Regione, garante rifugiati Lazio; primo si in commissione. Carceri, diminuiscono i detenuti

La commissione Politiche sociali e Salute, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), ha terminato l'esame dell'articolato della proposta di legge n.87, di iniziativa della Giunta, mediante la quale si intende istituire nel Lazio il "Garante dei diritti dei...

La commissione Politiche sociali e Salute, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), ha terminato l'esame dell'articolato della proposta di legge n.87, di iniziativa della Giunta, mediante la quale si intende istituire nel Lazio il "Garante dei diritti dei rifugiati e delle persone bisognose di protezione internazionale o umanitaria".

Si tratta di una figura di supporto alle attività regionali di prima accoglienza, che non avrà alcun budget economico a disposizione, se non il supporto logistico degli uffici e la facoltà di visitare i centri di accoglienza, vigilando sull'applicazione e l'attuazione delle normative e delle convenzioni internazionali, nonché sulle attività delle strutture ricettive dedicate ai profughi, promuovendo la realizzazione dei progetti territoriali finalizzati a garantire servizi sociosanitari, di inserimento lavorativo e tutela legale

La proposta di legge, composta da 8 articoli di cui 7 approvati oggi all'unanimità, passa ora al vaglio della commissione Bilancio per l'esame delle disposizioni finanziarie.

Nel corso dell'esame del testo in Commissione sono passati all'unanimità 11 emendamenti - alcuni a firma del presidente Lena, altri del consigliere Devid Porrello (M5S) - tesi ad allargare la platea dei destinatari dell'azione del Garante e a rendere più trasparente e capillare l'attività di informazione e rendicontazione delle iniziative intraprese.

"La condivisione degli emendamenti - ha commentato Lena - dimostra ancora una volta che, di fronte ad argomenti di grande rilevanza, la buona politica sa sempre trovare la giusta sintesi per favorire il miglior percorso possibile a tutela dei più deboli. Inoltre - aggiunge il presidente - la Regione Lazio sarà la prima in Italia a istituire per legge una figura di riferimento per la difesa di tutte le persone che fuggono ogni giorno da miseria, fame e violenze di ogni tipo. E questo grazie al lavoro congiunto di tutti i gruppi consiliari".

Il Garante sarà nominato dal presidente della Regione (previo parere obbligatorio della commissione Politiche sociali), scelto tra persone che dispongono di particolare competenza nel settore della tutela dei diritti dei rifugiati e della protezione internazionale.

CARCERI:CALANO I DETENUTI NELLE CARCERI DEL LAZIO: IN DUE MESI PRESENZE DIMINUITE DI QUASI 250 UNITA’.

«In due mesi i detenuti presente nelle carceri del Lazio sono diminuiti di quasi 250 unità, un calo comunque insufficiente a garantire a contenere il fenomeno del sovraffollamento e a ripristinare condizioni minime di vivibilità all’interno degli istituti di pena. In questo modo il sistema è soggetto a continue tensioni e sofferenze». Lo dichiara, in una nota, il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni commentando i dati in base ai quali in poco meno di due mesi, i detenuti presenti nelle 14 carceri della regione sono passati dai 7.100 del 1 dicembre 2013, ai 6.856 attuali.

A livello nazionale, nelle 205 carceri italiane (con 47.709 posti disponibili) i detenuti sono ancora 61.502, oltre 2.500 in meno rispetto ai 64.084 censiti il 2 dicembre scorso. Il Lazio continua, però ad essere la terza regione italiana per numero di detenuti dopo Lombardia (8.697 reclusi) e Campania (7.977).

«Come avevamo preventivato - ha detto Marroni - gli effetti del decreto “svuotacarceri” varato dal governo Letta nei mesi scorsi sono purtroppo insufficienti ad affrontare in maniera radicale il problema del sovraffollamento. Il numero dei detenuti che cala è una buona notizia; il dato deludente è che i numeri sono di gran lunga al di sotto di quel che servirebbe. In Italia ci sono 61.500 detenuti a fronte di meno di 48.000 posti; non basta un calo di sole 2.500 unità per far respirare le carceri italiane. La realtà conferma, insomma, che le norme varate in questi anni dall’esecutivo - che per altro trovano un limite quasi insormontabile nei Tribunali di Sorveglianza, quasi paralizzati dalla mole di lavoro - rappresentano solo un palliativo, perché restano inalterati tutti i grandi nodi del sistema. Sulla carceri, l’Italia è ancora inadempiente rispetto alla sentenza della Corte di Giustizia Europea di un anno fa. Bisogna intervenire, con una profonda riforma del codice penale e del codice di procedura penale, sui nodi strutturali che producono carcere: scarsità di ricorso alle pene alternative, i reati connessi alle tossicodipendenze e il delicato tema degli stranieri in carcere. Senza un intervento di questo genere fra qualche mese il sistema si troverà inesorabilmente di nuovo al punto di partenza».

Dai dati diffusi emergono altri spunti di riflessione. I detenuti in attesa di giudizio definitivo in tutto il Lazio sono 2.854, quasi il 42% del totale. 1.125 sono, infatti, quelli in attesa di primo giudizio e 1.729 i condannati non definitivi. Sono, invece, 3.978 i reclusi che stanno scontando una pena definitiva.

PIANO PAESISTICO: PRIMO SI’ A PROROGA NORME SALVAGUARDIA

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La commissione Urbanistica del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Enrico Panunzi (Pd), ha approvato una modifica della legge regionale che regola la pianificazione paesistica. In pratica, come ha spiegato il presidente, si tratta di una proroga delle norme di salvaguardia che tutelano il territorio, in attesa della definitiva approvazione del Piano territoriale paesistico regionale. Con questo provvedimento, che adesso dovrà avere il via libera definitivo dell’aula, la Regione avrà tempo un altro anno, fino al 14 febbraio 2015.

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