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Regione, presentato il contratto di Fiume Sacco che parte dal mondo associativo

Il coordinamento delle Associazioni della Valle del Sacco ha presentato il 12 novembre le linee guida del Contratto di Fiume del Sacco, in audizione alle Commissioni Ambiente ed Agricoltura della Regione Lazio, alla presenza dell’Assessore...

Il coordinamento delle Associazioni della Valle del Sacco ha presentato il 12 novembre le linee guida del Contratto di Fiume del Sacco, in audizione alle Commissioni Ambiente ed Agricoltura della Regione Lazio, alla presenza dell’Assessore Refrigeri, del Presidente Panunzi, dei Consiglieri Cristiana Avenali, Daniela Bianchi ed altri presenti anche il Consigliere Denicolò Silvana.

Diverse le Associazioni presenti, Lega Ambiente Lazio, Retuvasa, Ugi, Laboratorio AltaValle del Sacco ed altre. Per le associazioni sono intervenuti il Presidente di Lega Ambiente Lazio Roberto Scacchi, il Dott. Roberto Rosso, il rappresentante dell’Ass. Laboratorio Alta Valle del Sacco e l’Ing. Roberto Passetti.

Il primo ha puntato l’accento sulla particolare situazione ambientale dell’intero bacino idrografico del Sacco rimarcando tra l’altro “Frosinone in termini di polveri sottili è la città più inquinata d’Italia” il CDF Sacco è certamente lo strumento volto non solo alla riqualificazione dell’asta fluviale bensì è tesa ad un rilancio dell’intero territorio ormai mortificato da decenni.

Il Dott. Rosso ha puntato l’accento sulle tematiche organizzative e di strutturazione dell’intero impianto Contratto di Fiume in quanto è necessario identificare uno schema di lavoro che definisca in maniera chiara il ruolo dei soggetti che partecipano all’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale, a tutti i livelli, non solo per una riconducibilità delle responsabilità e per la valutazione del lavoro svolto, ma soprattutto per assicurare il perseguimento degli obiettivi condivisi.

Il rappresentante dell’Ass. Laboratorio Alta Valle del Sacco ha posto l’accento sulle problematiche di inquinamento ambientale della Valle del Sacco sulle culture di Qualità presenti loco

L’Ing. Passetti ricordando che il Bacino idrografico della valle del sacco, esteso per circa 1530 Kmq, è il secondo posto nel Lazio in termini di estensione e viene subito dopo il Tevere, ha ricordato altresì che allo stato è in via di definizione la riperimetrazione quale Sito di Interesse Nazionale del Sacco proprio perché si è in presenza del fiume più inquinato del Lazio e tra i più inquinati d’Italia i cui disastri ambientali sono stati e sono sotto gli occhi di tutti. Infine ha illustrato le linee guida del contratto di fiume negli aspetti più salienti:

Il bacino idrografico della "Valle del Sacco" è un sistema integrato ambientale connotato datematiche complesse che ne hanno determinato le difficili condizioni in cui si trova attualmente, dal punto di vista ambientale e socio economico che ricomprende 54 comuni e si snoda tra le province di Roma e Frosinone

La generale inefficacia delle azioni sin qui condotte, causata dall’assenza di una visione strategica di risanamento dell’intero territorio della Valle del Sacco, ha determinato il protrarsi e l’aggravarsi di condizioni inaccettabili dal punto di vista ambientale e di conseguenza della salute degli abitanti che si affianca al declino socio economicodella valle, dalle attività agricole a quelle produttive e dei servizi.

Le azioni di risanamento intraprese sin qui dagli Enti preposti ed i vari interventi si sono rivelati inefficaci, dispendiosi soprattutto perché frammentari, condotti cioè per rispondere ad una perenne “situazione emergenziale" che dura ormai da molti decenni e quindi privi di una visione sistemica.

Per redimere definitivamente questa porzione di territorio da tali condizioni e riscattarla, in termini di salute pubblica, di comunicazione territoriale, di qualità della vita, di sviluppo sostenibileper poterla finalmente inserire in un percorso virtuoso di rilancio economico, appare necessario un intervento integrato che faccia leva su una governance del territorio che includa tutti i soggetti interessati.

Il “Contratto di Fiume” per sua definizione è senz’altro lo strumento d’elezione per una governance dei processi di tutela e bonifica ambientale nonché di pianificazione strategica di sviluppo sostenibile che ha per obiettivi:

  • la riduzione dell'inquinamento delle acque;
  • la riduzione del rischio idraulico;
  • la riqualificazione del sistema ambientale e paesistico, dei sistemi insediativi e dei sistemi produttivi all’interno del territorio del bacino del Sacco;
  • il miglioramento della fruibilità delle aree perifluviali al fine di ridare al fiume centralità nelle politiche di sviluppo;
  • la condivisione delle conoscenze sul fiume e delle informazioni sulle azioni in corso o in progetto;
  • lo sviluppo di attività di comunicazione, formazione ed educazione ambientale adeguate al raggiungimento degli obiettivi condivisi;
  • riconoscimento (da parte delle istituzioni regionali, sovracomunali e locali) dell’AQST-Contratto di Fiume quale strumento prioritario per la programmazione, il finanziamento e l’attuazione degli interventi sul bacino del fiume Sacco;
  • L’AQST-Contratto di fiume impegna i suoi sottoscrittori (Comuni, Province, Regione, Autorità di Bacino, Enti territoriali,Associazioni, ecc…), che vi aderiscono su base volontaria, al raggiungimento degli obiettivi di cui sopra.

