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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Roma

Kourou, il VEGA torna nell’Universo. Ancora un successo per l’AVIO. Portata in orbita la sonda LISA Pathfinder

Solo qualche giorno fa siamo stati presenti all’inaugurazione dei nuovi cantieri presso lo stabilimento di Colleferro ed è di oggi la notizia dell’ennesimo successo per il VEGA, il lanciatore italiano dell’AVIO di Colleferro che questa mattina...

Solo qualche giorno fa siamo stati presenti all'inaugurazione dei nuovi cantieri presso lo stabilimento di Colleferro ed è di oggi la notizia dell'ennesimo successo per il VEGA, il lanciatore italiano dell'AVIO di Colleferro che questa mattina, con circa 24 ore di ritardo rispetto alla data prevista dopo il rinvio di ieri per problemi tecnici, ha portato in orbita la sonda LISA Pathfinder partendo dalla base di Kourou (Guiana Francese).

Il razzo VEGA è decollato alle 5.04 (ora italiana) - si legge sul sita della ASI (Agenzia spaziale italiana) - Circa sette minuti più tardi, dopo la separazione dei primi tre stadi, la prima accensione dell'ultimo segmento di Vega ha spinto LISA Pathfinder in un'orbita bassa, seguita da un'altra accensione che ha posizionato la sonda Lisa Pathfinder verso l'orbita di volo transitoria. La sonda si è separata dall'ultimo modulo del lanciatore Vega alle 6.49 ora italiana. Alle 7 e 14 circa la base dell'ASI di Malindi ha acquisito i dati della sonda e il lancio è stato finalmente dichiarato completato con successo. L'orbita di parcheggio transitoria è leggermente ellittica e ha il suo punto più vicino alla Terra a distanza di 200 km e quello più lontano a 1540 km. Nell'arco delle prossime dieci settimane, la sonda utilizzerà i suoi propulsori per raggiungere la posizione finale verso il 13 di febbraio ad una distanza dalla Terra di circa 1.5 milioni di chilometri in orbita intorno al primo punto di Lagrange, momento di equilibrio gravitazionale tra Sole e Terra.

La sonda, realizzata dall'ESA con il fondamentale contributo dell'ASI, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l'Università di Trento, ha un compito molto preciso ed ambizioso: aprire la strada alla costruzione di un vero e proprio osservatorio spaziale delle onde gravitazionali che dovrebbe essere pienamente compiuto entro il 2034 con il lancio della missione e-Lisa.

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