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Fiuggi,  sabato 12 luglio a Libri al Borgo Petali di Sabbia di Santagati

Sabato 12 (ore 21,30, Giardino dell’Excelsior, Fiuggi Città) agli incontri culturali “Libri al Borgo” verrà presentato l’ultimo libro di Orazio Andrea Santagati “Petali di sabbia”. Si tratta di una raccolta di aforismi creati e messi insieme...

Sabato 12 (ore 21,30, Giardino dell'Excelsior, Fiuggi Città) agli incontri culturali "Libri al Borgo" verrà presentato l'ultimo libro di Orazio Andrea Santagati "Petali di sabbia". Si tratta di una raccolta di aforismi creati e messi insieme dall'autore del fortunato "L'amico del Fuhrer"

che l'anno scorso si è aggiudicato, per la sezione romanzo storico, il Premio FiuggiStoria. L'introduzione al volume porta la firma dello storico Pino Pelloni che illustra in sintesi la storia e il valore letterario dello "scritto breve". Partecipa all'incontro anche Antonietta Giannola, delegata palermitana della Fondazione Giuseppe Levi-Pelloni.

Filosofia, morale, usi e costumi, indecenze, difetti, maldicenze, pensieri in libertà, sentenze, fosforescenze minime, schegge, frantumi, fuochi fatui, barche capovolte ? e chi più ne sa più ne metta in fila. L'aforisma, assurto anche a genere letterario, è per dirla con Giovanni Papini "una verità detta in poche parole, epperò detta in modo da stupire più di una menzogna".

A quel che ci è dato sapere, la più antica raccolta di aforismi porta il nome del suo autore, il medico greco Ippocrate di Cos (460-377 a.e.v.), e si meritò numerosi fans nei secoli a venire. Il primo testo aforistico nel senso moderno della parola, può essere considerato, invece, i Colloqui con se stesso di Marco Aurelio.

E' da qui che possiamo far partire la moda letteraria dello scritto "breve" e sapido che andò conquistando, secolo dopo secolo, numerosi scrittori. Le chicche di saggezza di Montaigne (1580), le massime moralistiche dei signori La Rochefoucauld (1613-1680), La Bruyére (1645-1696) e Chamfort (1741-1794), i pensieri sulla condizione umana di Pascal (1623-1662). Per scendere, attraverso le settecentesche penne di Schlegel e Novalis, sino al filosofo Nietzsche che finisce col teorizzare l'aforisma come "genere letterario". Senza dimenticare lo Zibaldone del nostro sempre caro Giacomo Leopardi. Il Novecento con la sua modernità e le luci accecanti della Bella Epoque registrarono una sostanziosa diffusione degli aforismi. Ogni Paese sforna i suoi bravi autori mentre, finita la Grande Guerra, la follia umana apre la strada ai totalitarismi e ai genocidi. Chi non conosce le battute caustiche e malinconiche o impertinenti di Giovanni Papini, George Bernard Shaw, Umberto Saba, Emil Cioran, Karl Kraus, Giuseppe Prezzolini, Achille Campanile, Ardengo Soffici, Ramón Gómez de la Serna, Mino Maccari, Ennio Flaiano, Leo Longanesi, Alberto Arbasino, Gesualdo Bufalino? Dunque l'aforisma è coraggio della sintesi, minimalismo sintattico, riflessioni e giochi verbali, proclami alla gioia di vivere, una gran voglia di divertirsi. Anche Orazio Andrea Santagati con questo suo Petali di sabbia si iscrive a pieno titolo nella grande famiglia di quegli uomini di penna che hanno privilegiato l'aforisma come genere letterario e che, come Bufalino sostiene, sanno bene che"un aforisma benfatto sta tutto in otto parole". Ovvero, il senso della vita racchiuso in poche parole.

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