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Cave, prime ipotesi sulla morte di Marco. Suicidio per amore?

"nella vita c'è chi cresce prima......e chi cresce dopo......e chi tardi....eccome!.....chi per crescere deve prima sbattere la testa contro qualcosa che lo ferisca dentro...io che parlavo bene,io che davo

"nella vita c'è chi cresce prima......e chi cresce dopo......e chi tardi....eccome!.....chi per crescere deve prima sbattere la testa contro qualcosa che lo ferisca dentro...io che parlavo bene,io che davo

consigli, io che mi credevo il migliore e poi mi sono fatto fregare....chi nelle sue serate alcolizzate etc..parlava e non faceva caso a quello che diceva,nn ci pensava prima..nn ci dava peso......chi con tutta questa tecnologia può fregarti 2 volte,basta tagliare frasi dette.....o aggiungere frasi dette su altri....basta ri-registrare su altri dispositivi.....chi viveva in un suo mondo,in un suo sogno e non faceva caso alla realtà e quanto potrebbe essere brutta....chi diceva di amarti e invece ti stava vicino per fregarti....come disse un "grande amico":la donna può essere la gioia e la rovina di un uomo.....è vero....il maschio innamorato tanto..cambia.....si rincojonisce...non è più lui....è stato un bel gioco......ed io x voi, sono stato un gran giocatore".

Questa è la frase, l'ultimo segno lasciato su Facebook il 28 agosto scorso, dal giovane operatore ecologico di Ambiente Spa, Marco Giacchetta, il 25enne di Cave trovato morto intorno alle ore 12 di lunedì 21 settembre con il corpo già infase di decomposizione, nelle campagne della sua città tra San Bartolomeo e Colle Palme.

Giovedì scorso l'ultimo contatto con il padre, al quale aveva riferito che andava a mangiare una pizza con gli amici, cosa poi non fatta. Subito dopo qualcuno lo avrebbe sentito gridare proprio a Colle Palme " Non lo accetto piuttosto mi ammazzo da solo". Con chi stava parlando il ragazzo? I giorni seguenti si sono perse le sue tracce ed i genitori ne hanno denunciato la scomparsa ed i Carabinieri della Compagnia di Palestrina, insieme ai colleghi del reparto cinofilo di Firenze con il cane molecolare, con l'elicottero dell'Arma, con gli uomini della Forestale di Arcinazzo Romano, i ragazzi della Protezione Civile di Cave e Palestrina, hanno cominciato a cercarlo ed il cane sin da subito ha capito che dietro il cancello di quel terreno recintato alla fine di via Matteuzzo poteva esserci il povero Marco.

Quello lasciato scritto su Facebook è stato un annuncio premonitore di quanto gli è accaduto ? Lo dovranno stabilire le indagini che sta portando avanti il Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Palestrina, insieme ai colleghi di Cave, i quali stanno indagando a tutto campo ed attendono l'esame autoptico per capire meglio la dinamica della morte, anche se in queste ore avanza sempre più l'ipotesi del suicidio, in quanto il giovane sarebbe stato trovato con dei segni di taglio sui polsi ed in una pozza di sangue, ma per il momento, ripetiamo, sono solo ipotesi. Il medico Legale, giunto sul posto verso le prime ore del pomeriggio, si è preso i sessanta giorni per dare delle risposte concrete sulle cause del decesso. Di seguito sul luogo del ritrovamento è arrivato anche Padre Valter per la benedizione della salma e la Polizia Mortuaria che ha trasportato il cadavere del giovane a medicina legale di Tor Vergata, dove sarà effettuata l'autopsia. La salma è a disposizione del magistrato. Tanti i curiosi rimasti intrappolati all'inizio della strada in attesa per diverse ore prima di potersi recare sul luogo, sequestrato dai Carabinieri su disposizione del giudice di turno, dove è deceduto il ragazzo.

Il giorno dopo è il momento del dolore per i genitori e per le sorelle di Marco, è il momento in cui si cerca di dare una spiegazione al fatto che il ragazzo non c'è più. Una storia d'amore che si è chiusa in modo tragico? Oppure l'incomprensione giovanile sfociata in qualcosa di terribile alla base della morte di Marco? Oppure cos'altro?

Speriamo solo che gli inquirenti facciano chiarezza al più presto perche i familiari non meritano di rimanere con questo enorme dubbio per troppo tempo.

Giancarlo Flavi

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