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Juve, mani sul tricolore. Lazio brusco risveglio

La corazzata Juve spegne allo stadium di Torino la cavalcata vincente dei romani. La prima contro la seconda, ma la differenza tra le due squadre e' evidente. Cinica e decisa la truppa bianconera,

La corazzata Juve spegne allo stadium di Torino la cavalcata vincente dei romani.

La prima contro la seconda, ma la differenza tra le due squadre e' evidente. Cinica e decisa la truppa bianconera, bella e timida la Lazio. Prima Tevez e poi Bonucci nel primo tempo, rompono l'incantesimo dei romani e archiviano definitivamente la pratica scudetto.

LE SCELTE

Allegri attua un mini turnover. Fuori Lichtsteiner, Pereyra e Morata in vista di Monaco. Torna Pirlo e in attacco Matri fa coppia con Tevez.

Per Pioli torna titolare Cataldi, con Biglia e Lulic a centrocampo. Cana rileva l'infortunato De Vrij al centro della difesa. Candreva inizialmente si accomoda in panchina.

TEVEZ LETALE

Squadre raccolte in trenta metri. La Lazio parte bene, pressing alto ed aggressivo che impedisce le ripartenze juventine. I biancocelesti comandano il gioco, i zebrati coprono bene gli spazi e studiano gli avversari.

L'equilibrio è interrotto al 17' dall'apache che sfrutta al meglio la incerta affidabilità della coppia difensiva laziale. Vidal spizza di testa per Tevez, i movimenti dei due centrali non sincronizzati, lo tengono in posizione regolare. L'argentino si invola in area, brucia Basta in velocità e infila Marchetti con una rasoiata velenosa. Festeggia con il verso della gallina, remore di ricordi argentini.

Alla prima distrazione le aquile romane vengono punite. Quanto pesa l'assenza di De Vrij.

La Lazio prova a reagire e al 25' Klose ha al palla buona per impattare. Il suo tiro a due passi da Buffon viene deviato da Bonucci in scivolata.

I capitolini continuano con il loro atteggiamento propositivo. Grande possesso palla e baricentro alto che si rivela un boomerang quando al 28' Pirlo lancia Bonucci che parte in contropiede. Gli attaccati bianconeri si allargano, Cana e Mauricio non chiudono. Il difensore bianconero avanza tranquillamente e dal limite dell'area realizza con il destro.

Doppio vantaggio dei piemontesi che in pieno recupero sfiorano il tris con un colpo di testa di Evra di poco al lato.

JUVE SOLIDA

Nella ripresa la Juve cala i ritmi, controlla la gara con tranquillità, si compatta bene e dosa le forze in vista del return match con i francesi. Entra Candreva al posto di Braafheid, e Morata per Matri per i campioni d'Italia.

I romani giocano bene ma non potano mai seri pericoli a Buffon.

Ci prova Candreva su punizione, ma il Gigi nazionale si oppone con prontezza deviando in angolo. Felipe Anderson si danna l'anima per trovare la giocata, cambia spesso posizione, svaria da una fascia all'altra, ma gli spazi non ci sono.

All'89' viene giustamente espulso il giovane Cataldi per un brutto fallo da dietro su Tevez. Stesso trattamento con cui andava punito Marchisio nel primo tempo per un entrata altrettanto pericolosa. Nei minuti di recupero si accende la stella brasiliana, che impegna Buffon in una difficile parata.

Solo la matematica non consegna il tricolore ai zebrati. Per la truppa di Pioli un brusco risveglio, ma il campionato resta esaltante. Per i cugini c'è la possibilità del contro sorpasso. I laziali incrociano le dita e non solo. Roberto Mattei
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