari: completamento del mercato unico digitale (e dunque tra le altre cose anche l'abolizione completa delle tariffe di roaming); promozione delle infrastrutture digitali e del ruolo chiave delle amministrazioni nella diffusione di servizi digitali innovativi; incentivi ad investire nelle competenze digitali; sviluppo dei progetti a lungo termine, quali open data e cloud computing".

"L'economia digitale può rappresentare oggi uno dei principali motori per la crescita e l'occupazione, a condizione però che l'Europa e gli Stati membri la pongano al centro delle proprie politiche di sviluppo. Se correttamente implementata - conclude De Angelis - assicurerà un guadagno per il PIL europeo del 5% e la creazione di 4 milioni di posti di lavoro".

TESSERA PROFESSIONALE EUROPEA: PRIMO VERO STRUMENTO A SOSTEGNO DELLA MOBILITÀ PROFESSIONALE

"Se il traguardo della piena mobilità professionale è ancora lontano, con il voto di oggi abbiamo dato avvio a regole più chiare e semplici per il riconoscimento delle qualifiche professionali all'interno del Mercato unico". Lo dichiara l'eurodeputato Francesco De Angelis a margine della votazione con cui la plenaria di Strasburgo ha approvato il Rapporto Vergnaud sul riconoscimento delle qualifiche professionali nell'ambito del Sistema Informativo del Mercato Interno (IMI).

La revisione della Direttiva 2005/36/CE introduce la Tessera Professionale Europea. "Con questa soluzione pratica - commenta De Angelis - l'Ue accelera sul mutuo riconoscimento dei titoli professionali, che poi è la chiave per mettere i professionisti nella condizione di beneficiare dei vantaggi competitivi del Mercato unico".

"Per quanto riguarda le professioni non ancora soggette al riconoscimento automatico - continua l'eurodeputato - la nuova direttiva dispone che queste siano interessate da comuni percorsi di formazione e verifica, al fine di garantire il nesso tra incremento della mobilità e alto livello dei servizi".

"Semplificare è positivo - aggiunge l'esponente del Pd - ma ora dobbiamo rilanciare il dibattito sulla disciplina delle professioni non riconosciute, perché c'è il rischio che il divario tra professioni organizzate in albi e ordini, e nuove professioni strutturate in associazioni professionali si ampli, a tutto svantaggio della competitività dei nostri mercati".

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