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Bandiere selva

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Paliano, bandiere rosse "occupano" la Selva e si accendono fuochi con i resti del Ristorante i Camini

Le bandiere rosse “occupano” il Parco Monumento Naturale della Selva di Paliano ed intanto si accendono i fuochi con quello che resta dell’ex ristorante il laghetto. Questo quanto di brutto accaduto nei due giorni di festa del 25 e 26 aprile...

Le bandiere rosse "occupano" il Parco Monumento Naturale della Selva di Paliano ed intanto si accendono i fuochi con quello che resta dell'ex ristorante il laghetto. Questo quanto di brutto accaduto nei due giorni di festa del 25 e 26 aprile scorsi.

Ma veniamo alla bandiere rosse. Nel pomeriggio di sabato scorso scorso i giovani del PD avevano organizzato una kermesse canora per celebrare il loro 25 Aprile ma che alla fine comparissero nel piccolo anfiteatro all'interno del parco delle bandiere rosse (dei vari partiti della sinistra come si vede nelle foto qui in basso) nessuno se lo aspettava e questa cosa ha indignato e non poco molti cittadini palianese in quanto mai in passato il Principe Ruffo aveva permesso di politicizzare la Selva.

Bandiere come un segno di "occupazione", è stato un brutto segnale politico, anche perché più di qualcuno si è domandato: erano stati autorizzati costoro e se li hanno autorizzati chi lo ha fatto? Noi non vogliamo credere che sia stato il Sindaco (presente in prima fila). Lo stesso che non ha autorizzato l'esposizione dei prodotti tipici locali.

Intanto, come dice un vecchio adagio: Quando non c'è il gatto il topo balla ed addirittura abbiamo scoperto all'interno dell'ex Parco Uccelli due fuochi accessi nei prati, uno addirittura con le canale de tetto presi dal tetto dell'ex ristorante il Laghetto che fa sempre più pena vederlo in questo degrado. Quanta economia ha generato in passato e quanta ne può proporre per il futuro. L'ex parco Uccelli è in affitto alla Regione da parte del Tribunale di Frosinone e si aspetta invano che tutto possa ripartire con la Regione che, ribadiamo ancora una volta, non ha presentato nessuna richiesta, non solo all'Europa, ma neanche ai canali italiani. La regione ha tolto lo straordinario ai dipendenti e così nei momenti di maggiore afflusso turistico il parco è privo di controlli ed ognuno si sente libero di fare quello che vuole all'interno. Questa è la Regione Lazio che invece di creare economia la blocca. Se poi aggiungiamo a questo anche l'inciviltà di certe persone si può capire sta bene la situazione. Chi sarà capace di prendere provvedimenti?

Giancarlo Flavi

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