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Roma,Italcementi: il nuovo assetto produttivo nel piano di riorganizzazione aziendale meno 10 a Colleferro

Lo scorso mese di Dicembre è stato firmato a Roma, presso il Ministero del Lavoro, un importante accordo tra le parti sindacali e Italcementi, la Società multinazionale operante nel mercato del cemento da alcuni mesi a guida tedesca, volto al...

Lo scorso mese di Dicembre è stato firmato a Roma, presso il Ministero del Lavoro, un importante accordo tra le parti sindacali e Italcementi, la Società multinazionale operante nel mercato del cemento da alcuni mesi a guida tedesca, volto al riordino dell'assetto produttivo aziendale. Infatti, a fronte del piano di riorganizzazione presentato dall'Azienda, che prevedeva ben 1.080 esuberi, è stata raggiunta un'intesa a tutela del reddito dei lavoratori che ha portato a 538 il numero di coloro che usufruiranno degli ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione Guadagni) per un arco temporale fino a 20 mesi, dal 1° febbraio 2016 al 23 settembre 2017. Durante tale periodo, ha riferito l'On.le Teresa Bellanova, Sottogreteraria al Lavoro, "sia l'Azienda, che i Sindacati dovranno capire come rilanciare le attivita', come migliorare i prodotti ed i processi produttivi per ritornare a pieni ranghi e competitivi sul mercato".

Il piano di riorganizzazione di Italcementi, avviato nel 2013, si completerà nel biennio 2016-2017 con un nuovo riassetto. Il programma prevede una capacità produttiva più in linea con l'attuale contesto di mercato, passato dai 46 milioni di tonnellate del 2007 ai circa 19 milioni di tonnellate previste per il 2015. Italcementi, pertanto, manterrà sei cementerie a ciclo completo che la società definisce "strutture industriali più efficienti e adeguate alla nuova realtà del mercato del cemento in Italia", con uno stanziamento di circa 22 milioni di euro. Le sei cementerie a ciclo completo sono: Calusco D'Adda(BG), Rezzato (BS), Colleferro (RM), Matera (MT), Isola Delle Femmine (PA), Samatzai (CA). Questi impianti - precisano da Italcementi - alimenteranno a loro volta una rete di otto centri di macinazione operativi sul territorio nazionale: Borgo San Dalmazzo (CN), Novi Ligure (AL), Sarche di Calavino (TN), Trieste (TS), Ravenna (RA), Salerno (SA), Castrovillari (CS), Porto Empedocle (AG). Ai predetti impianti si aggiunge lo stabilimento di Guardiaregia (CB), dedicato ai prodotti speciali.

La Cassa Integrazione interesserà dunque 538 lavoratori: per i 108 dipendenti delle unità produttive dei due stabilimenti dismessi di Monselice (Padova) e Scafa (Pescara) verrà fatto ricorso alla CIGS per cessazione dal 1° febbraio 2016, per la durata di 12 mesi.

Lo stabilimento di Calusco D'Adda(BG), con 250 lavoratori è il più colpito: le attività e servizi della sede centrale di Bergamo verranno comunque progressivamente decentrati verso gli altri impianti. Segue Castrovillari (42), da tempo al centro delle trattative, dopo le proteste dei lavoratori nell'ultimo anno. Secondo quanto riportato nel verbale d'intesa firmato nella sede del Ministero del Lavoro, gli altri tagli riguarderanno la sede commerciale di Milano (25 lavoratori), lo stabilimento di Calusco d'Adda (10), Rezzato (5), Colleferro (10), Matera (5), Sarche (26), Salerno (37), Satmazai (10) e Isola delle Femmine (10).

Accanto alla richiesta della cassa integrazione, la Italcementi ha previsto anche un contributo aziendale di sostegno al reddito, il rimborso delle spese sanitarie e formative per le famiglie, incentivi al pensionamento e all'autoimprenditorialità, oltre allo studio di nuove opportunità occupazionali interne.

Dovremo comunque attendere i risultati definitivi dell'anno 2015, che verranno esaminati nel Consiglio di Amministrazione di Italcementi SPA fissato per giovedì 18 febbraio 2016, per avere un quadro più preciso degli effetti provocati dal cambio direzionale e verificare, come sostenuto dalla Società in un comunicato ufficiale, il consolidarsi di una "struttura industriale più efficiente e adeguata alla nuova realtà del mercato del cemento in Italia".

GIORGIO DE ROSSI

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