Monterotondo, Emergenza rifiuti a Roma: “Le soluzioni siano di sistema, non sulla pelle dell’hinterland romano”

“Individuazione delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti”. E’ l’oggetto della missiva, corredata da tavole ed elaborati tecnici, inviata dal dipartimento “Tutela e

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“Individuazione delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti”. E’ l’oggetto della missiva, corredata da tavole ed elaborati tecnici, inviata dal dipartimento “Tutela e

valorizzazione ambientale” della Città metropolitana di Roma Capitale ai sindaci dei territori, nella quale vengono individuate aree idonee o non idonee per il posizionamento di impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti nell’hinterland romano. Tra le idonee, Città metropolitana inserisce anche aree comprese nel territorio comunale di Monterotondo. I Comuni hanno ora sessanta giorni per inviare al Dipartimento le loro osservazioni tecniche.

«Non è il momento di alimentare polemiche o allarmismi - afferma il sindaco Mauro Alessandri - al momento la Città metropolitana ci chiede di esporre le nostre osservazioni agli elaborati inviati, quindi di rispondere ad un obbligo di legge che rispetteremo nei tempi indicati. Allo stesso tempo ribadiamo quella che è la nostra posizione sulla questione rifiuti: non si può e non si deve rispondere ad una emergenza creando un’altra emergenza, le risposte devono essere di sistema, l’hinterland non deve essere costretto a vivere nell’allarme continuo di dover ospitare i rifiuti indifferenziati prodotti a Roma».

Calma ma anche massima attenzione, quindi, rispetto a possibili evoluzioni della questione, soprattutto considerando l’inasprimento delle proporzioni che l’emergenza rifiuti sta assumendo all’interno del territorio comunale romano.

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«Poiché è innegabile che il problema dell’emergenza romana esiste e potrebbe intensificarsi - conclude Alessandri - una cosa deve essere chiara: non permetteremo, come già fatto nel recente passato, che questo sia risolto sulla nostra pelle, a danno della nostra comunità».

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