Venerdì, 25 Giugno 2021
Roma

Piglio, parrocchie senza preti e conventi senza frati

La chiesa sta pagando la scelta dell’isolamento  o il troppo consumismo ? Sembra proprio così.! La Ciociaria, una terra ricca di chiese, di santuari e di conventi sta diventando sempre di più povera di religiosi per il crollo delle vocazioni:

Grotta del Beato Andrea nei pressi del convento di San Lorenzo

La chiesa sta pagando la scelta dell'isolamento o il troppo consumismo ? Sembra proprio così.! La Ciociaria, una terra ricca di chiese, di santuari e di conventi sta diventando sempre di più povera di religiosi per il crollo delle vocazioni:

il numero dei parroci è diminuito sensibilmente negli ultimi quindici anni e le previsioni per il futuro non sono rosee. "Di questo passo, aveva detto Mons. Luigi Belloli, nel 1999, prima di lasciare la diocesi di Anagni-Alatri, la chiesa sarà di battezzati e non di preti e di frati.

Il bilancio tra preti scomparsi e nuovi sacerdoti rimane fortemente passivo e quello che più preoccupa è l'età media dei nostri parroci, che si aggira sui sessant'anni. La vera emergenza la vivremo alle soglie del 2015 quando un prete non potrà più limitarsi a coltivare il proprio orticello ma dovrà seguire più parrocchie. Intanto, in attesa che la crisi delle tonache si ridimensioni, la Chiesa chiede aiuto ai laici: catechisti, insegnanti di religione, diaconi, volontari. Saranno loro, aveva profetizzato Belloli, la nostra speranza per aiutare i preti a gestire contemporaneamente più parrocchie".

Parole profetiche e sante quelle dette da Mons. Belloli nel 1999!

Dal 2 Dicembre 2007, infatti, con l'uscita dei padri oblati dalla parrocchia degli Altipiani di Arcinazzo, il Vescovo della Diocesi di Anagni e Alatri, Lorenzo Loppa, ha nominato reggente don Alberto Ponzi, già parroco di Vallepietra, di Trevi nel Lazio e di Altipiani di Arcinazzo, coadiuvato da padre Mario Fucà mentre a Filettino il parroco è don Alessandro Alessandri ormai alle soglie dei 100 anni.

Chi ne risentirà di più di questo stato di cose sarà la popolazione, soprattutto quella giovanile. Non basta l'oratorio, le attività delle associazioni e delle confraternite a rivitalizzare un mondo cattolico mai sceso così in basso in fatto di iniziative.

Il nuovo modo di vivere, le tante e complesse problematiche di cui sono caricati i giovani, impongono la presenza costante, giornaliera del sacerdote quale punto di riferimento, sicuro, ancoraggio delle tante attese della gente.

Ma se la Chiesa non rivede la politica per una forte spinta alla vocazione con un rinnovo totale della funzione dei Seminari vescovili si andrà sempre più in basso.

Al giorno d'oggi essere conservatori anche nel Clero significa inaridire una Missione.

Giorgio Alessandro Pacetti

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