Patrica,  conclusa l’amministrazione targata Caprara-Belli

Nella mattinata di mercoledì 23 luglio, dinanzi all’Autorità notarile del Dr. Piacitelli si sono riuniti sei Consiglieri di Patrica che con un atto congiunto hanno rassegnato le loro dimissioni definendole “immediate, irrevocabili e contestuali”.

Denise Caprara

Nella mattinata di mercoledì 23 luglio, dinanzi all’Autorità notarile del Dr. Piacitelli si sono riuniti sei Consiglieri di Patrica che con un atto congiunto hanno rassegnato le loro dimissioni definendole “immediate, irrevocabili e contestuali”.

Tale atto di fatto scioglie il Consiglio Comunale di Patrica e conclude l’amministrazione targata Caprara-Belli in carica dal 2011.

I firmatari del documento sono i tre della minoranza iniziale, Guerrieri Mirco, Fiordalisio Lucio e Persi Daniele e i tre che successivamente hanno deciso di passare con l’opposizione: Evangelista Elvidio, Palmegiani Enrico e Gatti Angelo.

Era da qualche settimana che il Paese Lepino non aveva più una guida e una maggioranza in Consiglio, negli anni passati c’erano già stati confronti accesi tra i membri della maggioranza con il Sindaco che più volte è stato costretta ad azzerare le deleghe e ad rimescolare le carte. Ma con il tentativo di adozione del Piano Regolatore poi bocciato in Consiglio la situazione è precipitata e la frattura è divenuta nelle ultime ore insanabile.

Un epilogo inevitabile e necessario commentano gli ormai ex Consiglieri che puntano il dito contro la coppia Caprara-Belli colpevole a loro dire di un atteggiamento da sempre ostruzionistico e accentratore finalizzato solo ed esclusivamente al loro unico tornaconto elettorale.

“Preferiamo azzerare e togliere il potere a chi in questi anni, non ha mai amministrato secondo la finalità che tutti dovrebbero perseguire, cioè l’interesse dei cittadini. Dopo che la notizia si è diffusa, abbiamo ricevuto tante chiamate di conforto e stima per aver liberato Patrica da un gruppo di persone che in questi anni ha trasformato il Paese in una veduta senza orizzonti. Un sistema decisionale chiuso a pochi intimi e mai partecipativo verso gli stessi amministratori, verso le minoranze, associazioni e cittadini tutti”

PD PATRICA

“Con la presentazione delle firme di sfiducia si è messo finalmente il punto sull’amministrazione Caprara.

Oltre a ringraziare tutti coloro che si sono adoperati affinchè tutto questo fosse possibile,vorrei ringraziare personalmente il nostro rappresentante nei banchi del consiglio comunale ormai sciolto: Lucio Fiordalisio, ritengo che il suo lavoro sia stato perfetto,sempre attento alle problematiche dei cittadini e sempre pronto a denunciare i misfatti di un’amministrazione sotto tutti gli aspetti fallimentare. Penso che a partire da oggi dobbiamo iniziare la stesura di un programma che sia condivisibile ma soprattutto fattibile. Le precedenti amministrazioni targate “Belli-Caprara” hanno solo collezionato una serie infinita di figuracce, in ultima quella sul Piano regolatore. Noi dobbiamo cambiare pagina: partire dalla consapevolezza che la politica è cambiata e la gente non premia più chi non produce risultati; allo stesso tempo capire che le lotte ideologiche sono superate: bisogna mettere da parte le bandiere ed avere un obiettivo comune, cioè rendere Patrica un paese che non sia frammentato da continue discussioni, ma un paese che faccia della comunità il suo punto di forza. Puntare fortemente sulle idee e non sulle ideologie. A Patrica tutto questo adesso si può. Da oggi per noi inizia una fase delicatissima dove l’unione di intenti e il buon senso devono prevalere sulle lotte ideologiche in modo da creare una sinergia più ampia possibile per il bene del paese”.

ANDREA SAVONE – Segretario PD Patrica

BELLI, GIORNO TRISTE PER LA CITTÀ

Dopo il deposito delle firme con cui è stata sfiduciata Denise Caprara, l’ex sindaco Stefano Belli ha commentato:

“E’ un giorno triste per Patrica. Un giorno triste per tutti i cittadini che hanno visto tradito il mandato elettorale che, attraverso una legittima consultazione elettorale, avevano liberamente espresso.

Ora aspettiamo l’arrivo del commissario che guiderà il Comune fino alle elezioni, ma nel frattempo le prime conseguenze le pagheranno proprio i Patricani. E mi spiego: è ben noto come in tutti i Comuni commissariati c’è la tendenza ad alzare le imposte (anche se, per fortuna, il nostro Comune ha i conti in ordine); si bloccherà ogni attività, a cominciare dai festeggiamenti estivi e di San Rocco perché è evidente che ogni iniziativa (con relativi costi) ora dovrà avere il nulla-osta dal Commissario; si fermerà ogni progetto e lavoro in cantiere programmato per i prossimi mesi e via di questo passo…..

E tutto questo per avidi, e bramosi, tornaconti personali di chi ha guidato questa sfiducia.

Sarà il tempo (spero a breve) a dirci quali sono stati i “veri” motivi della crisi. Io, in verità, ho molti dubbi (diciamo quasi certezze) che prima o poi qualcuno di loro avrà vantaggi personali ( o di altro genere…) . Lascio a voi, cari cittadini, intuire il resto.

Hanno accusato il sindaco Denise Caprara di non averli consultati sul Piano Regolatore: non ho mai sentito una falsità più grande, visto che sia come consiglieri (alcuni) che come assessori (altri) l’hanno visto e rivisto mille volte. Altrimenti mi spiegate cosa hanno fatto, in tutti questi anni, mentre si aggiravano nelle stanze del Comune?

Anzi, proprio pochissimi giorni fa, abbiamo detto loro che eravamo pronti a rivedere il Piano regolatore (ovviamente assieme ai tecnici) per soddisfare tutte le loro osservazioni (ossia accettando persino modifiche del 60 per cento, come da me proposto) .

Ebbene, hanno risposto picche pure a questo.

E questa non è che l’ennesima dimostrazione di come, i veri motivi della crisi, siano solo puramente personali ed egoistici.

Ora ho anche letto che il consigliere regionale Buschini (Pd) ha lavorato (anche lui) per far cadere il sindaco: cosa significa tutto ciò?

Significa che il destino dei cittadini patricani non viene più deciso dal popolo, bensì dalle segreterie dei partiti. Patrica è diventata oggetto delle mire di potere che il Pd ha sempre avuto. Calpestando quelle che sono le aspettative di una popolazione che, liberamente, aveva scelto i suoi rappresentanti.

Mi dispiace, ma a questo “scippo” io non ci sto.

Avevo deciso di star lontano dagli impegni politici e dedicarmi alla mia famiglia.

Ma nelle ultime ore centinaia e centinaia di amici mi stanno spingendo a rimettermi in campo in prima persona per non abbandonare il nostro caro Paese alle mire delle segreterie dei partiti. Ed ora sto seriamente riflettendo.

Perché è contro i miei principi lasciare che altri calpestino la volontà dei miei concittadini.

Infine sono certo, che alla fine della prossima, dura campagna elettorale, saranno gli stessi cittadini a rispedire a casa chi, oggi, ha tradito la volontà democratica del Paese.

Un minestrone politico tra qualche esponente di sinistra e di destra, li porterà nuovamente al suicidio politico.

Ma sono certo che i cittadini di Patrica sono più che intelligenti per non cadere nella trappola di chi li vuole ingannare con mezzucci e soprusi”.

Stefano Belli

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