La proposta metodologica alla base del CdF si articola attraverso la:

  • Pianificazione territoriale, attraverso un concetto fondamentale: il “Il TERRITORIO come PRIORITA’;
  • Partecipazione:in una progettazione partecipata è imperativa la trasparenza delle azioni. L’azione “bottom up” (dal basso all’alto) procede dal livello associativo a quello comunale, provinciale eregionale, e crea un dialogo che porta a decisionicondivise in modo paritetico, per garantire uno sviluppo sostenibile, durevole e condiviso.
  • Assunzione di responsabilità:è insita nel concetto stesso di Contratto di fiume.

I criteri posti alla base del CdF sono:

  • Difesa del Territorio

    • Azioni di tutela e bonifica dell’ambiente;
    • Consumo di suolo zero;
    • Zero emissioni (industria green): Sistema produttivo bio-compatibile ed eco sostenibile
    • Riconversione ecologica delle aree dismesse;
    • Ruolo ecologico dell’agricoltura (micro-laminazione idraulica)
    • Pianificazione strategica in quanto condivisa e perciò sostenibile

  • Valorizzazione del Patrimonio Ambientale e Culturale

    • Ricostruzione di un patrimonio identitario attraverso la cultura dei luoghi: i centri medievali e le

città della Valle del Sacco

  • Rilancio del territorio in termini economici, sociali ed ambientali;
  • Ruolo Agricoltura,colture no-food, insediamenti rurali eco-sostenibili.

  • Sviluppo sostenibile

    • avviare un nuovo ciclo produttivo dove reindustrializzazione, turismo culturale, prodotti agroalimentari e valorizzazione delle risorse naturali contribuiscano al rilancio del territorio.
    • Smart Technologies -“green economy”, che noncomprometta l’ambiente e che garantisca una produttività di lunga durata
    • Ricerca: dal punto di vista agrario, sanitario, nuove tecnologie

  • Innovazione Sociale

    • Diffusione della cultura innovativa delle “smartcommunities
    • Resilienza

Mentre gli strumenti a disposizione dovranno essere:

  • Specifico Documento di Intenti per il cdf del Sacco.
  • Piano di Assetto Idrogeologico per il bacino idrografico del Fiume Sacco
  • Piano di Tutela delle Acque specifici per il bacino idrografico del Fiume Sacco;
  • Perimetrazione unico SIN basata su un aggiornamento ad oggi delle aree critiche soggette a contaminazione delle matrici ambientali e dalla effettiva presenza di sostanze inquinanti;
  • Centrale unica appaltante sotto l’egida dell’ANAC;
  • Adeguamento/potenziamento/attivazione dei depuratori comunali, strumento in grado di ridurre concretamente l’impatto degli inquinanti sul fiume Sacco e sull’intera Valle;

In definiva i punti di forza del CdF sono:

  • Azioni di bonifica e tutela dell’ambiente che consentano di procedere alla valorizzazione del territorio nel suo complesso: dal fiume ai centri medievali della Valle;
  • Green Economy – un futuro sostenibile che sappia fondarsi sulle radici antichedel territorio ma anche aprirsi alle SmartTechnologies e sull’industria “green”, che non abbia impatto sul territorio.

Sulla base di questi presupposti gli ambiti di intervento sono individuati:

  • Ambiente: riperimetrazione di un unico SIN per individuare le azioni di bonifica etutela;
  • Agricoltura: valorizzazione aree di produzione di qualità ancora intatte e di pregio,riqualificazione aree attraverso colture no- food o altri usi;
  • Sviluppo: riuso ecocompatibile siti industriali dismessi;
  • Cultura: cultura come trama che riconnette e ricostruisce l’identità di un territorio;
  • Innovazione sociale: il contratto di fiume garantisceempowerment e governance alla società civile;
  • Ricerca: valle del Sacco come laboratorio sperimentale, accordi con Università per dipartimenti sperimentali, anche in ambito sanitario per patologie legate all’inquinamento.
  • Comunicazione strategica:il processo di pianificazione del contratto di fiume assicura che tutti gli attori siano parte del processo, velocizzando il processo di pianificazione e, nella fase attuativa, la realizzazione degli interventi condivisi.

E’ stato altresì definito il layout del CdF, individuando così le seguenti tempistiche:

  • Fase 1 - preparazione circa 12 mesi;
  • Fase 2 - attivazione circa 18 mesi;
  • Fase 3 - attuazionecirca 36 mesi;
  • Fase 4-consolidamentocontinuativo

L’assessore Refrigeri a conclusione dell’audizione ha garantito il pieno appoggio e sostegno della Regione a tale iniziativa incentivando tutti gli attori ad attivarsi fissando tra l’altro la data del 31 dicembre 2015 quale primo step di verifica/avanzamento dei lavori anche per la definizione di eventuali impegni economici da parte della stessa Regione.

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