Roma

Labico, la replica degli ex componenti del consiglio d'istituto a Lombardo: "ma fin'ora dov'è stato?"

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Cari genitori, sicuramente ci conoscete da tempo, conoscete le nostre facce ed i nostri nomi ma soprattutto conoscete le nostre azioni e quindi non credo ci sia bisogno di ulteriori presentazioni. Abbiamo avuto modo di...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Cari genitori, sicuramente ci conoscete da tempo, conoscete le nostre facce ed i nostri nomi ma soprattutto conoscete le nostre azioni e quindi non credo ci sia bisogno di ulteriori presentazioni. Abbiamo avuto modo di leggere la lettera aperta del sig. Antonio Lombardo, unico genitore rimasto a rappresentare la categoria in seno al Consiglio d'istituto dopo le nostre dimissioni, e, dopo qualche secondo di perplessità, seguito poi da parecchi minuti di sconcerto, abbiamo realizzato che, sì, effettivamente quelle parole erano nero su bianco (virtuale) in una lettera indirizzata proprio a noi!

Abbiamo fatto passare qualche giorno, un po' per lasciar stemperare quello che nel frattempo era diventato disappunto, un po' perché crediamo nel rapporto schietto e sincero, basato sul confronto verbale che permette di crescere, e non nei comunicati a mezzo stampa che sembrano soltanto una serie di slogan a scopo pubblicitario. Francamente speravamo di incontrar il sig. Lombardo proprio per potergli trasmettere alcune delle nostre esperienze, come lui auspica, in quanto siamo ancora genitori (da questo non ci possiamo dimettere) e gradiremmo essere rappresentati, noi e le nostre convinzioni, da persone degne.

Invece nulla, nessun segno di presenza umana. E allora ci tocca rispondere con strumenti che non ci appartengono ma che, ahinoi, ci troviamo costretti ad utilizzare.

Forse il sig. Lombardo è stato temporaneamente colto da improvvisa amnesia, o forse lo ha rimosso dalla memoria, ma ci pare si sia candidato nella nostra stessa lista, e dunque con i nostri stessi obiettivi, perché non riusciamo proprio a giustificare quel tono e quei proclami da opposizione o da "io non c'ero e se c'ero dormivo". Anche se poi declama un programma che ricalca per filo e per segno quello di "Scuola e Partecipazione" (e ci credo!!! È proprio quello!!!).

Adesso chiede ai genitori un "contributo volontario" di carattere culturale, ma dov'era lui quando ci si riuniva per decidere il da farsi? Qual è stato il suo contributo nelle battaglie che abbiamo condotto? Con quale titolo può definire le nostre prese di posizione "litigi da condominio"?

Non si getta alle ortiche un anno (quando non sette) di lavoro solo perché non si va d'accordo. Si lascia un incarico, cosa più unica che rara in questo paese, perché viene a mancare il senso della presenza se dall'altra parte tale presenza non viene neanche avvertita, figuriamoci considerata.

Quella lettera, caro sig. Lombardo, andava indirizzata al Dirigente Scolastico, non a noi! Alla sig.ra Preside va spiegato che "?l'attenzione principale deve essere diretta soprattutto ai nostri figli e alla preziosa funzione educativa dell'insegnamento" perché a noi non ha dato ascolto. Alla sig.ra Preside giova ricordare che "?dobbiamo interagire al meglio con loro , e con la Scuola in generale, per dare maggiore autorevolezza (non autorità) agli stessi per lo svolgimento del loro corretto e prezioso compito?" perché lei ha distrutto quel clima di collaborazione produttiva che mai si era sperimentato in precedenza. Alla sig.ra Preside va fatto presente che "?il ruolo centrale dell'istruzione e dello studente all'interno della stessa Scuola?" è il motivo intrinseco dell'esistenza di insegnanti e Dirigenti Scolastici. Ed infine, quando afferma che "?riuscire a dare delle corrette linee d'indirizzo alla Scuola per la creazione di criteri di programmazione (??.) dovrebbe essere l'obiettivo principale di ogni genitore e, aggiungerei, anche di ogni cittadino" ci permettiamo di aggiungere sommessamente che quello è semplicemente il compito istituzionale di un Dirigente Scolastico.

Al sig. Lombardo vogliamo soltanto dire che noi, a Mandela, non ci siamo arrivati; ci siamo fermati a Castel Madama e non pretendiamo di cambiare il mondo ma soltanto che ognuno, nel ruolo che riveste, faccia il proprio compito ed abbia rispetto per quanto rappresentano gli altri.

Pertanto chiediamo al sig. Lombardo di fare molta attenzione e di essere consapevole del ruolo che si trova a ricoprire. Rappresentare i genitori significa ascoltare le loro voci e non fare il verso al Dirigente Scolastico; battersi per le stesse battaglie e non essere il sodale della Preside; avere obiettivi comuni e non reggere la coda della prof.ssa Druella; portare avanti le medesime idee e non liquidare l'intera vicenda delle dimissioni come liti fra comari. Ma soprattutto gli chiediamo di combattere per qualcosa di concreto contro il vuoto pneumatico ed il piattume voluto da quel fenomeno del Dirigente Scolastico.

E concludiamo con una battuta rubata a Mario Brega: "Antò, pensa che so fiji nostri!"

Cordialmente il giusto, le auguriamo buon lavoro.

Luciana Del Monte

Lia Biocca

Walter Bucci

Mauro Giannini

Lorenzo Granati

Luana Mariani

Cinzia Marrocco

Agostina Morini

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