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Daniela Bianchi

Daniela Bianchi

Frosinone, Daniela Bianchi rinuncia al secondo mandato di presidente della fondazione Kambo

Consegnata la lettera di rinuncia al vescovo: ringrazio tutti, lasciando in eredita’ un ente che può tornare a programmare. Troppe sfide mi attendono in regione, con il rischio di rappresaglie sulla fondazione

Consegnata la lettera di rinuncia al vescovo: ringrazio tutti, lasciando in eredita' un ente che può tornare a programmare. Troppe sfide mi attendono in regione, con il rischio di rappresaglie sulla fondazione

-Questa mattina ho consegnato al vescovo la lettera in cui comunico la mia rinuncia ad accettare un nuovo mandato di presidente della Fondazione Kambo. -

-In realtà, - spiega Daniela Bianchi - già a luglio la decisione era stata anticipata al vescovo Spreafico e dallo stesso concordata. Questi mesi sono stati necessari per evitare contraccolpi negativi sul futuro della Fondazione, dando il tempo necessario per ridefinire il nuovo assetto gestionale.-

-Sono stati anni irripetibili e ricchi sotto il profilo umano e professionale, ma oltremodo impegnativi. Ricostruire dal nulla non è stato facile, a tratti logorante. Il mio primo ringraziamento va al Cda che in questi cinque anni ha condiviso con me una nuova fase della Fondazione Kambo: insieme, abbiamo ereditato un ente in estrema emergenza, che aveva perso il suo spirito originario. Non era più un punto di riferimento per la comunità locale e non riusciva ad essere da stimolo positivo al territorio, come invece è nello spirito di una fondazione di comunità. Oggi, grazie al lavoro di ricostruzione svolto in questi 5 anni, la Fondazione Kambo, forte della sua storia centenaria, può tornare a programmare, ad investire sul proprio futuro e su quello di bambini, donne e giovani della nostra provincia. -

-Certo, restano alcune difficoltà legate al passato ancora da risolvere, ma oggi consegno alla città un'istituzione rinnovata, solida e che potrà continuare a garantire lavoro per le tante persone che la animano, servizi di eccellenza alle nuove generazioni e progetti di sviluppo sostenibile a tutti i cittadini.

Siamo riusciti a ridare alla Fondazione Kambo un orizzonte, una visione e un ruolo centrale in una comunità che ha estremo bisogno di svegliarsi da un torpore che la attanaglia da troppi anni.

Risultati che non si sarebbero potuti raggiungere senza il sostegno e il lavoro delle insegnanti, di tutti i dipendenti della Fondazione, ognuno fondamentale nel nuovo corso, delle famiglie che hanno voluto credere in noi, dei fornitori e dei consulenti che ci hanno aiutato nella sfida. A tutti loro rivolgo un ringraziamento ancora più sentito, soprattutto per la fiducia incondizionata che hanno voluto accordarmi in questi cinque anni.

Naturalmente, il mio grazie va anche al vescovo Spreafico, che con coraggio ha scelto per la guida della Fondazione una figura laica, ma comunque vicina per valori e sensibilità al mondo cristiano. Un coraggio spero ripagato dai risultati.

E' stata una scelta sofferta- spiega Daniela Bianchi - ma necessaria. Dettata dall'impegnativo lavoro quale rappresentante della nostra provincia in seno al Consiglio della Regione Lazio.

Abbiamo tante sfide faticose da affrontare soprattutto per superare le resistenze e le inerzie negative che tengono questo territorio, ancora oggi, prigioniero di una cappa che spegne i migliori entusiasmi e le più fervide intelligenze.

Per raggiungere questo obiettivo, avrò bisogno di tutto il mio tempo e di tutte le energie di cui dispongo. E non ho intenzione di lasciare nulla di intentato. Anche se si tratta di toccare interessi e rendite di potere consolidate. Chi vorrà colpirmi per aver toccato questi interessi, per aver calpestato i piedi a chi non dovevo, magari con una rappresaglia, non avrà più la possibilità di farlo usando la Fondazione o le persone che ne fanno parte. Non voglio che questi "mezzucci" inquinino una risorsa così preziosa come la Fondazione Kambo.-

-Faccio i miei più sentiti auguri a chi diventerà il nuovo presidente della Fondazione che, ne sono certa, saprà raccogliere e capitalizzare al meglio quanto di buono fatto in questi anni. Nonostante questo mio addio, resterò sempre legata alla Fondazione e alle tante persone che in questi anni ho avuto modo di conoscere e apprezzare, e con le quali, insieme, abbiamo animato un sogno oggi sempre più vivido e reale: preparare il futuro, incidere sul cambiamento, essere una risorsa.-

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