Cave, Astengo replica a Cave Amica sulla vicenda del finanziamento di 5mila euro

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: La pubblicazione del testo “La verità di Cave Amica” che ancora una volta impropriamente tira in ballo (se lo fa, come direbbero loro … ), il mio nome, è chiaramente una provocazione.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: La pubblicazione del testo “La verità di Cave Amica” che ancora una volta impropriamente tira in ballo (se lo fa, come direbbero loro … ), il mio nome, è chiaramente una provocazione.

Essa però consente di volgere al positivo una volontà pervicacemente diffamante con una riflessione che consenta a chi legge di alzare lo sguardo oltre la miseria fangosa di fatti volutamente portati a quel livello. Tutta la vita di relazione, su qualsiasi piano essa avvenga, è fatta di incontri. Chi capisce il significato ed il valore della parola “incontro”sa che, nell’incontro di due sguardi, se non obliqui, si ha la possibilità di incontrare, nell’altro, il lato migliore e di farlo crescere dentro di se, anche in vista dell’incontro con il Sé. E questo incontro con il Sé non è un altro problema, ma “il” problema. Infatti chi cerca nell’altro il lato migliore, consapevole anche di quelli meno onorevoli, lo fa per crescere in umanità. Questo è l’incontro fecondante, quello degli uomini di buona volontà. Quello di coloro che non vogliono omologare gli altri alla propria cultura, ma piuttosto aprirsi al progetto di crescere insieme. Prendiamo, ad esempio un “incontro” ancora tutto da metabolizzare per molti: quello tra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini. Per i trinariciuti la domanda era: ma come si permette un antifascista (seppur mal digerito perché diverso …) di incontrare un appestato fascista come Ezra Pound? La storia, ancor oggi falsificata e mediaticamente occultata, dei portati di tale incontro, la sanno tutti e, sia detto tra parentesi, è anche la ragione della mia uscita da Cave Amica nel settembre del 2013 e fu la causa prima, tirando in ballo problematiche vecchie e note, di una raffica di comunicati di un provvedimento di “radiazione”emesso senza contestazione d’addebito e poi trasformato, ma senza comunicati a raffica, dall’Assemblea di C.A. in “sospensione”... Ma torniamo all’aria pura, cioè all’incontro tra due poeti indiscussi: uno talmente grande ed innovativo a livello planetario da consentire alla sua opera di sopravvivere alle scelte dell’uomo e l’altro, umanissimo, che ha portato il linguaggio poetico a livello planetario anche nel regno dell’immagine in movimento. Per i trinariciuti, politicamente (!?), il problema si risolveva facendo rimarcare la forza della loro cultura capace di confrontarsi anche con gli appestati. Mostrando così una presunzione ed un’ignoranza sino ad allora ben mascherate. Ed ancora oggi c’è chi fa fatica a riconoscere l’enorme valenza dell’umiltà e dell’amore che Pound mostrò, verso il Sé, incontrando Pasolini, sguardo nello sguardo, parola “con “ parola. E non “contro”! Detto ciò mi permetto di portare la riflessione sull’altro lato della luna: quello oscuro, quello di coloro che per loro problemi caratteriali, l’incontro lo vivono sempre e solo come occasione per uscire vincenti da uno “scontro” (infame perché noto solo a loro) e poter aggiungere un altro scalpo alla loro collezione… E poter dire al proprio sé: “Io” sono il migliore ! Questo è uno tra i problemi più grandi della vita politica italiana: come per Fiorito, l’ego a palla, punta alla propria crescita smisurata in “voti”, anziché in umanità, cultura e solidarietà. Anzi! Una perversa volontà masochistica, tanto diffamante quanto inconsapevole ( è l’unica attenuante) in cui l’Ego crede di poter fare a meno del Sé, tradisce il bene comune e poi, magari, nemmeno li prende i voti! Ed anziché poter dire: io ho la supremazia perché sono oggettivamente migliore di te, ma insieme a te, dice: io sono migliore perché tu sei peggiore e farò di tutto per dimostrarlo, compreso occultare, falsificare e persino strumentalizzare la Magistratura ai miei fini, ed annullarti. Queste scorrettezze sono e rimangono problemi di chi le pratica. Non miei. Per l’ ”Assemblea” di C.A. e le sue “verità” resterebbero molte domande che le persone intelligenti saprebbero porsi. Ma di ciò di cui non si può propriamente parlare, come diceva Wittgenstein, è meglio tacere, soprattutto quando la parte fecondante dell’incontro è stata fatta fallire dalla parte diffamante.

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Emanuele Astengo

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