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Paolo Pizzo

Paolo Pizzo

Mentana, il campione mondiale Paolo Pizzo racconta la sua storia ai giovani atleti. Dal tumore alla medaglia d'oro nella spada

Paolo Pizzo un campione della scherma ma soprattutto un campione nella vita. Un esempio per tutti i nostri atleti che ieri hanno avuto modo di conoscerlo e sentire la sua commovente, ma allo stesso tempo, favolosa storia. La sua grave malattia non...

Paolo Pizzo un campione della scherma ma soprattutto un campione nella vita. Un esempio per tutti i nostri atleti che ieri hanno avuto modo di conoscerlo e sentire la sua commovente, ma allo stesso tempo, favolosa storia. La sua grave malattia non è stata un ostacolo ma uno stimolo per ricominciare...

Lui è Paolo Pizzo, schermidore italiano di Catania classe 1983, un curriculum da far invidia ai migliori atleti italiani. Per citare solo alcuni dei suoi successi: vincitore della medaglia d'oro al Campionato mondiale di scherma 2011, nella gara individuale del torneo di spada, ha partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012 dove nella gara individuale è giunto fino ai quarti di finale. Vince la medaglia di Argento agli Europei di scherma di Strasburgo 2014 nella gara individuale....

Ieri abbiamo avuto l'onore, insieme ai nostri ragazzi ed allievi della scherma, e la gratificazione personale di incontrare Paolo all'Ippocampo. Un CAMPIONE, perché è di questo che stiamo parlando, umile, solare e naturale, con tanta voglia di raccontare la sua storia al mondo intero. E noi dell'Ippocampo lo abbiamo intervistato per voi.

Ciao Paolo, quando è iniziata la tua carriera?

Ho iniziato a 7 anni nel 1990. Una passione per la scherma che mi ha tramandato mio padre. Mi ha portato un giorno a fare una prova in palestra e da lì me ne sono innamorato. In quel periodo frequentavo anche pallavolo ed il calcio (ero un portiere), ma da subito capii che la #scherma era il mio sport, quello che meglio esprimeva il mio concetto di sport individuale.

Come mai la scelta di essere oggi qui?

Ho un legame particolare con il Life e l'Ippocampo Sport Life. Ho lavorato per un periodo proprio in questa struttura, apprezzandone la crescita e la qualità. Non è facile trovare una struttura del genere in periferia. Oggi sono qui perché voglio trasferire ai più giovani la mia passione per questo sport e raccontare la mia storia a loro, per far si che possa essere un esempio per tutti.

Cosa ti è successo ?

Ne parlo ancora con molta commozione e stupore anche a distanza di un pò di anni, ma credo che sia giusto che tutti sappiano quello che mi è successo. All'età di 13 anni, nel pieno della maturità umana e sportiva, inizio sempre più spesso ad accusare forti dolori alla testa. Mal di testa che si fa sempre più pesante, debilitante sia per la pratica sportiva che per il vissuto quotidiano. Inizialmente stavo male ma non ne parlavo con nessuno, solo mia sorella sapeva di questa strana condizione fisica. Quando poi la situazione stava lentamente degenerando ho avuto il coraggio di parlarne ai miei genitori. Da lì sono partiti i numerosi controlli e visite specialistiche. Fino a che all'età di 14 anni sono passato dalla pedana in palestra ad un lettino d'ospedale per essere operato a causa di un tumore al cervello. Dopo l'operazione e grazie ai medici che mi hanno curato è seguita una fase molto triste e dura per me. Una fase in cui sentivo il mondo crollare addosso, dove gli stimoli per andare avanti erano sempre minori, dove nemmeno lo sport e la scherma potevano risollevarmi. Sono stati giorni, settimane e mesi duri, di pianti e disperazione. Fino a che un giorno mio padre con grande coraggio mi ha dato la forza di rialzarmi, di superare questo bruttissimo momento e di accompagnarmi a vedere una gara di scherma. Da quel giorno è scattata di nuovo la scintilla, la determinazione di tornare in pedana, di strillare, di allenarmi e conquistare ciò che mi era stato tolto. Ed ora eccomi qui a raccontare questa esperienza a questi ragazzi.

La tua storia ci insegna a non mollare mai anche nei periodi più bui. Cosa ti senti di dire a tutti gli sportivi ed ai nostri ragazzi?

Che la mia esperienza deve insegnare molto. Io sono l'esempio che con lo sport, la determinazione e la passione si possono superare tutti gli ostacoli, anche quelli più brutti e difficili. Bisogna avere dei capisaldi ben precisi nella propria vita, persone di riferimento che possono aiutarti. A tutti i ragazzi consiglio sempre di rispettare i propri genitori, di seguire i loro consigli. Così come quelli del proprio maestro di scherma. Questo sport, come il #pentathlon in generale, si fonda sul rispetto del proprio maestro, una figura decisiva per la vita sportiva del ragazzo. Ancora oggi, nonostante alcuni meriti sportivi e vittorie conquistate, a 32 anni quando entro in palestra per gli allenamenti la prima cosa che faccio è chiedere al mio maestro qualche consiglio. Neo momenti più difficili della mia vita, ho consegnato il cuore ai miei genitori, li ho seguiti ogni volta che avevano qualcosa da dirmi. Insieme a loro e con l'aiuto dello sport ho superato tutto ed ora eccomi qui a raccontarvi questa storia. Lo sport è una palestra di vita e io ne sono l'esempio.

Perché un ragazzo dovrebbe scegliere la scherma od il pentathlon?

E'normale che i ragazzi di oggi sono sempre più attratti dal calcio, dal basket, dalla pallavolo o da sport che hanno una forte rilevanza mediatica. Specialmente nelle periferie o nelle piccole realtà è sempre più difficile trovare ragazzi appassionati agli sport individuali come possono essere la scherma ed il pentathlon. Ecco perchè voi dovete essere orgogliosi di questa scelta, dovete sentirvi fortunati a praticare questo splendido sport perchè vi rende unici e determinati come non mai.

E'stata una giornata dalle grandi emozioni, un esempio di vita per tutti noi. Grazie PAOLO.

(Intervista e foto di Comunicazione Ippocampo Sport Life)

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