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Regione, bando regionale ricerca/innovazione: de angelis (pd), al via nuova stagione fondi ue per il Lazio

“La Regione Lazio inaugura in tempi record la nuova stagione dei fondi europei 2014-2020 dedicati alla ricerca e all’innovazione dei modelli produttivi delle regioni europee”. Con queste parole l’eurodeputato Francesco De Angelis, membro della...

"La Regione Lazio inaugura in tempi record la nuova stagione dei fondi europei 2014-2020 dedicati alla ricerca e all'innovazione dei modelli produttivi delle regioni europee". Con queste parole l'eurodeputato Francesco De Angelis, membro della Commissione Industria del Parlamento europeo, ha commentato la pubblicazione da parte della Regione Lazio del bando per sostenere i processi di innovazione, ricerca e sviluppo del sistema produttivo regionale.

"A seguito del lavoro legislativo portato avanti in due anni di negoziati parlamentari a Bruxelles e nella Commissione europea - continua l'eurodeputato - il programma Orizzonte 2020 e' oggi realtà. Con questo strumento, l'Unione Europea dota le regioni di risorse cruciali per l'investimento nei poli tecnologici e nei partenariati tra Pmi, università, grandi imprese e centri di ricerca privati".

"Pur nelle ridimensionate condizioni dei nuovi bilanci pluriennali 2014-2020 dell'Unione europea - sottolinea De Angelis - come Parlamento europeo siamo riusciti ad ottenere il rinnovo integrale delle risorse destinate all'innovazione e alla ricerca nei territori". "In più - continua l'esponente del Pd - se a partire da questo periodo di programmazione i programmi di ricerca sono più semplici e leggibili, ciò e' dovuto al lavoro emendativo che ci ha visti impegnati per più di un anno al Parlamento europeo e nei negoziati trilaterali con la Commissione europea e il Consiglio".

"La spending review europea non tocca le politiche per l'innovazione e la ricerca - conclude il deputato - e l'inaugurazione della nuova programmazione Orizzonte 2020 della Regione Lazio e' la prova che con il buon governo dell'istituzione regionale, l'Europa diventa quella risorsa per i territori a cui noi da Bruxelles e in Italia abbiamo lavorato nel corso degli ultimi anni".

DE ANGELIS: "L'UCRAINA, LA RUSSIA E L'EUROPA: LA SICUREZZA ENERGETICA DEI NOSTRI TERRITORI SI DECIDE ORA"

L'eurodeputato Francesco De Angelis interviene sulla questione della Crimea di cui si parla in questi giorni: "Gli eventi internazionali suscitati dalla crisi ucraina hanno prepotentemente riproposto un clima da guerra fredda tra occidente e Mosca. La politica "alta" parla di uno scontro tra potenze e modelli sociali differenti. La politica "bassa", ma non per questo meno rilevante, parla anche di un conflitto tra interessi economici e commerciali. Con il congelamento dei rapporti tra Bruxelles e Mosca, per l'Europa si pone ora il tema di garantire sufficienti approvvigionamenti di energia per il consumo privato, la produzione industriale e i commerci, i servizi. L'UE dipende infatti dalle importazioni di energia russa, e dopo la dura presa di posizione di questi giorni dei leader europei e' ragionevole credere che gli accordi energetici UE-Russia verranno rivisti, e al ribasso. Questo è un problema, ma anche una opportunità per l'Europa, che proprio in questi mesi sta negoziando con l'amministrazione Obama un nuovo accordo di partnership industriale e commerciale. Grazie alle crescenti disponibilità energetiche in USA, oggi l'energia statunitense costa la metà di quella russa. Cambiare orizzonte energetico dopo che fino a qualche settimana fa la Germania definiva Putin attore cruciale di una "partnership moderna" non e' cosa facile, ne' scontata. Richiede una approfondita riflessione sul futuro strategico dell'Unione europea, che la crisi ucraina e l'aggressività russa hanno accelerato. Però è intanto necessario che l'Europa faccia pesare nei consessi internazionali la sua disponibilità di scelta, per negoziare e raggiungere accordi sempre più vantaggiosi. Infine, la governance dell'approvvigionamento energetico deve passare dai governi nazionali verso l'Unione europea. 28 negoziati separati delle singole delegazioni dei monopoli nazionali dell'energia (tanti quanti gli Stati membri dell'Unione europea) sono irragionevoli, e dovrebbero essere sostituiti da un singolo negoziato-quadro europeo, sotto una authority europea rappresentativa e trasparente, secondo il principio più volte ribadito dal Parlamento europeo che l'unita' fa la forza".

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