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Roma, Regione Lazio; adottato piano operativo in 5 punti per superare emeregenza nella sanità

Si è svolta una riunione  presso la sede della Regione Lazio tra la Direzione Regionale Salute e i direttori generali e sanitari delle Asl di Roma  e provincia e i responsabili dei Pronto Soccorso.

Si è svolta una riunione presso la sede della Regione Lazio tra la Direzione Regionale Salute e i direttori generali e sanitari delle Asl di Roma e provincia e i responsabili dei Pronto Soccorso.

Nel corso dell'incontro, che si è svolto in un clima disteso tra e in cui è stato sottolineato lo spirito di abnegazione del personale sanitario, sono stati trattati tutti i problemi relativi alle cause che hanno determinato le criticità di questi ultimi giorni nel sistema dell'emergenza, ed è stato adottato un piano operativo, immediatamente esecutivo, che prevede le seguenti misure.

1) L'applicazione integrale del decalogo sul sovraffollamento dei Pronto Soccorso inviato dalla Direzione Regionale Salute il 29 novembre scorso. A tal proposito le aziende, che non avevano già attuato le misure, si sono impegnate a procedere nell'immediato.

2) Le necessità di posti letto, derivante dai dati ufficiali rilevati dal sistema Sies per ovviare all'attuale emergenza, sono dai 3 ai 5 posti letto per al giorno per ogni struttura. Le strutture di Roma e provincia che hanno presidi di Ps sono in tutto 33, si tratta di presidi di pronto soccorso e di Dea di I^ e II^ livello. A questo fine tutti gli ospedali hanno accolto l'indicazione, offerta dalla Regione, di rimodulare i posti letto di chirurgia (attualmente sovrastimati) in posti letto di medicina d'urgenza.

3) Le grandi strutture (i Dea di II^ livello) dovranno ridurre al minimo i trasferimenti dei pazienti presso le cliniche accreditate, queste infatti dovranno essere nella maggior parte dei casi disponibili per gli ospedali più piccoli. A tale scopo, oggi stesso, è stata già emanata una disposizione sul supporto delle Case di Cura accreditate nei periodi di particolare congestionamento dell'emergenza ospedaliera.

4) Sono in via di definizione misure strutturali, condivise con i medici di medicina generale, per migliorare il sistema delle cure primarie attraverso un'unica carta di servizi e per l'apertura di ambulatori di quartiere in ogni Municipio di Roma, anche il sabato e la domenica qualora vi siano condizioni particolari.

5) Saranno avviate immediatamente delle verifiche, così come è stato chiesto dal Ministero della Salute, sulle reali motivazioni del cosiddetto blocco ambulanze verificando se vi fossero o meno posti disponibili, se e con quale modalità vengono usate ambulanze di soccorso private, se e quante ambulanze di soccorso sono parzialmente utilizzate.

Infine preme sottolineare che la situazione di criticità degli scorsi giorni si è attenuata e che gli accessi complessivi ai Pronto Soccorso, secondo le ultime rilevazioni ufficiali, sono in lenta diminuzione: complessivamente 125.000 sull'area romana di cui 2914 codici rossi, 27.952 codici gialli e 87308 codici verdi e 6517 codici bianchi. Questo conferma la necessità che la strada strategica da intraprendere è quella di rafforzare la medicina territoriale.

SANT'ANDREA; REGIONE LAZIO, 'DA SANTORI NOTIZIE INFONDATE, NON GENERI ALLARMISMO'

"Ancora una volta constatiamo l'infondatezza delle affermazioni del consigliere regionale, Fabrizio Santori. Risulta infatti del tutto falsa la notizia, diffusa dal consigliere, che nell'ospedale romano Sant'Andrea non ci siano farmaci per curare l'HIV.

Le medicine sono invece a disposizione dei pazienti che ne fanno richiesta. Invitiamo dunque Santori a verificare le sue fonti, e soprattutto a non generare inutili allarmismi, speculando in modo superficiale su un tema così delicato quale la salute dei cittadini". Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

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