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Marino, due giorni di celebrazioni per il 71° anniversario del bombardamento

La riapertura della Pro Loco dopo un anno e mezzo di lavori, l’inaugurazione del Museo Memorie di Guerra nei sotterranei di Palazzo Colonna e la celebrazione del 71esimo anniversario del bombardamento subito dalla città di Marino il 2 febbraio...

La riapertura della Pro Loco dopo un anno e mezzo di lavori, l'inaugurazione del Museo Memorie di Guerra nei sotterranei di Palazzo Colonna e la celebrazione del 71esimo anniversario del bombardamento subito dalla città di Marino il 2 febbraio 1944, la prima volta del sindaco Fabio Silvagni, eletto lo scorso 26 maggio.

DOMENICA 1 FEBBRAIO: APRE IL MUSEO MEMORIE DI GUERRA ALLA PRO LOCO - Alle ore 10,30 riaprirà dopo un anno e mezzo di chiusura dovuta alla ristrutturazione di Palazzo Colonna, la sede di Palazzo Colonna nei cui sotterranei il presidente Massimo Lauri ha allestito il Museo Memorie di Guerra che sarà inaugurato domani alla vigilia del 71esimo anniversario del bombardamento.

Il sindaco Fabio Silvagni e l'assessore alla Cultura, Arianna Esposito apriranno il primo gruppo di visitatori mentre all'esterno in largo Palazzo Colonna per l'intera giornata stazionerà una mostra di veicoli militari d'epoca con figuranti in collaborazione con l'Associazione

Highway Six di Colonna-Settore veicoli storici militari.

LUNEDI 2 FEBBRAIO: CORTEO AL MONUMENTO AI CADUTI CON LE SCUOLE - La giornata ricca di appuntamenti si aprirà alle 9,30 quando, da Palazzo Colonna, partirà il corteo cittadino, verso il Monumento ai Caduti e accompagnato dal Concerto Filarmonico "Enrico Ugolini" diretto dal maestro Carmine Scura, presenti il sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali, l'abate parroco della basilica di San Barnaba, monsignor Piertro Massari.

Alle 10 in piazzale degli Eroi il sindaco deporrà la corona d'alloro in memoria dei quattrocento marinesi morti sotto le bombe, sensibilizzando i cittadini e i numerosi studenti delle scuole che hanno aderito alla manifestazione.

Solenne l'appuntamento delle ore 11 quando il corteo si sposterà di nuovo sotto Palazzo Colonna dove il sindaco deporrà un'altra corona alla stele del "Cristo del Dolore e della Speranza" bassorilievo realizzato dal maestro Mario Gavotti nel lontano 1945 con un frammento delle macerie dei bombardamenti di Marino.

"Il messaggio che il maestro Gavotti con quest'opera ci lascia è la speranza che può rinascere persino dalla distruzione" dichiara l'assessore alla Cultura, Arianna Esposito.

"Marino era distrutta e grazie alla forza dei giovani di allora e al coraggio di uomini come Zaccaria Negroni, Aurelio Del Gobbo, primi sindaci dopo la Liberazione, e prima di loro gli eroi del Comitati di Liberazione la nostra città ha resistito e, assieme a Roma e a tutti gli altri comuni d'Italia, ha contribuito alla rinascita di una nazione democratica e aperta a tutti" conclude Esposito.

"Marino è una città ricca di storia e di tradizioni. E in questo primo "2 febbraio" da sindaco ho anche il piacere e l'onore di celebrare la riapertura della Pro Loco dopo un anno e mezzo di lavori" aggiunge il sindaco di Marino, Fabio Silvagni. "Si tratta di un luogo centrale per la conservazione della memoria che lo diventa ancor di più quando alla guida ci sono uomini appassionati come l'amico Massimo Lauri che ha allestito nei sotterranei della sede, che sono poi i sotterranei di Palazzo Colonna, un prezioso e significativo Museo delle Memorie di Guerra" prosegue Silvagni.

"E' con particolare emozione che oggi sono qui a salutare, per la prima volta da sindaco, il doloroso ma importantissimo anniversario del bombardamento di Marino" va avanti il primo cittadino.

"Settantuno anni sono trascorsi dal tragico 2 febbraio 1944, il giorno del bombardamento e l'Amministrazione comunale che dallo scorso 26 maggio ho l'onore di guidare, ha il dovere di ricordare. Lo dobbiamo ai quattrocento marinesi morti sotto le bombe, lo dobbiamo alle nuove generazioni che crescono e non hanno la fortuna che abbiamo avuto noi di avere i racconti diretti, le testimonianze" dice ancora Silvagni.

"Per questo - conclude - sono onorato di essere qui e di proseguire nel cammino del ricordo. D'altra parte una comunità che non conserva la memoria del proprio passato non può ambire a costruire un futuro degno di questo nome".

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